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Rom: 50.000 in piazza a Parigi

Corteo nella capitale francese contro la xenofobia e le espulsioni dei Rom

05 settembre, 09:17
Corteo nella capitale francese contro la xenofobia e le espulsioni dei Rom
Corteo nella capitale francese contro la xenofobia e le espulsioni dei Rom
Rom: 50.000 in piazza a Parigi

PARIGI - C'erano Rom e nomadi in testa al corteo che ieri e' partito da place de la Republique, a Parigi, per contestare la politica di Sarkozy, considerata ''xenofoba'' dai manifestanti. Cinquantamila secondo gli organizzatori (100.000 in tutta la Francia), 12.000 per la polizia, ma Brice Hortefeux - ministro degli Interni - ha minimizzato: ''si e' trattato soltanto di qualche decina di migliaia di persone''.

Il corteo, molto atteso dopo un'estate in cui le espulsioni dei Rom dei campi abusivi hanno tenuto banco sollevando proteste in tutt'Europa, era organizzato da una cinquantina di associazioni e Ong, ma hanno partecipato tutti i principali rappresentanti della sinistra, per una volta uniti, oltre ai rappresentanti dei sindacati e a molti artisti. Proprio questi ultimi hanno dato il via alla mobilitazione di oggi, presentandosi questa mattina sotto le finestre del ministero dell'Immigrazione per una ''serenata'' sulle note dell'allusiva ''Les petits papiers'' di Serge Gainsbourg, interpreti fra gli altri la cantante Jane Birkin e l'ex regina delle notti parigine, Regine. Jane Birkin, accompagnata dalle note di una fisarmonica, ha spiegato: ''e' una canzone per la miseria della gente, per riscaldarla. Mi sembra che si creino dei capri espiatori, clandestini o Rom, che possono essere espulsi al contrario di me, che sono anch'io straniera''.

Presenti nel corteo organizzazioni caritative come Emmaus, anti emarginazione come 'Attac' e il Mrap, il Movimento contro il razzismo e per l'amicizia fra i popoli. In testa, una quarantina di Rom romeni, il cui accampamento e' stato raso al suolo il 12 agosto a Choisy-le-Roi, nella banlieue parigina, dietro uno striscione che recitava: ''no alla politica inumana di Sarkozy''. Al loro fianco, associazioni di nomadi francesi che portavano una bara di cartone con la scritta 'Sarkozy 1955-2010' e foto del presidente francese sulle quali c'era scritto 'Figlio di Petain', con allusione al maresciallo che fu capo della Francia collaborazionista sotto l'occupazione. C'era tutta la gauche, dai Verdi con Cecile Duflot, ai socialisti, dal sindaco di Parigi Bertrand Delanoe alla vedova del presidente Francois Mitterrand, Danielle, poi tutti i sindacalisti e i capi delle associazioni. Molti inalberavano la prima pagina del quotidiano Liberation, che oggi titolava 'La nostra coscienza ci impedisce di tacere'.

In centomila, o qualche decina di migliaia in meno stando ai conti del ministero dell' Interno, hanno sfilato in 130 citta' di Francia, spesso con Rom e talvolta con nomadi in prima fila, come a Bordeaux. Per gli analisti, e' stato l'assaggio di una mobilitazione contro il governo che annuncia un autunno caldo, non soltanto per la stretta sulla sicurezza voluta da Sarkozy quest'estate ma anche per la riforma delle pensioni, uno dei provvedimenti piu' invisi all'opinione pubblica. Rappresenta pero', come ha piu' volte sottolineato lo stesso capo dello stato, il momento cruciale della presidenza Sarkozy, e da martedi' sara' in parlamento, presentata dal contestatissimo ministro Eric Woerth, coinvolto nello scandalo Bettencourt per conflitto d'interessi.

ROMA VICINA A PARIGI CONTRO DISCRIMINAZIONI - Si protesta raccontando la propria esperienza di vita, raccogliendo firme per "i diritti negati", esponendo striscioni antirazzisti e danzando. La voce del popolo rom che si è levata da Campo dé Fiori, a Roma, in segno di "gemellaggio" con le manifestazioni francesi, è variegata come chi in piazza lo rappresenta: studenti universitari e operai, accanto a decine di nomadi. La piazza capitolina non si è riempita, ma chi c'é stato ha "manifestato con il cuore". "Ho 24 anni e da 14 vivo in Italia, a Trento - racconta Baskim Berisa studente universitario di giurisprudenza - oggi sono venuto a Roma perché mi sento discriminato. Quando i media parlano di rom lo fanno sempre in maniera negativa, senza considerare le persone integrate, che studiano, lavorano e mandano i figli a scuola".

"Luminiza, 24 anni, con tre figli a carico, vive a Roma in un appartamento in via Prenestina e racconta: "sono qui in Italia da quattro anni, sono andata via dalla Romania perché lì non ci sono soldi per mangiare. Anche qui siamo poveri, viviamo raccogliendo la roba dall'immondizia e rivendendola nei bazar, ma almeno io e mio marito riusciamo a dar da mangiare ai nostri figli. Ora dicono che vogliono mandarci via, ma noi non possiamo, non vogliamo andarcene". A Roma il popolo rom è sceso in piazza per dire soprattutto "no al razzismo contro il popolo rom e sinti, no alla segregazione e no alle deportazioni". Uomini, donne e bambini si sono ritrovati a Campo dé Fiori, a due passi da piazza Farnese dove ha sede l'ambasciata francese per la manifestazione organizzata dal coordinamento nazionale antidiscriminazione, che ha trovato l'adesione tra gli altri di sinistra Ecologia e libertà, della Cgil. Un sit-in al quale ha partecipato anche il segretario del Prc, Paolo Ferrero. "La bestia peggiore che l'Europa conosce è il razzismo -ha detto- e ancor più grave è il razzismo di Stato che alcuni governi europei stanno iniziando a praticare, insieme ad alcuni sindaci". E accanto agli striscioni esposti dalle organizzazioni Rom e Sinti che recitavano "No ai Pogrom, stop a xenofobia, non aspettiamo la shoah per intervenire", nella piazza romana hanno sventolato tante bandiere rosse, della Cgil, Sel e Prc. Il presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio, è intervenuto al sit-in ricordando il bambino rom morto una settimana fa nel rogo di un accampamento abusivo della capitale.

"La morte di un bambino rom è la sconfitta di una società civile - ha detto -. Tutte le politiche di integrazione che erano state messe in piedi in questa città sono state distrutte". "L'idea che si possa rispondere alla morte di un bimbo buttando giù le baracche è assurda - gli ha fatto eco la consigliera regionale dell'Idv Giulia Rodano - ed è ancor più assurdo che questa diventi un problema di ordine pubblico". Ma per il sindaco Gianni Alemanno, in visita a Parigi, la manifestazione dei Rom a Roma è "ideologica e poco sostanziale. Noi - ha detto- respingiamo qualsiasi approccio etnico agli sgomberi e agli allontanamenti. Fin dall'inizio, abbiamo rispettato il principio di legalità, sia che si trattasse di italiani, di extracomunitari, di nomadi. Il discrimine è individuale". L'obiettivo del Comune di Roma, ha ribadito Alemanno, è "garantire la legalità come premessa al lavoro di integrazione".

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