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Ungheria: fango rosso, rientra pericolo esondazione

Il pericolo di un nuovo cedimento del deposito di fango tossico nell'impianto di lavorazione dell' alluminio ad Ajka sembra per il momento sventato

10 ottobre, 12:05
Ungheria: veduta dall'alto di parte dei danni causati dai fanghi tossici
Ungheria: veduta dall'alto di parte dei danni causati dai fanghi tossici
Ungheria: fango rosso, rientra pericolo esondazione

BUDAPEST - Il pericolo di un nuovo cedimento del deposito di fango tossico nell'impianto di lavorazione dell' alluminio ad Ajka, ovest dell'Ungheria, sembra per il momento sventato. Secondo quanto dichiarato dal portavoce della protezione civile, Tibor Dobson, la crepa nella parete nord del deposito di decantazione, da cui il 4 scorso è partito il peggiore disastro ecologico nella storia del Paese, si è fermata, e gli esperti ritengono improbabile una nuova fuoruscita di fango rosso. La situazione però potrebbe cambiare rapidamente in caso di piogge che farebbero franare gli argini. Ieri, dopo la scoperta di una seconda crepa nel deposito, si temeva una nuova rottura dell'argine con conseguente fuoriuscita di un altro mezzo milione di metri cubi di fango tossico. Per questo le autorità avevano subito deciso l'evacuazione di tutto il comune di Kolontar, epicentro del disastro, e ordinato di prepararsi anche all'evacuazione del vicino comune di Devecser.

Le squadre di soccorso lavorano giorno e notte a riparare la parete danneggiata, e a costruire un muro protettivo alto cinque metri e lungo 400 metri, per proteggere la zona non accidentata di Kolontar, in caso di un cedimento della prima. Prosegue anche l'opera di pulizia dei due comuni danneggati. Il bel tempo aiuta e i lavori potrebbero essere ultimati per lunedì mattina. Almeno 1500 fra soccorritori e volontari sono al lavoro sul terreno contaminato di acidi tossici e metalli pesanti. L' inquinamento nei fiumi Marcal e Raba sta diminuendo. Secondo Dobson, il pH si è stabilizzato sull'8 per cui si è smesso di scaricare gesso e acidi per neutralizzare l'alcalinità. Tutto l'ecosistema del fiume Marcal è morto. Secondo esperti, il cedimento della parete nord del deposito potrebbe essere conseguenza di errori di progettazione: il suolo sotto l'argine non è infatti omogeneo, in parte è argilloso, e se troppo bagnato, si sposta in modo diverso dal resto provocando crepe. Il deposito è stato costruito circa 25 anni fa.

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