Marea nera: arrivano specialisti da Alaska e Costa Ovest
Bp: pagheremo, ma la causa del disastro non siamo noi. Forse tre mesi per trovare punto rottura
05 maggio, 08:21Correlati
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ROMA - Grande mobilitazione negli Stati Uniti per tentare di arginare il diffondersi della marea nera nel golfo del Messico: compagnie specializzate nel fermare le fuoriuscite di petrolio stanno arrivando con i loro esperti dalla Costa Ovest e dall'Alaska che, dopo il disastro della Exxon Valdez ha acquisito grandi capacità nell'affrontare disastri del genere. Lo riferisce il quotidiano di New Orleans, Nola, nella sua versione online. "Il fatto che stiano per arrivare esperti da così lontano dimostra che le autorità hanno capito quanto sia grave il problema e quanto tempo ci vorrà per risolverlo", ha detto Steve Finch, dirigente della Nwff Environmental, una delle società che ha inviato sul luogo del disastro propri esperti quattro giorni dopo l'esplosione. Alyeska, il consorzio di cui fa parte anche Bp e che gestisce l'oleodotto trans-Alaska, ha da parte sua spedito nella zona un suo esperto e oltre 70.000 galloni di solventi.
BP: PAGHEREMO, MA NON ABBIAMO PROVOCATO NOI IL DISASTRO - Bp si assume tutte le responsabilità per il disastro causato dalla piattaforma petrolifera di Deepwater Horizon, la cui perdita sta mettendo a rischio l'intero ecosistema marino della zona costiera a nord del Golfo del Messico; ma, sottolinea l'amministratore delegato, la compagnia petrolifera non ha provocato direttamente il disastro. Parlando alla Bbc, l'amministratore delegato dell'azienda, Tony Hayward, ha dichiarato che Bp pagherà tutti i danni causati dal disastro, ma ha aggiunto che la colpa reale è di qualcun altro.
"In termini di responsabilità - ha detto Hayward - ci tengo a essere chiaro: non è stato un incidente provocato da noi, anche se è nostra responsabilità risolvere il problema della perdita". Non era di Bp infatti l'attrezzatura che ha causato il danno ma della ditta Transocean, gestore della piattaforma di Deepwater Horizon. Tirata in ballo, Transocean non si sbilancia: "Aspettiamo di avere tutti i dati prima di trarre conclusioni", ha detto il portavoce dell'azienda, Guy Cantwell.
Intanto le previsioni del colosso dell'energia per la risoluzione del problema non sono confortanti. Ci potrebbero infatti volere almeno tre mesi per individuare il punto del pozzo petrolifero da cui è scaturita la perdita e isolarlo. "Siamo anche impegnati - ha aggiunto Hayward - in un grosso lavoro insieme al governo e alla comunità per proteggere la costa.
SCAJOLA ORDINA CONTROLLI POZZI MARE ITALIA - Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha disposto controlli urgenti sui pozzi petroliferi nel mare italiano, dopo l'incidente alla piattaforma della Bp nel Golfo del Messico. "Premesso che nessuna attività del genere è in corso né é autorizzata in Italia e che incidenti simili non si sono mai verificati in 50 anni di attività nei mari italiani", dice una nota, il ministro Claudio Scajola ha deciso alcune misure per "rassicurare l'opinione pubblica" tra cui la convocazione, per il 5 maggio, di Eni ed Edison, la sospensione di ogni eventuale nuova autorizzazione alla perforazione di nuovi pozzi di ricerca di petrolio in mare fino alla conclusione di specifici accertamenti e sopralluoghi nei giorni 6 e 7 maggio 2010 presso i 3 soli impianti di produzione di petrolio operanti nei mari italiani. "Il gravissimo incidente occorso alla British Petroleum durante operazioni di completamento di pozzi petroliferi in acque profonde del Golfo del Messico, a 30 miglia dalla costa della Louisiana - spiega la nota del ministero - ha destato un vivo allarme anche in Italia". Anche se perforazioni in acque profonde o esplorazione in aree non conosciute non sono in corso né autorizzate, il ministero vuole rassicurare "sull'assoluta qualità dei sistemi di sicurezza, controllo ed emergenza italiani" e ha così dato disposizioni alla Direzione Generale per le Risorse minerarie ed energetiche del Ministero dello Sviluppo economico di avviare le seguenti misure operative: convocazione, per il giorno 5 maggio 2010 alle ore 10, degli operatori petroliferi offshore (Eni ed Edison) per essere sentiti in merito ai sistemi di sicurezza ed emergenza sulle 115 piattaforme presenti nei mari italiani, quasi tutte che producono gas, comunque regolarmente controllate dagli uffici tecnici del Ministero; convocazione per il giorno 5 maggio 2010, alle ore 15, della Commissione tecnica per gli idrocarburi e le risorse minerarie, per la costituzione di un gruppo di lavoro con il compito di acquisire informazioni sulle cause e circostanze dell'incidente alla British Petroleum; sospensione di ogni eventuale nuova autorizzazione alla perforazione di nuovi pozzi di ricerca di petrolio in mare fino alla conclusione degli accertamenti della commissione; sopralluoghi nei giorni 6 e 7 maggio 2010 presso i tre soli impianti di produzione di petrolio operanti nei mari italiani per una verifica straordinaria dell'efficienza e della funzionalità dei sistemi di sicurezza e dei piani di emergenza previsti, regolarmente e frequentemente controllati dagli uffici tecnici del Ministero, dalle Capitanerie di Porto e dai Vigili del Fuoco.
HOLDER, DIPARTIMENTO GIUSTIZIA E' PARTE INCHIESTA - Il Dipartimento della Giustizia è parte dell'inchiesta sulla perdita di petrolio della Bp che ha creato la marea nera nel Golfo del Messico. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Eric Holder.
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