Gb: memorie Blair,sapevo che Brown sarebbe stato un disastro
Oggi esce l'atteso libro di memorie dell'ex primo ministro: A Journey
01 settembre, 13:42
LONDRA - Gordon Brown? ''Sapevo sarebbe stato un disastro come premier'' e che non avrebbe mai vinto le elezioni: lo afferma Tony Blair nel suo atteso libro di memorie A Journey (Un viaggio), in uscita oggi. Secondo le anticipazioni del Guardian, nel libro, 700 pagine dove tra l'altro Blair esprime il suo rammarico per i morti in Iraq, ma continua a difendere la decisione di andare alla guerra, l'ex primo ministro britannico spiega che la gestione di Brown a Downing Street ''non avrebbe mai funzionato'', in quanto il suo successore ''ha zero intelligenza emotiva'' e ha abbandonato la formula riformista del New Labour, che aveva portato il partito a tre vittorie elettorali consecutive. In un'intervista che verra' trasmessa stasera dalla Bbc, Blair spiega pero' che la capacita' di Brown (che definisce ''difficile, che a volte ti fa impazzire'') come premier potrebbe essere stata ''sovrastimata'' prima che egli prendesse le redini del governo, ma che la forza mostrata nei suoi tre anni a Downing Street e' stata ''sottostimata dalla gente''. ''Il mio rapporto con Gordon e' stata molto molto difficile, ma anche molto stretta'', ha detto l'ex premier al giornalista politico Andrew Marr, ''per gran parte del tempo passato al governo, e' stato un'immensa fonte di forza''.
BERLUSCONI DECISIVO PER OLIMPIADI LONDRA - Senza l'aiuto di Silvio Berlusconi Londra "non avrebbe mai potuto vincere" le Olimpiadi del 2012: lo scrive Tony Blair nel suo libro autobiografico Un viaggio, uscito oggi, nel quale l'ex premier britannico esprime "ammirazione" per il presidente del Consiglio italiano. ''C'e' un'ultima persona senza la quale non avremmo potuto vincere: Silvio Berlusconi - scrive Blair nel suo libro - Nell'agosto precedente (2004) gli avevo fatto visita nella sua casa in Sardegna per chiedergli aiuto sulla candidatura. L'Italia era uno dei protagonisti fondamentali. Mi aveva domandato fino a che punto fosse importante per noi ottenere le Olimpiadi. 'Molto', gli avevo risposto. 'Molto?'. 'Molto'. 'Sei mio amico', aveva detto Berlusconi, 'Non ti prometto niente, ma vedro' cosa posso fare'. Questo comportamento e' tipico di Silvio ed e' per questo che lo ammiro. Quasi tutti i politici promettono, ma poi non combinano nulla. Lui non aveva promesso, aveva agito''. ''I rapporti personali contano, questo e' ovvio - scrive ancora Blair - ma chi pensa siano elaborati stratagemmi e calcoli matematici a determinare le negoziazioni e i compromessi, sembra ignorarlo. A tutti i livelli, ma soprattutto ai vertici, la politica ruota intorno alle persone. Se un leader ti piace, cerchi di aiutarlo anche se ciò può andare contro i tuoi interessi. Se non ti piace, non lo aiuti. Se prendi le distanze per motivi politici - per esempio perché, come nel caso di Silvio, c'è più di una controversia sul suo conto - va benissimo, ma non illuderti: a perdere è il tuo Paese. Quel leader non è stupido e sa che non sei disposto a pagare un prezzo per avvicinarti a lui. Credi che non ti serbi rancore? Non so come abbiano votato gli italiani, però...".







