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Letta, con Obama e G8 Italia piu' forte a tavolo Ue

23 luglio, 21:58
I leader del G8 I leader del G8
Letta, con Obama e G8 Italia piu' forte a tavolo Ue

dall'inviato Federico Garimberti

LOUGH ERNE (IRLANDA DEL NORD) - "Torno in Italia carico di energia positiva". Enrico Letta appare soddisfatto dal suo primo summit fra i 'grandi' della Terra. Considera una vittoria diplomatica l'inserimento nella dichiarazione conclusiva del passaggio sulla necessità che si dia "priorità" alla crescita e alla disoccupazione, soprattutto dei giovani. Risultato in grado di "rafforzarlo" nella partita con Berlino in vista del Vertice europeo di fine giugno. Ma anche in chiave interna. Le decisioni prese, rimarca il presidente del Consiglio, sono un "grande ombrello" che "spingono le politiche del mio governo". Il risultato più importante, come però riconosce lui stesso, è stata la sintonia con Barack Obama e il suo appoggio nel sostenere politiche per le nuove generazioni. Letta insiste molto sulle conseguenze pratiche che le decisioni prese dal summit possono avere sull'Italia. Sa bene che per la maggior parte si tratta dichiarazioni di buoni propositi, ma anche che possono preparare il terreno a decisioni concrete che avranno un impatto sulla vita dei cittadini. E' il caso della lotta ai paradisi fiscali, all'elusione e all'evasione. Perché, spiega, se il G20 darà il "colpo finale" a queste piaghe si potranno recuperare risorse importanti. Cita di proposito la Svizzera e le multinazionali straniere, che devono venire in Italia ma anche pagare le tasse. Anche l'avvio del negoziato Ue-Usa sul commercio può rappresentare una svolta, soprattutto per l'Italia che avrebbe "da guadagnare più di ogni altro Paese" da un'area di libero scambio con gli Stati Uniti. Anche l'avvio di un negoziato con la Libia potrebbe avere riflessi positivi interni, soprattutto se servisse a mettere in sicurezza le frontiere. Ma è certamente sul fronte economico che Letta intravede gli spiragli più importanti. Soprattutto in chiave Ue. Lo dice chiaramente: "E' un problema che dobbiamo risolvere in Europa e in casa, però la sponda di Obama potrà essere utile in altre occasioni". Perché le conclusioni del summit "rafforzano" la posizione italiana in vista del Vertice Ue di fine giugno. Il tema ormai è "in rampa di lancio", ma adesso "bisogna che si concretizzi".

L'obiettivo è convincere (per non dire 'piegare') Angela Merkel a concedere maggiori margini di manovra sul fronte dei conti pubblici. Letta assicura che anche la cancelliera tedesca ha a cuore il tema del lavoro. Ma a scanso di equivoci ricorda come la dichiarazione finale del G8 insista sulla necessità di concedere più "flessibilità" sul fronte del consolidamento di bilancio, purché sia"finalizzata alla crescita". L'Italia, del resto, ha i conti in ordine e "non è più una osservata speciale". Un ottimismo che lo spinge ad azzardare una previsione: sulla 'golden rule' - la possibilità di scorporare alcuni investimenti dai bilanci nazionali tanto invisa alla Germania - ci saranno "soluzioni positive". Lui stesso però riconosce che bisognerà attendere le elezioni tedesche: "Non è un tema del prossimo Consiglio Ue, ma per una discussione successiva". Dalle beghe interne il capo del governo si tiene a debita distanza: glissa sugli F35, anche se conferma le posizioni degli ultimi giorni, facendo capire che il governo non rinuncerà all'acquisto dei nuovi caccia. Sull'Iva, rispondendo implicitamente alle fughe in avanti di Zanonato, rassicura il Pdl sul fatto che la decisione "sarà presa collegialmente". E infine, pur ammettendo che le "fibrillazioni" interne alla maggioranza continueranno, assicura che lui non si farà influenzare e continuerà ad essere "iper concentrato" sul governo. L'unica 'stoccata' che si concede è per Silvio Berlusconi: un Paese "serio", scandisce, mantiene le promesse prese in Europa.

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