Ariel, dr. Jeckyll e mr Hyde a Cleveland
8 maggio
10 maggio, 15:53
di Alessandra Baldini
Dottor Jeckyll e Mister Hyde a Cleveland: da un lato Ariel, il vicino di casa simpatico, pronto a giocare con bambini e animali del quartiere, patito di auto e di motociclette, il musicista dilettante; dall'altro Ariel 'l'orcò, entrato negli annali dei "mostri" che sequestrano ragazzine adolescenti e le tengono per anni schiave in cantina. Catene, corde, violenze, storie di straordinario orrore: e i riflettori inevitabilmente si puntano sull'intera famiglia anche se la polizia ha scagionato i suoi fratelli Pedro e Onil inizialmente arrestati con lui. "Non c'é nulla che ci porta a credere che Onil e Pedro Castro siano stati coinvolti nel caso o avessero conoscenza delle donne sequestrate all'interno della casa del fratello", ha spiegato il vice capo della polizia di Cleveland annunciando nei confronti del solo Ariel la formalizzazione dei capi di accusa per sequestro di persona e stupro.
Ariel, Pedro, Onil: tre fratelli sulla cinquantina cresciuti negli anni del boom attorno alla rivendita d'auto usate del padre. Una famiglia numerosa, severa e industriosa, tra i primi ispanici arrivati da Portorico a Cleveland dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Erano ragazzi intelligenti i Castro, dicono gli ex compagni di scuola, ma già allora con problemi. Pedro ad esempio: uno studente dieci e lode prima di lasciare il liceo al penultimo anno per abuso di alcol. E anche Onil è stato vittima della bottiglia: non è mai riuscito a tenersi un lavoro vero. Anche se il padre, morendo aveva lasciato 250 mila dollari di eredità e varie auto, i suoi eredi non nuotavano nell'oro: il lascito se l'erano dovuto spartire in nove. Ariel, nella cui casa di Seymour Avenue sono state trovate le ragazze rapite, era dei tre fratelli l'unico con un posto fisso - autista di scuolabus - ma aveva perso il lavoro anche lui nel 2012 dopo l'ennesima infrazione alle regole.
Un uomo violento, denunciato per aver picchiato di santa ragione la moglie Grimilda Figueroa. Un fratello di Grimilda aveva testimoniato che negli ultimi tre anni della loro unione Ariel non la faceva più uscire di casa: prime avvisaglie di una patologia fissata sull'imprigionamento? Chi è Ariel Castro e chi è sua madre, da cui occasionalmente veniva portata la figlia di Amanda Berry, la piccola Jocelyn di sei anni, che la chiamava "nonna Lillian"? E cosa sapevano, i figli di Ariel, che sulla sua pagina Facebook conta cinque nipoti ma nessuna prole diretta? C'é Arlene che era andata al "Chi l'ha visto" americano, "Americàs Most Wanted", per raccontare di esser stata l'ultima a vedere viva Gina deJesus, la sua "migliore amica" e compagna di scuola.
E c'é Anthony, 31 anni funzionario di banca a Columbus, che in un altro capriccio del caso, scrisse un articolo sulla sparizione di Gina sul Cleveland Plain Press, un mensile locale, intervistandone la mamma: "Aveva scelto Gina perché era la migliore amica di Arlene", ha detto Anthony al Daily Mail, rivelando anche che il padre teneva cantina, soffitta e garage chiusi con lucchetti: "Non voleva che ci andassimo". E poi c'é il mistero più grande: quello di Emily, condannata a 25 anni nel 2007 in Indiana per aver tentato di tagliare la gola alla figlia di 11 mesi dopo aver rotto con il boyfriend Deangelo Gonzalez. Al processo Anthony aveva implorato clemenza per i problemi mentali della sorella che lei, rivolta al giudice, aveva attribuito a Ariel







