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Marea nera: ultimatum a Bp, presto nuova piattaforma

72 ore per svelare piani, perdite ben superiori al previsto

09 giugno, 20:30
Soccorsi ad un pellicano ricoperto dal petrolio
Soccorsi ad un pellicano ricoperto dal petrolio
Marea nera: ultimatum a Bp, presto nuova piattaforma

NEW YORK - L'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha lanciato oggi un ultimatum alla Bp, nel timore che l'inquinamento del Golfo del Messico sia decisamente peggiore rispetto alle più catastrofiche delle previsioni, con perdite che potrebbero raggiungere addirittura i 30mila barili quotidiani.

Il colosso petrolifero britannico dovrà svelare entro 72 ore i suoi piani per fermare la perdita nel Golfo, secondo una lettera ufficiale del coordinatore federale Thad Allen all' amministratore delegato della Bp Tony Hayward. Come ha indicato lo stesso Allen nell'ormai consueta conferenza stampa quotidiana, la Bp installerà una nuova piattaforma galleggiante entro il 14 giugno nei pressi del pozzo, per affiancare la nave che recupera il greggio vomitato senza interruzione dal pozzo della Bp. Secondo Allen, ieri sono state pompati circa 15mila barili di petrolio, cioé la quantità massima che la nave della Bp è in grado di recuperare quotidianamente, e la nuova sarà in grado di recuperare almeno 8mila, e fino a 10mila barili, supplementari al giorno. A fare i calcoli, cioé un totale di almeno 28mila barili da recuperare ogni giorno, si deduce che le perdite sono decisamente superiori alle previsioni, e non solo a quelle iniziali della Bp che parlavano di 5mila barili quotidiani. The Atlantic, uno dei settimanali politici americani, ipotizza addirittura l'esistenza di due altri pozzi che perdono nel Golfo del Messico. Il primo si trova ad 11 miglia dalla coste della Lousiana, il secondo non lontano dalla Deepwater Horizon, la piattaforma della Bp esplosa il 20 aprile provocando la morte di 11 operai.

Le due piattaforme in questione appartengono alla Taylor Energy Company: non si tratta di perdite di rilievo, soprattutto se paragonate a quella provocata dalla Bp, ma la domanda è un'altra, come rileva John Amos, il presidente della non profit della West Virginia SkyTruth. E cioé quanto sono comuni le perdite nel Golfo, e soprattutto se vengono segnalate alle autorità oppure se le compagnie fanno finta di nulla. Hayward, di cui il New York Times chiede oggi le dimissioni, continua a dire che il gruppo ripulirà il Golfo e risarcirà tutti, ma l'Amministrazione Usa sembra credergli sempre meno. La Bp comntinua a negare infatti che ci siano in profondità fiumi di petrolio che stanno uccidendo il mare, pur non essendo visibili. Ne sono invece convinti gli scienziati del governo americano.

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