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Informazione, le sfide del dialogo

Esperti e giornalisti, informazione e' chiave sviluppo e pace

28 gennaio, 15:14
Immagini tratte dal libro photoansa 2010 in mostra nella sala velluti, Palazzo Doria Pamphili a Roma
Immagini tratte dal libro photoansa 2010 in mostra nella sala velluti, Palazzo Doria Pamphili a Roma
Informazione, le sfide del dialogo

di Patrizio Nissirio

ROMA - Il Mediterraneo, le sue sfide, i suoi problemi a volte drammatici, come mostrano gli eventi di questi giorni in Tunisia, Egitto e Albania: giornalisti, esperti, scrittori da numerosi Paesi euromediterranei, ne hanno dibattuto oggi a Roma, nel convegno ''Il Mediterraneo in rete. La sfida del futuro'', organizzato dall'Ansa. Con un punto di vista che sembra condiviso da tutti: nel Mediterraneo serve piu' comunicazione, piu' scambio, piu' informazione, come forze trainanti per lo sviluppo ma anche per la stabilita'.

Il convegno, nell'ambito delle attivita' di ANSAmed - il notiziario multilingue per il Mediterraneo dell'Ansa - e' stato aperto dal presidente dell'agenzia, Giulio Anselmi, che ha cosi' riassunto la funzione cruciale dell'informazione: ''Il nostro mestiere e' informare per aiutare a capire, a prevedere, non solo il mondo della politica, ma anche quello dell'imprenditoria''. Un'area, quella del Mediterraneo, dove, per il portavoce del ministero degli Esteri italiano, Maurizio Massari, e' tempo di passare ''dai grandi schemi e delle strutture politico-burocratiche'' al ''Mediterraneo dei progetti concreti'', mobilitando risorse, coinvolgendo attori locali e sfruttando le potenzialita' del capitale umano della regione.

Ed in questa visione - all'insegna dell'inclusione e dell'operativita' - che l'Italia intende esercitare un ''ruolo di protagonista per la stabilita' dell'area'' e, al contempo, si conferma ''sponsor dei Paesi della regione presso le istituzioni euro-atlantiche''. Si e' quindi aperta la tavola rotonda ''Il Mediterraneo tra sviluppo e conflitti: e domani?'' moderata dal direttore dell'ANSA Luigi Contu, dove e' subito intervenuto lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, per il quale l'Europa deve parlare ''la lingua dei valori'' con la sponda sud del Mediterraneo, il solo modo per avere un atteggiamento ''obiettivo'' verso il mondo arabo. Ben Jelloun ha denunciato la ''disperazione'' delle popolazioni della sponda sud, Paesi ricchi dove alla gente non arriva nulla, e ha invitato l'Europa a rinunciare ''a qualche contratto'' per parlare di diritti umani.

''Non solo l'Italia, ma anche la Francia e la Spagna hanno dovuto assistere al desolante, ridicolo, vergognoso spettacolo di folclore che viene imposto ogni volta che un leader clownesco si muove all'estero'' ha incalzato Ben Jelloun, riferendosi al leader libico Muammar Gheddafi. I partecipanti, che rappresentavano Paesi dal Qatar all'Albania, dall'Egitto alla Turchia, dal Libano alla Giordania, e a molti altri, hanno tutti enfatizzato come i media - nell'era di internet e dei social network - possano giocare un ruolo decisivo nel dialogo tra le sponde Nord e Sud, evitando stereotipi, tensioni, e diffondendo consapevolezza sui diritti fondamentali che devono diffondersi nel rispetto delle rispettive culture.

Il convegno si e' quindi articolato in un workshop specifico per i media, coordinato da Stefano Polli, capo dell'area internazionale dell'Ansa, che ha lavorato in particolare sul tema dei media e del loro ruolo per lo scambio tra culture, e l'altro seminario 'Mare e cultura driver di crescita per il Mediterraneo' coordinato da Carlo Gambalonga dell'Ansa. Anche in queste sedi, da diversi punti di vista dei vari settori di competenza e dei Paesi, si e' sottolineato come su entrambe le sponde del Mediterraneo ci sia un deficit di comunicazione, che dev'essere sanato per generare sviluppo e comprensione.

 

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