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Obama: 100 giorni dopo Newtown, basta stragi

Legge Colorado e' modello. Via armi a persone pericolose

04 aprile, 09:32
Obama a Denver: spinge su riforma armi
Obama a Denver: spinge su riforma armi
Obama: 100 giorni dopo Newtown, basta stragi

di Marcello Campo
"Sono passati esattamente 100 giorni dalla strage di Newtown, durante i quali ci sono state 2.000 vittime di armi da fuoco. Per ogni giorno che perdiamo, muoiono altri americani". Così Barack Obama, parlando a Denver, Colorado, a pochi chilometri dal cinema del massacro di Aurora, preme sul Congresso perché approvi prima possibile la riforma sulle armi. Il presidente chiede espressamente di agire tutti assieme"per fermare la strage". Quindi approfitta per lodare la recente legge dello Stato del Colorado, fortemente restrittiva circa le armi da guerra: "Sono qui a Denver - aggiunge Obama - perché il mese scorso, dicendo sì a questo nuovo provvedimento, avete dimostrato che cambiare é possibile. Questa legge rappresenta un modello da seguire" Il messaggio di Obama è ancora più di impatto, perché non é rivolto alle elite sofisticate della East Coast, da anni ormai convinte sulla necessità di limitare il diffuso delle armi. Stavolta parla nel cuore del profondo West, dove avere un'arma è un'abitudine molto diffusa. "Sono convinto - sottolinea Barack Obama - che non ci sia alcun conflitto tra la richiesta di protezione personale per i nostri cittadini e la sicurezza da atti violenti". Insomma, Obama lancia un appello al dialogo a chi difende a spada tratta il proprio diritto a possedere un'arma, così come tutelato dal controverso secondo emendamento della Costituzione americana. Sa che senza il loro appoggio ogni ipotesi di riforma non andrà lontano. "Questo Stato - osserva Obama - ha già sofferto due gravissime stragi, quella di Colombine nel 1999 e l'anno scorso ad Aurora. Ma è anche lo Stato orgoglioso dei secondo emendamento, dove sono tanti gli appassionati di caccia e con una grande tradizione di possesso di armi, una cultura che è passata da generazione in generazione. Sono qui per dire che è possibile conciliare queste realtà. Anche chi ama le armi vuole fare la sua parte per fermare l'epidemia della violenza. Nessuno vuole infrangere i diritti personali, ma solo fare in modo che le armi non vadano nelle mani sbagliate". In questa chiave dialogante va letto anche il primo commento di ieri da parte della Casa Bianca al voto storico dell'Onu sul primo Trattato Internazionale sulla compravendita di armi convenzionali. "Questo passo epocale - ha commentato un portavoce - non indebolisce in nessun modo il secondo emendamento della Costituzione".

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