Galera e violenza nel passato dell'eroe nero
10 maggio, 16:03
di Marcello Campo
A caldo disse di non essere "né un santo, né un eroe". E solo ora si capisce quanto avesse ragione. Charles Ramsey, il vicino nero che grazie al suo coraggio ha liberato Amanda Berry dalla casa degli orrori, ha un passato di arresti per violenza domestica e abuso di droga. L'amico di Ariel Castro, che con il 'mostro' di Cleveland ascoltava la salsa e organizzava barbecue, per giorni è stato giustamente considerato il protagonista positivo di questa tragedia, che assomiglia a un film dell'orrore a lieto fine. Passando da una tv all'altra, con il suo sguardo allucinato, i capelli arruffati e la parlata eccitata, è stato considerato, a ragione, l'eroe, il 'liberatore', l'uomo grazie al quale Amanda, la figlia e le sue compagne di sventura sono riuscite a porre fine al loro incubo durato 10 anni.
Su di lui hanno già fatto rap, e la sua telefonata alla Polizia infarcita di parolacce è ormai cult sui social network. Il disegno del suo faccione, con la bocca sdentata, con sotto la scritta "Cleveland's herò, compare in una t-shirt disponibile on-line. Raccontò di aver sentito le urla di Amanda mentre mangiava un hamburger di McDonalds. Così la famosa catena di fastfood l'ha gratificato cinguettando su twitter i complimenti a nome dell'azienda. Insomma, un momento di popolarità del tutto prevedibile, in un momento in cui i media, in assenza dei volti dei diretti protagonisti, erano affamati di facce e voci per raccontare questa 'big story'.
C'é anche da considerare che, per come è tutelata in America la proprietà privata, se un agente fosse passato dalla strada mentre Charles stava cercando di forzare la porta di Castro, magari avrebbe aperto il fuoco pensando a un ladro. Ad ogni modo, gli è andata bene. Ma questo 43enne non sempre è stato un cittadino modello: tra il 1997 e il 2003 è stato in galera tre volte. Tutti i reati erano legati alla sua tumultuosa convivenza con l'ex moglie, Rochelle, spesso picchiata, umiliata e maltrattata.
Persino ora, dopo che il marito è andato su tutti le tv, la signora racconta che il suo ex non le paga gli alimenti e non ha mai sganciato un centesimo dei 51 dollari al mese stabiliti dal giudice per il sostentamento della figlia, ormai 15 enne. Ora però dice di essere cambiato: "Tutte le brutte storie che mi sono capitate in passato mi hanno fatto diventare l'uomo migliore che sono oggi. Per questo voglio provare ad aiutare la comunità, per quello che posso, a partire da queste donne", racconta a chi gli ricorda la sua fedina penale. Poi però torna all'attacco, chiedendo di non essere più messo alla gogna: "Se provassi veramente questo odio nei confronti delle donne, allora me ne sarei andato per gli affari miei, invece di rischiare la vita per salvare altre persone".







