Mezzaluna rossa iraniana manda tre navi a Gaza
I battelli partiranno alla fine della settimana, trasporteranno aiuti alimentari, medicinali di prima necessità e volontari
08 giugno, 09:02
TEHERAN - La Mezzaluna rossa iraniana ha annunciato oggi l'intenzione di inviare tre navi per portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, sfidando il blocco imposto da Israele. Due navi, che trasporteranno cibo, rifornimenti di medicinali e personale medico, partiranno nei prossimi giorni, secondo quanto ha annunciato il responsabile dell'organizzazione, Abdolrauf Adibzadeh.
"L'Iran - ha aggiunto Adibzadeh - sta anche preparando l'invio di una nave ospedale che avrà a bordo medici, infermieri e tutta l'attrezzatura medica necessaria per operazioni e procedure d'urgenza". La Mezzaluna rossa iraniana intende fare arrivare "entro questa settimana" i primi aiuti attraverso il valico di Rafah, fra l'Egitto e la Striscia di Gaza, secondo quanto ha precisato Adibzadeh. Quello di Rafah è l'unico valico di frontiera che il territorio palestinese non ha in comune con Israele. Ieri Ali Shirazi, il rappresentante in seno ai Guardiani della rivoluzione della Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, ha detto che i Pasdaran sono pronti a scortare "con tutta la loro potenza e la loro capacità" navi che portino aiuti a Gaza, se solo lo stesso Khamenei darà quest'ordine. "E' dovere dell'Iran difendere l'innocente popolazione di Gaza", ha aggiunto Shirazi. Negli ultimi giorni il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha avuto colloqui telefonici con i suoi omologhi siriano, Bashar al Assad, e venezuelano, Hugo Chavez, anch'essi su posizioni duramente anti-israeliane, sulle azioni da adottare in reazione all'attacco delle forze speciali israeliane di lunedì scorso contro una flottiglia internazionale che portava aiuti a Gaza.
ISRAELE, DA IRAN ENNESIMA PROVOCAZIONE - Israele non crede che l'Iran sia davvero pronto a inviare navi verso la Striscia di Gaza, l'enclave palestinese controllata dagli integralisti di Hamas, ma giudica ugualmente grave, alla stregua di una "provocazione", l'annuncio rimbalzato oggi al riguardo da Teheran. Lo ha dichiarato all'ANSA da Gerusalemme il portavoce del ministero degli Esteri, Yigal Palmor.







