Pedofilia: Nyt rilancia, papa sapeva del trasferimento di padre Hullermann
Giornale: "quando era arcivescovo di Monaco sapeva di un prete tedesco accusato di abusi"
26 marzo, 11:02Correlati
Nelle scorse settimane un comunicato delle arcidiocesi di Monaco e Frisinga aveva attribuito la piena responsabilità della decisione che permetteva al prete di riprendere l'incarico pastorale all'allora vice di Ratzinger, reverendo Gerhard Gruber. "Ma una nota - scrive il New York Times - la cui esistenza è stata confermata da due prelati, dimostra che il futuro papa non solo gestì un incontro il 15 gennaio del 1980, in cui fu approvato il trasferimento del prete, ma fu anche informato della riassegnazione del prete" a un'altra parrocchia. "Quale ruolo Ratzinger abbia avuto nel prendere la decisione e quanto interesse abbia mostrato nel caso del prete pedofilo, che aveva molestato numerosi ragazzini nel suo precedente incarico, non è chiaro", ammette il giornale. Ma chi ha seguito il caso sin dall'inizio, il reverendo Friedrich Fahr, citato dal New York Times, è "sempre rimasto in contatto personalmente ed essenzialmente" con Ratzinger. L'altro prelato citato nell'articolo, il reverendo Lorenz Wolf, vicario dell'arcidiocesi di Monaco, difende il papa sostenendo che si trattava di "una nota di routine" e che "é improbabile che fosse arrivata sulla scrivania dell'arcivescovo". Tuttavia lo stesso padre Wolf - conclude il Nyt - non esclude che il cardinale Ratzinger l'abbia letta.
AVVENIRE, ATTACCO FEROCE CONTRO PAPA E CHIESA
Le accuse di silenzio sui preti pedofili lanciate dal New York Times all'indirizzo di Papa Ratzinger e dell'intera Chiesa cattolica rivelano - secondo un editoriale di prima pagina sul quotidiano dei vescovi Avvenire - "una feroce onda mediatica", mentre una "strana, livida voglia di fango emerge da certi titoli". "Non è vero - ribadisce Avvenire, che già ieri aveva replicato alla testata statunitense - che la Congregazione per la dottrina della Fede, negli anni in cui era guidata da Joseph Ratzinger, insabbiò il procedimento canonico a carico di Lawrence Murphy", il sacerdote accusato di abusi su bambini sordi.
"Ma un simile attacco (il secondo in pochi giorni) sulla prima pagina di uno dei più autorevoli quotidiani americani - aggiunge - è una cosa che fa pensare. E' un piegare quasi con la forza i fatti a una tesi che sembra precostituita e ordinata a uno scopo preciso: attaccare, nella persona del Papa, la Chiesa", rea di pretendere ancora "che esiste un bene e un male". Avvenire definisce le accuse "gravi e non provate", ravvisando in "certi titoli forzati" un "sentore di voglia di lapidazione", "una frenesia strana di lanciare il sasso, di sporcare, di insinuare che, in realtà, coloro che agiscono nel nome di Cristo sono poi uguali a noi, e anzi molto peggiori. Il che talvolta, tragicamente - osserva Avvenire - può essere vero. Ma non cambia l'essenza della Chiesa, il suo essere corpo di Cristo, pure fatto di uomini peccatori".







