Percorso:ANSA.it > Mondo > News

Vignette Maometto, scontri, morti, feriti nel mondo islamico

Scontri violenti e 19 morti. Tensione in tutto il mondo islamico.

22 settembre, 07:58
Il mondo islamico in fiamme per le proteste contro il film su Maometto
Il mondo islamico in fiamme per le proteste contro il film su Maometto
Vignette Maometto, scontri, morti, feriti nel mondo islamico

ISLAMABAD - Si e' conclusa con un bilancio di 26 morti e 200 feriti in Pakistan la 'Giornata dell'ira', contro il video considerato blasfemo 'The Innocence of Muslim' e contro gli Stati Uniti, che ha sconvolto almeno quattro citta': Karachi, Peshawar, Islamabad e Lahore. Lo riferiscono sabato i media pachistani. Il governo di Islamabad, per cercare di assorbire le proteste, aveva proclamato quella di oggi giornata di ''devozione al Profeta'' ('Youm-e-Ishq-e-Rasool'). Ma cio' non e' bastato a contenere la furia di alcune piazze, nelle quali il sangue alla fine e' scorso a fiumi.

Come era prevedibile, la furia si e' scatenata soprattutto a Karachi, la citta' portuale nel sud del paese, dove centinaia di persone si sono scontrate con la polizia a Native Jetty Bridge cercando, senza riuscirvi, di raggiungere il consolato americano. Il bilancio dei disordini qui e' stato di 20 morti (fra cui tre agenti di polizia), 103 feriti e 100 arresti, oltre a gravi danni a sei cinema, cinque banche, lo Sheraton Hotel, vari fast food ed esercizi commerciali. Fuori controllo anche la situazione a Peshawar, capoluogo della provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhwa, dove i morti sono stati 6 ed i feriti 65, con la polizia impotente di fronte a decine di migliaia di persone che hanno invaso il centro, e che si e' limitata a difendere la 'zona rossa' dove si trova il consolato americano. Gravi anche gli incidenti a Islamabad, dove scontri si sono avuti davanti al Serena Hotel e dove i dimostranti hanno tentato inutilmente di attaccare il quartiere diplomatico, protetto da un ingente dispositivo di sicurezza. Non vi sono state vittime nella capitale (solo 40 feriti), come non vi sono state neppure a Lahore, la capitale culturale pachistana, dove un corteo ha cercato di raggiungere il locale consolato statunitense, sfogando alla fine la propria rabbia contro la residenza del governatore.

Violenze diverse da quelle delle settimane scorse.  A Bengasi la sera dell'11 settembre fu ucciso l'ambasciatore americano Chris Stevens, quale ritorsione immediata per il clip 'L'innocenza dei musulmani', o in seguito ad un attacco pianificato, secondo alcuni osservatori, per la 'ricorrenza' dell' attacco alle Torri gemelle. Pochi giorni dopo furono assaltate l'ambasciata tedesca in Sudan e quella Usa in Tunisia. E il personale fu salvato con difficolta', in particolare a Tunisi.

Atti di violenza forse meno eclatanti, ma estesi a 360 gradi. Se sono state risparmiate - per la massiccia presenza di forze di sicurezza o perche' chiuse, come quelle francesi - ambasciate o rappresentanze americane o europee, la furia dei piu' facinorosi ha colpito tanto le auto straniere che quelle locali, ha distrutto e bruciato cinema, banche e negozi. Ed ha portato al contatto diretto con le forze di polizia. In Pakistan, una ventina di persone sono morte, e centinaia sono rimaste ferite; fra questi ultimi, decine di poliziotti.

Il venerdi' di preghiera era cominciato con buoni auspici: una nota congiunta di di Lega araba, Unione africana (Ua), Ue e Conferenza islamica (Oic) che condannava i recenti atti di violenza e ribadisce l'impegno per misure internazionali anti-blasfemia, siglata da Lega araba, Unione africana (Ua), Ue e Conferenza islamica (Oic).

Nonostante gli appelli, le proteste e gli scontri si sono sono moltiplicati in diversi Paesi a maggioranza musulmana. In Pakistan gli episodi piu' violenti con un bilancio di 19 morti.

Le dimostrazioni più violente si sono registrate nella metropoli pachistana di Karachi dove sono morte 12 persone, tra cui diversi poliziotti, a quanto riferiscono fonti sanitarie. I feriti sono oltre un centinaio. I manifestanti hanno anche danneggiato diversi veicoli in sosta e negozi. Ben cinque sale cinematografiche e due banche sono state incendiate.Migliaia di islamici hanno messo a ferro e fuoco la città portuale. Si registrano anche diversi saccheggi di negozi.  A Peshawar, dove si sono tenute massicce proteste, è morto un autista di una troupe televisiva e altre due persone. Ben 60 i feriti nella turbolenta città nord occidentale dove una folla inferocita ha anche dato alle fiamme due sale cinematografiche A Islamabad, invece, la polizia ha sparato in aria e usato i gas lacrimogeni per respingere un corteo di dimostranti che voleva entrare nella "zona rossa" dove sorgono le ambasciate. In Pakistan le autorita' hanno anche bloccato tutta la telefonia mobile per alcune ore.

