Obama: piano 50 mld per infrastrutture
Presidente Usa scalda sindacato e rispolvera 'Yes we can'
06 settembre, 22:33
di Marcello Campo
WASHINGTON - Barack Obama 'scalda' gli uomini del sindacato. In occasione del 'Labor day', in maniche di camicia, rispolvera lo slogan 'Yes we can', attaccando a testa bassa i repubblicani a 58 giorni dal voto di novembre. Aprendo il suo intervento alla 'laborfest', una sorta di festa delle Union che si tiene a Milwaukee, in Wisconsin, il presidente rilancia con forza il ruolo della working class, dei suoi valori e della sua dignità. "L'America - esordisce Obama - non può avere un'economia forte senza un ceto medio forte, sempre più grande, con i suoi valori e la sua capacità i lavorare duro".
E per aiutare la 'middle class' colpita dalla crisi e dalla disoccupazione, Obama lancia un piano di investimenti in grandi opere pubbliche, soprattutto nel settore dei trasporti, da 50 miliardi di dollari in sei anni. Un piano che, sottolinea Obama "non aumenterà il deficit". Quindi assicura che "ogni singolo giorno della sua presidenza" non smetterà mai di lottare per difendere "il sogno americano", di chi, pur avendo umili origini, con la sola forza del suo lavoro, vuole garantire un futuro ai suoi figli. "E' stato così ai temi dei miei nonni - esclama Obama - e dovrà tornare ad essere così anche in futuro". Con accenni volutamente patriottici, Obama osserva che gli Usa non sono diventati il Paese più ricco al mondo "con i giochi e le scommesse di carta di Wall Street", ma grazie alla capacità "di produrre e vendere beni reali". E' tempo, esorta, di "rifondare la nostra economia" e rilanciare il Made in Usa. Per rimettere in moto l'azienda Usa, Obama lancia da Milwaukee un imponente piano di investimenti in opere pubbliche chiedendo al Congresso ad approvarlo: "Nei prossimi sei anni costruiremo 150mila miglia di strade, pari a sei volte l'equatore. Rinnoveremo 4.000 miglia di linea ferroviaria, la stessa distanza che divide l'est dall'ovest e rimetteremo a posto 150 miglia di piste aeroportuali, in modo da ridurre i disagi e i ritardi". Quindi annuncia la creazione di una nuova banca per le Infrastrutture in grado di fare il lavoro di almeno 100 uffici federali. Così si ridurranno i tempi e si taglieranno i costi della burocrazia. "La storia ci dice che questo tipo di piano dovrebbe avere l'appoggio parlamentare bipartisan. Ma - avverte Obama entrando in clima elettorale - c'é gente a Washington che la pensa diversamente. In tutti questi mesi ogni volta che abbiamo presentato provvedimenti a favore dei lavoratori abbiamo trovato sempre i no dei repubblicani. Mentre sto parlando stanno dicendo no al taglio delle tasse per le piccole aziende. E' gente che vuole aiutare i milionari, che cambia le regole per aiutare i propri interessi particolari, senza pensare ai problemi dei lavoratori".
Quindi, in un clima da comizio sindacale, Obama incita la folla a tenere duro: "So che viviamo una situazione difficile, che la gente è preoccupata sul futuro e non ha i soldi per tirare avanti. Quando i tempi sono duri è facile abbandonarsi alla paura e al cinismo, ai dubbi e alle divisioni. Ma noi non molliamo. Siamo il Paese che ha superato depressioni e guerre, grandi sfide e grandi minacce, illuminando la strada al resto del mondo. Ogni volta che i problemi sembravano irresolubili - aggiunge tra gli applausi - abbiamo fatto il nostro meglio, un popolo, una nazione. Questo è lo spirito del movimento sindacale. Da soli si perde, uniti si è più forti e vince. Per questo siamo americani e ci chiamiamo Stati Uniti". Poi, tra in chiusura, tra l'entusiasmo generale, rispolvera quel 'Yes We Can'' che lo portò alla Casa Bianca due anni fa. Chissà se funzionerà anche il 2 novembre.







