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Tutti gli uomini di Osama, Al-Zawahri leader

11 maggio, 18:50
Ayman al-Zawahri, ritenuto il numero 2 di al Qaida
Ayman al-Zawahri, ritenuto il numero 2 di al Qaida
Tutti gli uomini di Osama, Al-Zawahri leader

ROMA - Potrebbe essere Ayman Abdel Rahman al Zawahri, medico egiziano nato il 19 giugno 1951, fra i fondatori di Al Qaida alla fine degli anni Ottanta e attuale numero 2 dell'organizzazione terrorista a succedere a Osama Bin Laden. Nato in una famiglia agiata e borghese, con un padre anch'egli medico e un nonno gran ulema di Al Azhar, al Zawahri per anni è stato il braccio destro del capo di al Qaida, prestando in molti casi il suo volto e la sua voce ai messaggi di minacce lanciati al mondo dal rifugio fra l'Afghanistan e il Pakistan. L'ultimo ad aprile nel quale sollecitava i musulmani a combattere la Nato e gli americani in Libia. L'amministrazione Usa ha stabilito una ricompensa di 25 milioni di dollari per chiunque fornisca informazioni su quello che molti considerano il cervello dell'organizzazione terroristica islamica. Al Zawahri Si è avvicinato ai movimenti jihadisti da giovanissimo, a diciassette anni, prima di diplomarsi in medicina. Entrò nella Jihad islamica egiziana nel 1979, diventando 'emir' (comandante) responsabile per il reclutamento. Nel 1981 è finito in carcere durante una ondata di arresti di integralisti islamici in seguito all'assassinio dell'allora presidente Anwar Sadat. E' rimasto in prigione quattro anni, ma per porto abusivo di armi, perché gli inquirenti non sono riusciti a trovare elementi contro di lui su un coinvolgimento dell'omicidio di Sadat. Uscito di prigione nel 1985, Zawahri è andato in Arabia Saudita, e dopo poco si è spostato in Pakistan, dove ha conosciuto Bin Laden. Ultima tappa l'Afghanistan, all'inizio degli anni Novanta.

Un'analisi, il quotidiano israeliano Haaretz fa il punto sul dopo. All'indomani della uccisione di Osama Bin Laden, si accende la lotta ai vertici di al-Qaida per la sua sostituzione. Oltre al n. 2 dell'organizzazione, Ayman al-Zawahiri, altri dirigenti emergono gia' al suo fianco e forse potrebbero ambire a sostituire essi stessi Bin Laden. Lo afferma, in  Di al-Zawahiri Haaretz scrive che eccelle nel ruolo di guida spirituale ed ideologica, mentre non ha le spiccate doti organizzative che avevano distinto Bin Laden. Per cui e' necessario esaminare adesso la galleria di altri 'volti nuovi'. Fra questi Haaretz annovera Seif al-Adel, un ex colonnello delle forze armate egiziane sospettato di aver organizzato gli attentati alle ambasciate americane in Kenya e in Tanzania nel 1998. A quanto pare questi comanda la 'Commissione militare' di al Qaida - scrive il giornale - e coordina attivita' militari in Somalia e nello Yemen. Un altro volto emergente e' quello di Saliman Jassem al-Gheit, un kuwaitiano di 46 anni, veterano delle campagne in Bosnia e in Afghanistan. Con lui sono menzionati anche Anwar al-Awaleki - un predicatore yemenita-statunitense, che formalmente non e' inquadrato in al Qaida ma che e' ritenuto un ideologo della nuova generazione - e Abdallah Ahmed Abdallah, un egiziano attivo particolarmente nel continente africano. Secondo Haaretz, e' possibile che anche alla luce degli sconvolgimenti politici in atto in diversi Paesi arabi le cellule locali di al Qaida si concentreranno maggiormente sugli scenari interni, tralasciando dunque la organizzazione di vistosi attentati internazionali.

Sono diversi tuttavia i quadri latitanti dell' organizzazione che potrebbero essere scelti per la successione.

Questi i più importanti:

- AYMAN AL-ZAWAHRI: medico egiziano di 60 anni, leader della Jihad islamica egiziana prima dell'incontro in Afghanistan con Bin Laden, di cui divenne braccio destro. Cofondatore di Al Qaida. Molti i suoi messaggi video negli anni passati. Ritenuto un grande organizzatore, sulla sua testa c'é una taglia di 25 milioni di dollari.

- SAIF AL-ADEL: egiziano, 50 anni circa, anche lui ex membro Jihad islamica egiziana, sarebbe il capo del ramo militare di Al Qaida. Ricercato per gli attentati contro le ambasciate Usa di Nairobi e Dar es Salaam nel 1998. Su di lui una taglia di 5 milioni di dollari.

- ANWAR AL-AULAQI: statunitense d'origine yemenita, 39 anni, imam e predicatore radicale, non è ritenuto organico ad Al Qaida, con la quale avrebbe però legami per via della sua intensa opera di predicazione e reclutamento via internet e la sua influenza. Si ritiene sia nascosto all'interno della sua tribù nello Yemen.

- FASUL ABDULLAH MOHAMMED: originario delle Comore, 40 anni circa, si ritiene diriga Al Qaida nell'Africa orientale, sia l'interfaccia con gli Al Shabaab somali e sia coinvolto negli attentati di Nairobi e Dar es Salaam.

- ADAM YAHIYE GADAHN: 32 anni, statunitense convertito all' Islam, reclutatore e predicatore su internet in arabo e inglese. Ricercato dagli Usa per "tradimento" e per "atti terroristici". Taglia di un milione di dollari.

- SULEIMAN ABU GHAITH: 46 anni, imam del Kuwait, bandito dalla predicazione per il suo radicalismo, si unì a Bin Laden nel 2000, divenendone uno dei principali portavoce.

- FAHD MOHAMMED AHMED AL-QUSO: 37 anni, yemenita, ritenuto uno degli organizzatori dell'attentato contro la nave Uss Cole ad Aden nel 2000. E' stato in carcere nello Yemen dal 2002 al 2007 e ora sarebbe in Al Qaida nella Penisola araba (Aqpa).

- ABDULLAH AHMED ABDULLAH: 50 anni, egiziano, ritenuto braccio destro di Abdullah Mohammed in Africa orientale. Nelle lista originale dei 22 più ricercati per terrorismo dell'Fbi. La taglia è di 5 milioni di dollari.

- ANAS AL-LIBY: libico, 47 anni, vero nome Nazih Abdul-Hamed Nabih al-Ruqai, ex rifugiato in Gran Bretagna, anch'egli ricercato per gli attentati in Kenya e Tanzania del 1998.

- ALI SAID BEN ALI EL-HOORIE: saudita, 46 anni, accusato di aver partecipato agli attentati di Dahran del 1996 (19 militari Usa morti). Cinque milioni di dollari la taglia.

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