La Tunisia e' rimasta per lo piu' tranquilla, dopo che ieri il Ministero dell'Interno, avvalendosi delle prerogative legate al cosiddetto "stato di emergenza", ha vietato, nella capitale e nel resto del Paese, ogni manifestazione o assembramento, nel timore di proteste per la pubblicazione delle caricature di Maometto. Imponente il dispositivo di sicurezza approntato dalle forze dell'ordine, in special modo nella zona dell'ambasciata di Francia che è chiusa, così come gli uffici consolari e le scuole francesi. Per misura cautelare sono state chiuse all'attività pubblica anche le ambasciate di Stati Uniti e Germania. L'ambasciata d'Italia, come fa in occasione simili, ha chiesto ai connazionali di evitare luoghi dove si possano svolgere manifestazioni e di usare la massima prudenza negli spostamenti.

In India L'ambasciata degli Stati Uniti a New Delhi è stata chiusa in anticipo oggi per il timore di proteste dei gruppi islamici contro il film blasfemo. Tuttavia nella capitale non ci sono state manifestazioni e la giornata è trascorsa calma. Violente dimostrazioni si sono di nuovo registrate nel Kashmir indiano. Dopo la tradizionale preghiera del Venerdi, gruppi di giovani si sono scontrati con l'esercito nel capoluogo di Srinagar dopo aver violato il coprifuoco imposto per oggi dalle forze dell'ordine.

Nel tradizionale venerdì di preghiera islamica, in Libano migliaia di seguaci di Hezbollah hanno sfilato in corteo a Baalbek, principale centro della valle orientale della Bekaa in Libano, per protestare contro la realizzazione negli Stati Uniti di un film considerato lesivo dell'Islam e la pubblicazione su un giornale francese di vignette sul profeta Maometto. La protesta s'inserisce nel quadro delle iniziative indette dal movimento sciita in tutte le sue roccaforti in Libano. Parallelamente, gruppi estremisti sunniti guidati dallo shaykh salafita Ahmad Asir si sono riuniti poco fa nel centro di Beirut.

Centinaia di cittadini dello Yemen hanno protestato a Sanaa contro il film anti-Islam prodotto negli Usa. Al grido "Morte all'America" e "Morte a Israele", i manifestanti si sono riversati per le strade della città, subito dopo la preghiera del venerdì, e hanno tentato di dirigersi verso l'ambasciata Usa. Ma le forze di sicurezza con veicoli blindati e camionette munite di idranti hanno fermato i dimostranti a 600 metri dalla sede diplomatica.

Decine di manifestanti si sono diretti,  al Cairo, verso l'ambasciata di Francia, dopo la preghiera del venerdì, per protestare contro le vignette del settimanale Charlie Hebdo. Ma la sede diplomatica è stata blindata dalle forze dell'ordine egiziane.

Circa 10 mila persone sono scese oggi per le strade di Dacca, in Bangladesh.  E' stata bruciata una fotografia del presidente Usa Barack Obama e una bandiera francese davanti alla moschea Baitul Mokarram.

Le proteste sono giunte fino al Giappone: centinaia musulmani che vivono in Giappone ha dato vita alla più grande protesta finora registrata nel Sol Levante contro il film anti-Islam che ha scatenato violente reazioni nel mondo.

 

 

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Top News

    • 13:09
    • 09 apr
    • ROMA

    Fecondazione eterologa, cade il divieto

    La Corte Costituzionale lo hanno dichiarato illegittimo
    • 12:09
    • 09 apr
    • MILANO

    Intesa paga 294 mln 'tassa Bankitalia'

    Segue Unicredit (196), ma su parametri patrimoniali impatto soft
    • 11:40
    • 09 apr
    • VATICANO

    Papa: tacciano le armi in Siria

    Dolore per assassinio gesuita Van der Lugt e per vittime guerra
    • 10:43
    • 09 apr
    • MILANO

    Garlasco: mamma Rita, ho ancora fiducia

    E' cominciato il processo d'appello bis, Stasi è in aula
    • 09:03
    • 09 apr
    • MILANO

    Borsa: Milano apre in rialzo, +0,24%

    Identico aumento per l'indice Ftse All share
    • 09:00
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano,un morto su barcone

    Continuano sbarchi, 4.000 migranti soccorsi in ultime 48 ore
    • 07:01
    • 09 apr
    • ROMA

    Mafia, colpo a cosche in E-R

    Operazione cc regione e Crotone,13 ordinanze,sequestro da 13 mln
    • 06:36
    • 09 apr
    • ISLAMABAD

    Pakistan:bomba a mercato,almeno 15 morti

    Ordigno ad alto potenziale in zona controllata forze sicurezza
    • 01:05
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano, è allarme sbarchi

    Non bastano 80 mln Ue per Frontex. Def grazie a nostra azione
    • 00:23
    • 09 apr
    • NEW YORK

    Australia e Svezia, paradisi per giovani

    Secondo studio Usa. Italia fuori da classifica prime 30 nazioni