Afghanistan: 200 soldati morti nel 2010, 1-2 al giorno
La guerriglia si intensifica
17 maggio, 14:28di Luigi Ambrosino
ROMA - E' una mattanza quotidiana per i soldati della coalizione internazionale impegnati in Afghanistan in una guerra che appare ancora molto lontana dall'esser vinta: i due alpini della Taurinense morti oggi nel nordovest del Paese portano esattamente a 200 il macabro bilancio delle vittime in divisa dall'inizio dell'anno. In media, a partire dall'estate del 2009 - secondo i dati ufficiali che affluiscono sul sito www.icasualties.org - da uno a due militari della coalizione vengono uccisi ogni giorno dalla guerriglia talebana e dai temutissimi Ied, gli ordigni rudimentali piazzati dagli insorti nei luoghi battuti dai mezzi delle forze Nato. Il 'surge' voluto recentemente dalla Casa Bianca, con l'invio di rinforzi da parte dei Paesi della coalizione, non sta quindi producendo, almeno per il momento, un calo delle perdite. Al contrario, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (quando da gennaio a fine maggio morirono 119 soldati della Nato), il bilancio delle vittime militari nel 2010 è quasi raddoppiato. L'operazione Mushtarak ('Insiemé in dari), lanciata a febbraio a Marjah, nell'Helmand, dalle forze della coalizione assieme all'esercito afghano ha mostrato come l'insurrezione abbia conservato intatta la sua capacità di colpire mortalmente, con i guerriglieri pronti tra l'altro a mischiarsi con la popolazione e a provocare così la morte di decine di civili (90 dall'inizio del 2010). Non a caso, secondo un sondaggio effettuato da una ong per i diritti umani (il Consiglio Internazionale sulla Sicurezza e lo Sviluppo), il 61% degli afghani interpellati a Marjah hanno un'opinione maggiormente negativa delle forze alleate dall'inizio dell'offensiva. E le cose potrebbero ulteriormente peggiorare in con la prova di forza che la coalizione si appresta a fare a Kandahar, roccaforte dei talebani, che culminerà in estate con l'arrivo di tutti i rinforzi promessi. Dal 2001 sono stati i soldati americani (i due terzi dei 130mila militari schierati attualmente nel Paese) a pagare il maggior tributo di sangue con 1071 morti. Segue la Gran Bretagna (285 vittime), il Canada (144), la Germania (43), la Francia (41), la Danimarca (31), la Spagna (28), l'Italia (25) e l'Olanda (23). Settantasei sono invece le vittime degli altri Paesi impegnati militarmente, per un totale di 1767 morti. E' schizzato anche il costo della guerra, che oggi grava ad esempio sul bilancio degli Stati Uniti più di quella in Iraq: il sorpasso è avvenuto a febbraio, quando Washington ha speso 6,7 miliardi di dollari per l'Afghanistan contro i 5,5 per l'Iraq. Un inversione di tendenza destinata ad incrementarsi: mentre a Baghdad il Pentagono procede con il previsto ritiro delle truppe, in Afghanistan proseguono le operazioni di invio di truppe aggiuntive. Nel 2010 la guerra ai taleban costerà agli Usa circa 105 miliardi di dollari, mentre quella in Iraq si aggirerà sui 66 miliardi.






