Fa scandalo nel mondo l'espulsione dalla Francia di Rom in situazione irregolare, cominciata ieri, ma il presidente Nicolas Sarkozy sembra non curarsi delle critiche che gli sono piovute addosso, in patria come all'estero, per l'energica svolta inferta in questo mese di vacanze alla sua politica di sicurezza.
Oggi altri 139 Rom lasceranno Parigi alla volta della Romania e della Bulgaria sulla base della formula del 'rientro volontario'.Il ministro dell'immigrazione Eric Besson ha detto che ci saranno altre 160 partenze il 26 agosto, e che per la fine del mese saranno circa 850 i Rom che dall'inizio del 2010 saranno stati ricondotti nel loro paese di origine. In base alla formula del rientro volontario, i Rom hanno avuto un sussidio statale di 300 euro per gli adulti e di 100 per i bambini.
Sarkozy non si preoccupa, apparentemente, per le critiche provenienti dall'Onu sul legame che ha voluto fare tra immigrazione e insicurezza, quando nel discorso del 30 luglio a Grenoble, dopo l'aggressione di alcuni poliziotti, annuncia misure draconiane contro gli immigrati. Come se tutti i problemi della criminalita' che continua a impestare il Paese fossero dovuti soltanto a loro.
Mentre i suoi ministri e portavoce si affannano a rispondere alle accuse affermando che ''tutto e' in regola con le direttive europee'', Sarkozy va avanti per la sua strada. E per mostrare il pugno di ferro sulle questioni di ordine, afferma Robert Kushen, il direttore del Centro europeo per i diritti dei Rom, comincia proprio da loro usandoli come capro espiatorio, mentre i giornali stranieri non esitano a parlare di ''retate stile Gestapo''.
Perche' il capo dello Stato ha capito che, tra scandali che coinvolgono il mondo della finanza come quello dell'Oreal e divisioni della destra anche sulle piu' scottanti questioni economiche, deve puntare sull'eterno tema della sicurezza per tentare di ricompattare la destra in vista delle presidenziali del 2012. Il suo vero e principale obiettivo. Dai risultati catastrofici per la destra delle regionali del marzo scorso, Sarkozy ha capito che la riconquista dell'elettorato popolare deve passare per una nuova fase sicurezza, tema si cui si sono tradizionalmente giocate le elezioni presidenziali.
Percio' va avanti, forte anche dei sondaggi che danno la maggioranza dei francesi d'accordo con la sua linea dura: l'80% appoggia la revoca della cittadinanza per gli stranieri che praticano la poligamia, o la condanna a 30 anni per chi uccide un poliziotto, e il 79% e' favorevole allo sgombero dei campi Rom illegali. Un risultato che stona nel Paese tradizionalmente terra d'asilo, quello della Dichiarazione dei diritti dell'uomo, ed esprime quell'aumento di una xenofobia gia' latente nella popolazione.
Un terreno che appare difficilmente adatto a quell'integrazione necessaria agli immigrati, come sottolineano in particolare stampa e intellettuali algerini che parlano di deriva xenofoba per recuperare l'elettorato del Fronte nazionale di estrema destra (che cavalca abitualmente la lotta agli immigrati) e accusano Sarkozy di fomentare l'odio razziale. Sul fronte interno, l'attacco piu' veemente e' arrivato dal settimanale di sinistra Marianne, che ha titolato ''Sarkozy, le voyou de la Republique'', il delinquente della Repubblica.
Al polverone sollevato dal discorso di Grenoble e' seguito un vero esercizio di zelo da parte di membri del governo come Christian Estrosi (Industria) che ha proposto sanzioni per i sindaci che non garantiscono la sicurezza delle loro citta'...Apriti cielo, da sinistra come da destra l'esercito di sindaci e' uscito dai gangheri.
Anche se lo zelo ha una spiegazione: si parla di rimpasto governativo per l'autunno. Per far piacere al presidente si fa questo ed altro. Comunque per smorzare i toni e voltare pagina, Sarko', dopo aver lanciato la bomba estiva della sicurezza, ha richiamato i suoi dalle ferie per una riunione sui veri impellenti problemi del paese, primi tra tutti la riforma delle pensioni e la modifica del sistema fiscale. Notizia, guarda caso, annunciata proprio in concomitanza con la partenza del primo aereo carico di Rom.