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Datagate: Snowden firma 'Manifesto per verità' su Der Spiegel

'Ho avuto ragione a svelare metodi e obiettivi 007 Usa '

03 novembre, 14:33
Edward Snowden
Edward Snowden
Datagate: Snowden firma 'Manifesto per verità' su Der Spiegel

 Le richieste di piu' controlli sui servizi di intelligence dimostrano che avevo ragione nel rivelare i metodi e gli obiettivi dei servizi segreti Usa. Edward Snowden torna a parlare e lo fa attraverso il settimanale tedesco Der Spiegel pubblicando oggi un 'Manifesto per la verità'. L'ex talpa del Datagate sostiene che i dibattiti in corso sulla sorveglianza di massa in atto in molti Paesi dimostrano che le sue rivelazioni hanno contribuito a portare avanti il cambiamento. "Invece di causare danni, l'utilità della nuova conoscenza per la società é molto chiara in quanto suggerisce una riforma alla supervisione della politica e delle leggi", scrive il 30enne ex impiegato della Cia e analista informatico della National Security Agency (NSA). "I cittadini devono combattere contro la soppressione di informazioni su questioni di importanza fondamentale per il pubblico. Quelli che dicono la verità non stanno commettendo un crimine". Nel Manifesto, Snowden sostiene che la sorveglianza di massa é un problema globale che necessita di soluzioni globali; inoltre, ha aggiunto, "i programmi di sorveglianza dei criminali da parte dei servizi segreti" compromettono la privacy individuale, la libertà di opinione e le società. L'esistenza delle tecnologia di spionaggio non dovrebbe determinare la politica, ha detto. "Abbiamo un dovere morale di assicurare che le nostre leggi e valori limitino i programmi di sorveglianza e proteggano i diritti umani"

Critiche a distanza tra 007 italiani e Gb - I servizi di intelligence italiani, Aise e Aisi, sono "litigiosi" e "incapaci di collaborare tra di loro" e di conseguenza frustranti. E' l'opinione della GCHQ, la Nsa britannica, rivelata nei nuovi documenti di Edward Snowden sull'esistenza di una rete europea di spionaggio pubblicati oggi dal Guardian. Stando a quanto rivelato dai documenti, gli 007 britannici avevano contattato sia l'Aisi che l'Aise per paralare di attività di "controterrorismo" e avevano constatato "una frattura all'interno dei servizi italiani" che vengono definiti "incapaci/non disposti a collaborare gli uni con gli altri". Fonti italiane di intelligence, interpellate sull'articolo del Guardian, hanno spiegato che la fase a cui ci si riferisce è quella dell'avvio e della messa in opera della recente riforma dei servizi iniziata nel 2007 e recentemente conclusa.

007 Italia, critiche Gb? Noi garantisti  - Per una volta i documenti di Edward Snowden pubblicati oggi dal Guardian chiariscono che i servizi italiani "sono più garantisti" di quelli di altri Paesi e che "non sono disponibili ad andare al di là di quanto previsto dall'ordinamento". Così fonti dell'intelligence italiana commentano le critiche attribuite dal quotidiano inglese al servizio inglese Gchq, la Nas britannica. Quanto al fatto che i servizi italiani sarebbero "litigiosi e incapaci" di lavorare tra di loro, le stesse fonti sottolineano come probabilmente si tratti di una "valutazione datata", che si riferisce al periodo successivo alla legge di riforma del 2007, che ha ridisegnato le competenze delle Agenzie (Aisi e Aise). Una ristrutturazione che ha avuto necessità di un periodo di tempo per andare a regime.

Germania e Brasile hanno chiesto all'Assemblea generale dell'Onu di adottare una bozza di risoluzione per il diritto alla privacy nell'era digitale. Lo riferisce la Bbc online. La bozza di risoluzione chiede la fine dell'eccessiva sorveglianza elettronica sostenendo che la raccolta illegale di dati personali "costituisce un atto altamente invadente". I due Paesi sono entrambi furiosi per le rivelazioni, dalla talpa Edward Snowden secondo cui le loro leader sono stati spiati dagli Usa. La bozza di risoluzione, che non nomina i singoli Paesi, sarà discussa da una commissione dell'Assemblea generale incentrata sui diritti umani. La bozza chiede ai 193 membri dell'Assemblea di dichiararsi "profondamente preoccupata per le violazioni dei diritti umani e gli abusi che possono derivare dalla condotta di qualsiasi sorveglianza delle comunicazioni". Abusi che includono "la sorveglianza delle comunicazioni extraterritoriali, la loro intercettazione cosi' come la raccolta di dati personali, in particolare il ricorso massiccio a controlli e intercettazioni". La risoluzione, che sarà votata a fine mese, invita infine tutti i Paesi a proteggere il diritto alla privacy garantito dal diritto internazionale.

