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Negoziati: a Washington anche proteste contro la pace

Fuori Dipartimento di Stato manifestano ebrei ortodossi e gruppi radicali

02 settembre, 20:27
di Luciano Clerico
WASHINGTON - Proteste a Washington contro la pace. Mentre dentro al grande edificio del Dipartimento di Stato la parola''shalom'' e ''salaam'' veniva pronunciata da israeliani e palestinesi, all'esterno del ministero degli Esteri Usa si sono tenute due distinte manifestazioni di protesta. Per dire no alla pace. Da un lato hanno manifestato gli aderenti alla Arab American Action Network, associazione che riunisce diverse comunita' arabe d'America. I manifestanti pro-Palestina hanno esibito striscioni per protestare contro le condizioni di pace proposte da Israele. ''I diritti nazionali dei palestinesi non sono in vendita'' hanno scandito, mentre decine di giornalisti di ogni parte del mondo si affollavano per intervistare Hatem Abudayyeh, presidente dell'associazione (che ha sede a Chicago). Dall'altro lato, erano invece allineati in perfetto ordine alcuni manifestanti ebrei ultraortodossi. Anch'essi a protestare contro la pace. Per ragioni diametralmente opposte a quelle dei loro antagonisti, sono contrari all'avvio dei colloqui diretti e dicono no ad ogni ipotesi di pace perche' - sostengono - ''e' la stessa Bibbia ad essere contraria''. ''Israele non rappresenta la vera nazione degli Ebrei'' era scritto su alcuni cartelli, ''Il giudaismo rifiuta il sionismo''. Vestiti in modo ultraortodosso (cappotti e cappelli neri, camicia bianca, lunghe trecce), anche loro sono stati fotografati e intervistati dalla stampa di mezzo mondo, che oggi ha affollato il Dipartimento di Stato come succede solo per le giornate storiche. Mentre i colloqui diretti tra la delegazione israeliana, guidata dal premier Benyamin Netanyahu, e quella palestinese, guidata dal presidente Mahmud Abbas, si sono svolti nella Diplomatic Reception Room, all'ottavo piano del Dipartimento di Stato, i giornalisti presenti ne hanno seguito l'inizio dalla sala intitolata a Loy W. Henderson, ambasciatore ai tempi dei presidenti Truman e Eisenhower e considerato l'iniziatore della diplomazia Usa in Medio Oriente. ''Noi crediamo nel vostro successo - ha detto Hillary Clinton accogliendo i due leader -. La pace richiede pazienza, resistenza e leadership, ed e' nelle vostre mani''. ''Grazie - ha risposto Abbas -. Come gia' Arafat e Rabin a Camp David davanti al presidente Clinton, cosi' oggi noi vogliamo aprire una nuova era''. Netanyahu, rivolgendosi tanto alla Clinton quanto al presidente palestinese, ha concluso cosi' il suo saluto introduttivo: ''Shalom, Salaam, Peace''.(

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