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Cameron, tolleranza zero e aiuti a famiglie

Sono 100 mila i nuclei familiari in difficolta' in Gran Bretagna

14 agosto, 15:57
Croydon in fiamme
Croydon in fiamme
Cameron, tolleranza zero e aiuti a famiglie

LONDRA - David Cameron come Rudy Giuliani a New York. Tolleranza zero contro i teppisti, ma anche una serie di misure per "aiutare a rafforzare le famiglie" in difficoltà o allo sbando, stimate in circa 100mila in Gran Bretagna. In una lunga intervista al conservatore The Sunday Telegraph, il premier britannico David Cameron illustra le grandi linee del programma di ampio respiro che il governo britannico intende avviare ora per evitare il ripetersi degli scontri dei giorni scorsi. Poche ore dopo avere assunto come consulente per Scotland Yard il super poliziotto americano Bill Bratton, ex capo della polizia di New York e Los Angeles, Cameron spiega: "Parlerò sempre di più (di tolleranza zero) perché ci credo davvero. Non abbiamo parlato abbastanza questo linguaggio, ma il messaggio sta passando, ed è una porta aperta che dobbiamo spalancare". Lo stesso discorso vale per la teoria della finestra rotta, cara a Giuliani e a Bratton. Per esempio, lo hanno capito immediatamente i londinesi, spiega Cameron: "Sanno benissimo, in base alla loro esperienza, che lasciando una finestra rotta il negozio viene rapinato di nuovo. Se non cancellate i graffiti sulla pensilina della fermata dell'autobus, la situazione continuerà a peggiorare". Il premier promette anche una serie di misure positive, per ricostituire quelle circa 100mila famiglie 'scoppiate' o inesistenti, spesso senza la figura del padre, e da molti indicate tra le cause principale degli scontri, con giovani e giovanissimi per le strade a qualsiasi ora del giorno. Per Cameron, non ci sono bambini che nascono cattivi, ma qualcuno deve tracciare le frontiere da non superare, se i genitori non sono in grado di farlo. Senza entrare nei dettagli, il premier spiega che "dobbiamo rimboccarci le maniche, e non avere paura di essere definiti 'uno Stato che fa la tata' "

MUORE ANZIANO, QUINTA VITTIMA SCONTRI - "Un vero gentiluomo con valori all'antica". Lo ricordano così Richard Mannington Bowes i suoi vicini di Ealing, il quartiere ad ovest di Londra dove viveva, e dove è stato colpito a morte da giovani teppisti mentre urlava di loro di spegnere le fiamme nei due cassonetti ai quali avevano appena dato fuoco lunedì sera. Bowes è morto all'età di 68 anni nella notte tra mercoledì e giovedì, dopo tre giorni di agonia, per le pesanti ferite subite alla testa, e dopo essere stato tenuto in vita artificialmente, in realtà con pochissime speranze di sopravvivere sin dal momento del dramma, verificatosi poco prima delle 23:00 di lunedì. Oggi la polizia metropolitana ha fermato un giovane di 22 anni, con l'accusa di omicidio, furto e di avere partecipato a disordini. Secondo il Daily Mail online, il pensionato originario di Bornemouth, una sorta di cittadino modello del quartiere, era da anni la bestia nera dei teppisti locali, che non sopportavano le sue (troppo) buone maniere e le numerose critiche. Bowes, secondo il tabloid londinese, era finito nel mirino dei giovani locali, che lo consideravano un vecchio rompiscatole, e glielo favevano chiaramente capire, orinando sulla sua porta di casa o buttando immondizia nel suo giardinetto. Ma il pensionato non si lasciava fare e ogni volta che incontrava i teppisti piovevano osservazioni sui loro comportamenti poco adeguati e la loro mancanza di educazione. La sua morte ha scioccato il quartiere, dalla popolazione medio borghese ma con qualche sacca di povertà. Ha colpito la gratuità del delitto, come ha spiegato l'ispettore John McFarlane della sezione omicidi: "si è trattato di un incidente brutale sfociato nella morte senza senso di un uomo innocente". A McFarlane ha fatto eco il sindaco di Londra Boris Johnson, "Ci sono numerosi brutti personaggi in questa storia - ha detto Johnson - ma anche numerosi eroi, e voglio rendere un omaggio particolare al signor Bowes. Ha pagato un prezzo davvero esagerato, e mi dispiace davvero molto per lui".

POLIZIA PROTESTA PER TEPPISTI SCARCERATI - Teppisti scarcerati troppo in fretta: la polizia londinese teme che i tribunali ributtino troppo rapidamente per le strade alcuni degli autori delle violenze e dei saccheggi di questi giorni nella capitale britannica. Lo spiega al Daily Telegraph Stephen Kavanagh, uno dei responsabili della Metropolitan Police londinese, secondo cui molti dei poliziotti che hanno effettuato arresti e fermi in queste ore sono stati stupiti di vedere alcuni dei giovani teppisti già rimessi in libertà dai tribunali, nonostante rappresentino un pericolo. "Alcuni di noi sono rimasti scontenti da alcune delle prime sentenze che abbiamo visto - ha spiegato Kavanagh -, in particolare quegli agenti che erano in prima linea fronteggiando la violenza e i disordini". Secondo Kavanagh, la questione è stata sollevata dal capo della polizia facente funzione, Tim Godwin, che ne ha parlato con esponenti di governo.

CAPO POLIZIA, ABBIAMO DECISO NOI RINFORZI - Si acuisce la polemica tra le polizie inglesi e il governo britannico, secondo cui la reazione delle forze dell'ordine ai disordini che hanno colpito Londra e le principali città dell'Inghilterra è stata lenta e poco adeguata. Sir Hugh Orde, il presidente dell'Associazione degli Ufficiali di Polizia, ha tenuto a smentire seccamente le parole di Teresa May, il ministro dell'Interno, secondo cui è stata lei ad ordinare alla polizia di intervenire in maniera più massiccia e pesante. Alla Bbc, Orde ha detto che "gli interventi più decisi della polizia non sono il frutto di una interferenza politica, ma sono stati possibili perché sono giunti rinforzi che hanno permesso ai responsabili di modificare la loro tattica". Orde ha ricordato che la May non ha il potere di richiamare i poliziotti al lavoro.

A BIRMINGHAM FOTO SU MEGASCHERMO MOBILE - Un megaschermo mobile per aumentare le chance che qualcuno riconosca i teppisti dalle foto: la polizia di Birmingham ha pensato di mettere le immagini scattate dalle telecamere a circuito chiuso che ritraggono i responsabili dei disordini e dei saccheggi di questi giorni, su un grosso schermo piazzato su un furgone che gira per la città. Il mezzo è in circolazione dalle 7 del mattino alle 19 e si ferma in tutti i punti principali della città. "E' la prima volta che questo sistema viene impiegato per mostrare le foto dei sospetti ricercati dalla polizia. E il responso della gente é stato fenomenale", ha dichiarato l'ispettore Mark Rushton. Le foto sono state anche pubblicate dai media e sul sito della polizia.





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