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'She-devil' sfida Obama, Verdi candidano La Barr

Annuncio della comica su Twitter. Cnn avverte, non e' uno scherzo

04 febbraio, 00:10
Usa 2012: Verdi candidano Roseanne Barr
Usa 2012: Verdi candidano Roseanne Barr
'She-devil' sfida Obama, Verdi candidano La Barr

Roseanne, la star sovrappeso, un nuovo caso Ronald Reagan, l'attore poi diventato presidente degli Stati Uniti tra il 1981 e il 1989? Oppure una nuova Ralph Nader, l'ex paladino dei consumatori costato la Casa Bianca ad Al Gore nel 2000, l'anno in cui vinse George W.Bush? La certezza per ora è che spunta un terzo polo nella corsa alle presidenziali 2012, incarnato proprio da Roseanne Barr, star del popolarissimo film 'She-Devil'. E' probabilmente questa la vera notizia alla vigilia delle primarie repubblicane del Nevada, dove la vittoria di Mitt Romney, l'ex Governatore del Massachusetts - che ha appena ricevuto l'appoggio dell'eccentrico miliardario Donald Trump - viene data per scontata, confermando il suo status di front-runner. Il partito dei Verdi ha ufficialmente candidato l'attrice comica pluripremiata star tv della sitcom 'Roseanne', andata in onda sulla Abc tra il 1988 e il 1997. E lei, come è ormai consuetudine per gli annunci plateali, ha scelto Twitter per fare il suo ingresso nella campagna presidenziale.

"I am running to be the Green Party's nominee for POTUS (Sono la candidata del partito dei Verdi alla presidenza degli Stati Uniti). Sono un candidato ufficiale e mi batto per rendere l'America e il mondo un posto verde", ha cinguettato allegramente. E la Cnn, come tanti altri media, ha riportato la notizia con una chiosa d'obbligo rivolta al pubblico a casa: "Guardate che non è uno scherzo". Non si sa mani. In realtà la Barr aveva già manifestato lo scorso anno la sua intenzione di scendere in campo. Ad agosto del 2011, l'attrice aveva scoperto le carte durante il 'The Tonight Show' di Jay Leno. Ma anche allora fu presa poco sul serio, vista la sua professione di comica e visto che aveva anche detto di voler diventare il primo ministro di Israele. Ma la Barr è andata avanti. In questi mesi si è anche schierata a favore degli indignati e lo scorso settembre è apparsa a Occupy Wall Street dove ha tenuto un discorso a favore dei manifestanti.

A loro aveva anticipato alcuni punti salienti del suo programma ultra-progressista, dichiarando guerra ai banchieri colpevoli di bancarotta. A suo giudizio, dovevano essere obbligati a restituire ogni aiuto pubblico oltre i 100 milioni di dollari, e se non lo facevano andavano spediti in campi rieducativi o ancora decapitati se opponevano resistenza. Con un passato di grande sostenitrice di Barack Obama, l'attuale inquilino della Casa Bianca che punta ad essere rieletto, l'attrice ha ora dichiarato che "sia i repubblicani che i democratici sono comprati e pagati dalle grandi società e rispondono ai bisogni del miglior offerente invece di tener conto delle esigenze del popolo che pretendono di rappresentare". Con lei salgono a due i comici con mire presidenziali, ma il primo caso è più limitato e non è mai stato davvero preso sul serio. Qualche settimana fa, ha fatto infatti scalpore la candidatura di Stephen Colbert, un geniale comico tv, che grazie al superPac, il fondo di finanziamento elettorale, gestito dal suo collega ha ottenuto la bellezza di un milione di dollari. Forte di una crescente simpatia popolare Colbert ha organizzato perfino un comizio con il mitico Herman Cain, l'ex re della Pizza nero costretto al ritiro dopo numerosi scandali sessuali. Barr vuole correre direttamente per la Casa Bianca, Colbert si limitava a candidarsi a presidente della South Carolina, il suo stato d'origine. E, in realtà, non sul serio.

 

 

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