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Nuovo fiasco Bp, abbandonata top kill

Obama: "fallimento che infuria e spezza il cuore"

30 maggio, 13:37
Marea nera: fiasco Bp, abbandonata Top Kill
Marea nera: fiasco Bp, abbandonata Top Kill
Nuovo fiasco Bp, abbandonata top kill

NEW YORK - Top Kill e' ufficialmente morta: tre giorni e 35 mila barili di fluidi dopo l'inizio del pompaggio, l'ultima manovra di Bp per fermare la marea nera nel Golfo del Messico e' stata abbandonata. '''E' un fallimento che infuria e che spezza il cuore'', ha detto il presidente Barack Obama dopo che in una conferenza stampa a Robert in Louisiana Doug Suttles, il Chief Operating Officer della multinazionale del petrolio, aveva annunciato il nuovo fiasco. Bp passa adesso a una nuova manovra per cui si e' data quattro giorni, forse piu', di tempo: si chiama Lower Marine Riser Package (LMRP), nella sostanza un 'cappuccio' o una 'mini-valvola' posizionato sopra la supervalvola che non ha funzionato in aprile e collegato alla nave di appoggio in superficie con cui Bp si augura di catturare il grosso del greggio e del gas che escono dal pozzo danneggiato 40 giorni fa. ''Ma e' una manovra non priva di rischi, ed ecco perche' non e' stata tentata prima'', ha detto Obama da Chicago dove si trova con la famiglia in una difficile vacanza per il 'ponte' del Memorial Day, mentre la costa degli stati che si affacciano sul Golfo del Messico ricevono una nuova condanna a morte.

La nuova battuta d'arresto - la terza dopo il fallimento della cupola e del 'siringone' - e l'annuncio del 'piano D' hanno chiuso una giornata contrassegnata da indignazione crescente. Proteste in Louisiana, proteste a New York: ipnotizzati dalla 'spill-cam', la telecamera che trasmette immagini del fiotto di greggio 24 ore su 24, gli americani condividono la rabbia della Casa Bianca per l'impotenza dei petrolieri e a Washington il Dipartimento della Giustizia sta valutando azioni legali a carattere penale. A Manhattan ieri 200 manifestanti si sono imbrattati di finto petrolio fatto di cioccolata e vernice davanti a una pompa di benzina. In Louisiana guida la polemica contro Bp, ma anche contro il governo federale, l'ex stratega di Bill Clinton James Carville: ''La gente qui crede in quel che vede. Mi sembra che il presidente Obama sia piu' arrabbiato con i suoi critici che con Bp'', ha detto Carville, che e' di New Orleans, guadagnandosi un rimbrotto del portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs: ''James non conosce i fatti''. Era da venerdi che negli stati del Golfo cresceva il pessimismo sull'esito di Top Kill, e anche adesso non ci sono certezze.

E mentre in Lousiana crescono le polemiche perche', secondo le autorita' locali (smentite da Bp), la multinazionale del petrolio ha organizzato soccorsi da palcoscenico in occasione della visita di Obama su una spiaggia di Grand Isle, il Dipartimento della Giustizia ha mosso i primi passi verso un'azione penale contro Bp per i comportamenti prima e dopo il disastro. Una squadra di procuratori e di investigatori guidata dagli Assistant Attorney General Ignacia Moreno e Tony West hanno cominciato a raccogliere prove in Louisiana per verificare se Bp abbia violato regole di sicurezza federali e fuorviato le autorita' assicurando che era in grado di contenere rapidamente la perdita di greggio. L'indagine del Dipartimento della Giustizia e' un passo preliminare prima di decidere l'apertura formale di una inchiesta, ma ad ogni buon conto l'amministrazione ha chiesto al Congresso dieci milioni di dollari per finanziarla.

NYT, BP SAPEVA DI CORRERE RISCHI - Bp era a conoscenza di una serie di problemi e nutriva forti preoccupazioni riguardo alla sicurezza della piattaforma Deepwater Horizon molto tempo prima della sua esplosione. Lo dimostrano documenti riservati del gruppo petrolifero rivelati dal New York Times. I problemi, secondo le carte, riguardavano il rivestimento del pozzo e il dispositivo anti-esplosioni, due elementi cruciali nella catena di eventi che hanno portato al disastro. I documenti rivelano che già lo scorso marzo, quindi un mese prima dell'esplosione, Bp aveva registrato difficoltà nel "controllo del pozzo". E quasi un anno fa, a giugno dell'anno scorso, gli ingegneri del gruppo petrolifero avevano manifestato dubbi sul rivestimento in metallo che Bp voleva usare: secondo gli esperti avrebbe potuto cedere sotto il peso di una forte pressione.

"Questa è naturalmente il peggiore degli scenari possibili", scriveva l'ingegnere Mark E. Hafle in un rapporto interno, "ma siccome l'ho visto accadere so che può capitare". Nonostante il rivestimento non rispondesse ai normali standard di sicurezza, Bp ha concesso permessi speciali per poterlo utilizzare. I documenti non spiegano perché sia stata fatta questa eccezione. Le carte fornite da Bp al Times la scorsa settimana avevano rivelato che i dirigenti del gruppo sapevano che il rivestimento utilizzato era l'opzione più rischiosa tra due.

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