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Bp presto perforerà in Libia

"In virtù di un accordo del 2007".

24 luglio, 14:13
Allarme era disattivato sulla piattaforma
Allarme era disattivato sulla piattaforma
Bp presto perforerà in Libia

LONDRA - Mentre non si placano le polemiche sulla marea nera nel Golfo del Messico, il gruppo petrolifero britannico British Petroleum ha annunciato che inizierà "entro le prossime settimane" una nuova perforazione al largo delle coste libiche, nel Golfo della Sirte, in pieno Mediterraneo. La notizia, anticipata dal Financial Times, è stata confermata da un portavoce della compagnia, David Nicholas. Il portavoce ha ricordato che in virtù di un accordo con Tripoli siglato nel 2007, la Bp ha ottenuto l'autorizzazione ad effettuare cinque perforazioni.

"Non le abbiamo ancora calendarizzate", ha tuttavia aggiunto, precisando che ogni perforazione necessita di "sei mesi o più". Le nuove perforazioni avranno luogo ad una profondità di circa 5.700 piedi (1.700 metri), leggermente superiore a quella della Deepwater Horizon, la piattaforma situata al largo delle coste della Louisiana la cui esplosione lo scorso 20 aprile ha causato la gigantesca marea nera che infesta il Golfo del Messico e l'ondata di polemiche che ha investito la compagnia britannica.

Il tutto avviene mentre la commissione Esteri del Senato americano si prepara ad occuparsi (il prossimo 29 luglio) delle presunte pressioni che la Bp avrebbe esercitato sulle autorità britanniche per la liberazione di Abdelbaset al-Megrahi - il libico condannato per l'attentato di Lockerbie del 1988 - in cambio di un contratto di esplorazione al largo delle coste libiche. Al-Meghrai, condannato all'ergastolo nel 2001, è stato effettivamente liberato dalla Scozia nel 2009 per ragioni di salute.

Il dispositivo d'allarme installato sulla piattaforma Deppwater Horizon era stato disattivato alcuni mesi prima del 20 aprile, giorno in cui si verificò l'incidente all'origine della marea nera nel Golfo del Messico. Questa la testimonianza resa oggi dal capo dei tecnici della piattaforma, nel corso di un'audizione a New Orleans. Mike Williams, capo degli elettrotecnici impegnati sulla piattaforma, ha dichiarato che l'allarme era stato disattivato "alcuni mesi prima" per evitare che si mettesse a suonare in piena notte.

Il segnale d'allarme - ha spiegato - veniva comunque registrato su un computer, ma era stato disattivato il dispositivo che faceva scattare sulla piattaforma il segnale sonoro previsto. Erano stati gli stessi responsabili della Deepwater Horizon a chiedere che quella sirena venisse disattivata, ha dichiarato Williams, perché "non volevano che la gente fosse svegliata alle tre del mattino a causa di un falso allarme".

La disattivazione dell'allarme installato sulla piattaforma Deepwater Horizon è stato "intenzionale e conforme a consolidate pratiche marine". Lo ha detto in un comunicato la Transocean, società proprietaria della piattaforma, dopo la testimonianza del capo dei tecnici Mike Williams secondo il quale l'allarme era stato disattivato "alcuni mesi prima" per evitare che si mettesse a suonare in piena notte.

La disattivazione dell'allarme "non è stata una svista o una questione di convenienza", ha detto la Transocean secondo quanto riportato dalla Cnn. La compagnia ha precisato che sulla piattaforma era un funzione un sistema "a zona" che permetteva di disattivare l'allarme centrale qualora ne fosse scattato uno localizzato. Accadeva, ha spiegato ancora Transocean, che gli allarmi localizzati si attivassero per "problemi minori o che non rappresentavano un'emergenza" e "continui falsi allarmi aumentano i rischi e diminuiscono la sicurezza della piattaforma".

'BONNIE' PERDE FORZA, E' 'DEPRESSIONE TROPICALE' - La disattivazione dell'allarme installato sulla piattaforma Deepwater Horizon è stato "intenzionale e conforme a consolidate pratiche marine". Lo ha detto in un comunicato la Transocean, società proprietaria della piattaforma, dopo la testimonianza del capo dei tecnici Mike Williams secondo il quale l'allarme era stato disattivato "alcuni mesi prima" per evitare che si mettesse a suonare in piena notte. La disattivazione dell'allarme "non è stata una svista o una questione di convenienza", ha detto la Transocean secondo quanto riportato dalla Cnn. La compagnia ha precisato che sulla piattaforma era un funzione un sistema "a zona" che permetteva di disattivare l'allarme centrale qualora ne fosse scattato uno localizzato. Accadeva, ha spiegato ancora Transocean, che gli allarmi localizzati si attivassero per "problemi minori o che non rappresentavano un'emergenza" e "continui falsi allarmi aumentano i rischi e diminuiscono la sicurezza della piattaforma".

Da tempesta a depressione tropicale: il Centro Uragani di Miami, in Florida, ha declassato in questi termini la tempesta 'Bonnie', attesa per il tardo pomeriggio di oggi sulle coste della Florida. I venti provocati dalla tempesta sono scesi a meno 64 km/h, soglia sotto la quale, nella classificazione dei meteorologi, si parla di "depressione tropicale" e non più di "tempesta", per definizione accompagnata da venti più forti. Nello stesso tempo la Casa Bianca ha reso noto che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel briefing sull'emergenza marea nera avuto oggi con l'unità di crisi, ha invitato i responsabili dei soccorsi ad essere pronti per affrontare qualsiasi scenario.

La Bp ha intanto annunciato la sospensione temporanea delle attività sul pozzo Macondo, all'origine della marea nera nel Golfo del Messico, a causa dell'arrivo previsto della tempesta tropicale Bonnie.

Con l'accordo delle autorita' Usa, ''le attivita' sul pozzo saranno sospese temporaneamente a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli provocate dalla tempesta tropicale Bonnie nel Golfo del Messico'', ha fatto sapere la Bp in un comunicato. Il pozzo sottomarino, che e' stato ''tappato'' sette giorni fa, ''per il momento restera' chiuso'', ha detto la Bp, assicurando che continuera' a monitorarlo finche' le condizioni meteo lo consentiranno. ''La durata del fermo delle attivita' dipendera' dal tempo'', ha aggiunto l'azienda. Il personale impegnato per cercare di contenere il petrolio che fuoriesce dall'impianto di trivellazione della Bp e' stato evacuato.

La temuta tempesta tropicale, che ora potrebbe colpire la zona del Golfo del Messico dove appunto la Bp sta tentando da mesi di tamponare la fuoriuscita di petrolio dal suo pozzo sottomarino danneggiato, si è formata nei pressi delle isole Bahamas.

Il Centro nazionale uragani con sede a Miami riferendosi alla seconda tempesta individuata quest'anno nell'Atlantico annuncia al momento sta procedendo a 65 chilometri l'ora. Modelli matematici prevedono che la tempesta lambisca il sud della Florida e poi turbini verso nord-ovest lungo il centro del Golfo del Messico, vicino a dove la British Petroleum sta ripulendo la gigantesca perdita di greggio. In seguito Bonnie dovrebbe colpire le coste della Louisiana o del Texas.

 

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