Russia al voto Campagna con clip e 'avatar'
Dai sexy video pro-Putin al rap di Prokhorov
02 marzo, 08:29Correlati
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di Claudio Salvalaggio
MOSCA - Putin e' un candidato senza volto ma onnipresente in tv, il leader vetero comunista Ziuganov rispolvera il passato sovietico, quello ultranazionalista Zhirinovski alterna un'immagine familiare ai toni aggressivi, mentre il capo del partito Russia Giusta Mironov cavalca in modo naif le difficolta' socio-economiche. Il piu' originale sembra l'oligarca Prokhorov, con clip spiritosi, anche a ritmo di rap. Quella per le presidenziali del 4 marzo e' forse la campagna elettorale piu' strana e vivace dell'epoca putiniana, la prima giocata a colpi di clip anche su internet. E anche la piu' costosa: 36 milioni di euro in tutto, di cui 10 milioni a testa Putin e Prokhorov. Seguono Ziuganov con 7 milioni e Zhirinovski con 6. Ultimo nelle spese, come nei sondaggi, Mironov (3,5 mln di euro). Tenendosi alla larga dal suo ormai screditato partito, Russia Unita, il capo del governo si e' presentato come il garante della stabilita' e ha condotto la sua propaganda sul filo del paradosso: il suo volto e' onnipresente sui giornali, e soprattutto sulle tv statali (70% di copertura), nelle vesti di premier, ma totalmente assente come candidato nella campagna elettorale. Nei cartelloni stradali, nei clip e nella tribune politiche Putin e' un fantasma, quasi un'entita' misteriosa, sacra, inaccessibile. L'uomo forte del Paese si e' sottratto ai duelli tv preferendo mandarci qualcuno dei suoi 'avatar': 499 testimonial, nomi illustri dello sport, del cinema, della musica, della cultura e dello spettacolo, tutti pronti a spiegare anche sul web perche' lo sostengono. Al premio Oscar Nikita Mikhalkov, pero', e' andata male: in un dibattito tra alter-ego, e' stato strapazzato a sorpresa da Irina Prokhorova, la sorella maggiore di Prokhorov. Putin preferisce i monologhi, in tv o nei giornali: per sette lunedi' consecutivi ha scritto, ogni volta su una testata diversa, dei lungi articoli per illustrare i vari punti del suo programma. A suo favore sono comparsi anche dei sexy video intitolati ''Putin. La prima volta e' solo per amore'', che giocano sul doppio senso, sessuale ed elettorale. Sui cartelloni stradali, invece, solo slogan del tipo ''Per una grande Russia, un presidente forte''. Da estimatore di Lenin e Stalin, Ziuganov ha scelto spot che strizzano l'occhio ai nostalgici dell'Urss: come quello del corteo di Mercedes di Putin che sfila uguale in tutti questi anni davanti al Cremlino con l'interrogativo finale 'allora non c'e' scelta?', seguito dal leader comunista che scende da un' auto normale mentre alle sue spalle scorrono le immagini di trattori, fabbriche, treni, natura russa e una voce assicura 'no, c'e' sempre una scelta, votate Ziuganov'. Ieri sera, invece, ha riunito i suoi allo stadio Luzhniki sotto uno slogan inequivocabile: ''la nostra patria e' l'Urss'', con band ovviamente degli anni sovietici. L'oligarca ha scommesso invece sui cartelloni stradali (''Nuovo presidente, nuova Russia''), sulle teleconferenze per coprire la vastita' del Paese e, soprattutto, su clip leggeri, alcuni a ritmo di rap, dove lo slogan e' ''Prokhorov ci piace''. Lo dicono, facendo il segno ok con il pollice, i suoi testimonial, in genere noti esponenti del mondo musicale, sportivo, culturale, tra cui spicca l'icona del pop Alla Pugaciova. Ma anche i protagonisti anonimi di molti video: come quello di un matrimonio dove manca lo sposo Prokhorov (considerato uno scapolo d'oro in Russia) e arriva uno dicendo 'io sono per lui', giocando sul doppio senso (al suo posto e a suo favore). Tutti finiscono col ripetere la stessa frase, compresa la promessa sposa. Zhirinovski si e' fatto immortalare mentre prepara blini' in cucina o accarezza un setter trasmettendo un'immagine privata rassicurante, ma ha voluto ricordare che lui e' sempre lo stesso in politica, che la sua foga oratoria e' rimasta immutata, come dimostrano in un clip due suoi interventi a distanza di 20 anni. Ma il video che ha fatto piu' discutere, sollevando le proteste degli animalisti, e' stato quello che lo riprende in slitta mentre frusta un recalcitrante asinello eletto a simbolo di un Paese che non vuole andare avanti. Il suo slogan e' ''Zhirinovski, e sara' meglio'' e ''Zhirinovski, o sara' peggio''. Mironov ha puntato dritto alle tasche dei russi, alle prese con la crisi: nei suoi clip i protagonisti appartengono alle fasce sociali piu' deboli, come la coppia di anziani che non puo' permettersi neppure di comprare il latte o si vede decurtare la pensione quando va a pagare le tasse comunali.