I servizi segreti di Germania, Francia, Spagna e Svezia avrebbero messo a punto un sistema di sorveglianza di massa delle comunicazioni telefoniche e internet in stretta collaborazione con il GCHQ britannico. Lo riferisce il Guardian. Lo sviluppo di questa rete risalirebbe a 5 anni fa, secondo documenti della talpa del Datagate, Edward Snowden.

di Flaminia Bussotti
Edward Snowden è pronto a parlare in Germania se gli sarà garantita sicurezza o asilo. E a Berlino non solo l'opposizione ma anche il ministro degli Interni si mostra possibilista e dice: se vuole parlare, troveremo il modo. La svolta è stata innescata dalla missione segreta del parlamentare verde Hans-Christian Stroebele, che dopo mesi di trattative ha incontrato ieri Snowden a Mosca, dove vive con un permesso di asilo che scade in estate. Per il 74/enne deputato dei Gruenen uno scoop planetario che ha lasciato con un palmo di naso i servizi segreti di tutti il mondo, americani compresi. In una conferenza stampa gremita, oggi ha raccontato l'incontro senza rivelare aspetti rischiosi per la sicurezza di Snowden. E' pronto a venire in Germania a parlare se potrà rimanere qui o essere accolto in uno Stato affine. Secondo Stroebele, ex avvocato di professione, un'ipotesi sarebbe un salvacondotto tedesco. Il diritto penale prevede ad esempio la possibilità di sospendere la persecuzione invocando una "necessità al di sopra della legge". Meno praticabile invece l'ipotesi che parlamentari tedeschi o magistrati lo interroghino in Russia: Snowden "ha forti riserve" al riguardo per ragioni che il deputato non ha "potuto e voluto" dire. Se le modalità del trasferimento saranno "chiarite e sistemate sarebbe pronto a venire", ha precisato Stroebele, dubitando però ci si arrivi. Una commissione di inchiesta del Bundestag invece la ritiene probabile. A suo dire in Snowden non c'e' "antiamericanismo, al contrario": più di tutti preferirebbe essere ascoltato da una commissione del Congresso in Usa. Ascoltarlo sarebbe prezioso, alla Cia e alla Nsa non era solo un amministratore ma un operativo: "Conosce bene la struttura", "può interpretare e chiarire documenti pieni di simboli e cifre, solo un uomo della Nsa può farlo, è decisivo". "Troveremo il modo se il signor Snowden è pronto a parlare con le autorità tedesche", ha assicurato da parte sua il ministro degli Interni Hans-Peter Friedrich (Csu). Se vuole fornire informazioni, "le accogliamo volentieri". Favorevole anche il presidente dell'organo di controllo parlamentare dei servizi segreti, Thomas Oppermann (Spd): se sarà possibile senza metterlo in pericolo e "rovinare del tutto" il rapporto con gli Stati Uniti "dovremmo farlo". Secondo Stroebele, una "soluzione umanitaria" potrà essere raggiunta se la Germania lo vuole, ma solo col contributo del governo Usa e del Congresso: "Altra possibilità non è data". Nè la cancelliera Angela Merkel - al centro nei giorni scorsi dello scandalo sulle intercettazioni del suo telefonino - nè l'ambasciata tedesca sapevano della missione, nel timore che saltasse tutto. Con lui solo due giornalisti esperti di servizi segreti, il reporter John Goetz e l'ex direttore di Spiegel, Georg Mascolo. Riprese e interviste sono il risultato. Si vede il 30enne Snowden in vestito nero e camicia celeste aperta, barba di tre giorni, atmosfera rilassata attorno a un tavolo con panini, insalata e acqua. "E' sano, giovane, di buon umore ma anche riflessivo e consapevole che corre grandi rischi", ha raccontato Stroebele rivelando un solo dettaglio privato: Snowden fa "shopping" da solo per Mosca. Ha grandi meriti, "non tutti l'avrebbero fatto", c'è un "obbligo morale", "dobbiamo essergli grati". Stroebele ha anche distribuito una lettera di Snowden, inviata nel frattempo alla cancelleria, al Bundestag e alla procura generale, dove parla di sè. Si dice perseguitato e costretto "all'esilio" e accusa il governo Usa di considerare tradimento il dissenso e criminalizzare l'espressione di opinioni politiche. "Ma dire la verità - protesta - non è reato". Al contempo Snowden è convinto che con col sostegno della comunità internazionale l'amministrazione Usa "abbandonerà questo atteggiamento nocivo".(

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