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'Sangue per Bin Laden' 87 morti in Pakistan

I talebani rivendicano l'attentato: è solo il primo. Le vittime sono quasi tutte reclute in congedo

13 maggio, 20:35
Duplice attentato in Pakistan
Duplice attentato in Pakistan
'Sangue per Bin Laden' 87 morti in Pakistan

di Maurizio Salvi

ISLAMABAD - E' stata scritta oggi in un lago di sangue (87 morti e 115 feriti) nel Pakistan nord-occidentale la prima risposta del settore piu' duro dei talebani pachistani al blitz americano che il 2 maggio e' costato la vita di Osama bin Laden nella ormai celebre ''fortezza'' di Abbottabad. Si e' trattato di un duplice attentato realizzato da kamikaze che all'alba ha trasformato la festosa partenza per le vacanze di un gruppo di reclute delle Guardie di frontiera (Frontier Cnstabulary Personnel) nel distretto di Charsadda, a poche decine di chilometri da Peshawar e dal confine afghano, in una tragedia dai contorni impressionanti. La cruenta operazione, rivendicata dal piu' potente gruppo islamico pachistano associato ad Al Qaida, il Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) di Hakimullah Mehsud, ha segnato una giornata che gia' si presentava tesa per l'annuncio della cancellazione di un viaggio negli Usa del comandante del comitato congiunto delle forze armate pachistane, generale Khalid Shameem Wynne.

E poi per la prevista sessione a porte chiuse del Parlamento pachistano davanti a cui i vertici militari erano chiamati a rispondere ai polemici interrogativi dell'opposizione, riferendo la loro versione dell'uccisione di Bin Laden. Si e' trattato di un dibattito teso, su cui e' trapelato poco, anche se significativamente il ministro dell'Informazione pachistano, Firdaus Ashiq Awan, ha riferito che il capo dei servizi segreti militari, generale Ahmed Shuja Pasha, ha ammesso senza mezzi termini che ''l'Isi ha fallito''. Ma mentre venivano pronunciate queste parole, il dramma delle reclute di Charsadda si era consumato. La prima carica nascosta in un carretto a cavalli, hanno riferito gli inquirenti, e' stata attivata alle 6 all'ingresso del centro di formazione mentre molti agenti, in abiti civili avevano preso, o stavano prendendo posto all'interno di minibus che dovevano riportarli a casa al termine di un corso di formazione di sei mesi. Fra le grida di dolore, i corpi sanguinanti riversi al suolo ed il fuggi fuggi dei passanti, l'emergenza e' scattata immediatamente.

Ma quello che i soccorritori e le forze di sicurezza giunte sul posto non si aspettavano era l'improvvisa entrata in scena di un secondo kamikaze che con una motocicletta si e' fatto esplodere nel cuore della zona dove piu' grande era l'assembramento di reclute. A questo punto, ha detto il comandante delle Guardie di frontiera, generale Akbar Hoti, il numero delle vittime ha assunto proporzioni piu' gravi, con almeno 67 agenti e 20 civili uccisi dalla violenza dei talebani, e 115 feriti trasportati negli ospedali della zona. Nella rivendicazione il portavoce del TTP, Ehsanullah Ehsan, ha assicurato che ''questa non e' che la nostra prima risposta. Perche' presto vi saranno altre e piu' importanti operazioni in Pakistan e in Afghanistan''.

I media hanno fra l'altro ricordato che questo e' l'attentato piu' grave eseguito in Pakistan da quello che il 5 novembre 2010 uccise 68 persone a Darra Adam Khel, nel territorio tribale della Orakzai Agency. Sul piano politico, il governo sembra aver accettato le spiegazioni fornite oggi dai militari e dall'Isi nella seduta dell'Assemblea nazionale, visto che lo stesso ministro Awan ha sostenuto che vi e' accordo ''sul fatto che gli Usa hanno potuto realizzare il blitz perche' dotati di una tecnologia di cui non dispone alcun altro paese''. E per questo, ha concluso, ''non possiamo fare il gioco dei nemici del Pakistan abbandonando in un momento cosi' difficile le nostre forze armate''. Infine, a parziale contraddizione dell'affermazione in una intervista a Time del premier pachistano Yusouf Raza Gilani, secondo cui ''le relazioni fra la Cia e l'Isi sono crollate'', i servizi Usa hanno reso noto di aver interrogato, pur se con scarsi risultati, le tre mogli di Bin Laden in mano ai pachistani.

 

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