Grecia: Ue divisa, prende quota ipotesi Fmi
Vertice, rischio fumata nera. Barroso a Merkel, assurde espulsioni
19 marzo, 19:31
BRUXELLES - A cinque giorni dal vertice dei capi di Stato e di governo europei, sale la tensione intorno al caso-Grecia. E se Bruxelles spinge perché al Consiglio Ue si arrivi ad un'accordo politico sul piano di salvataggio di Atene, gli Stati membri appaiono sempre più divisi. Col rischio che all'appuntamento di giovedì prossimo si arrivi senza una decisione. Prende così quota l'ipotesi di un ricorso del governo greco all'Fmi. La Commissione Ue per la prima volta non la esclude. E se Berlino si dice favorevole, Parigi resta nettamente contraria. Intanto, il premier greco, Giorgio Papandreou, lancia l'ennesimo grido di allarme: "La Grecia è a un passo dal non poter più contrarre prestiti", visti gli elevatissimi tassi di interesse. Un altro segnale che per Atene si potrebbe avvicinare il momento della chiamata all'Fmi. Il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, non ha comunque rinunciato a lanciare un appello alle capitali europee: "E' importante che l'Unione europea concluda politicamente il lavoro fin qui fatto e che nel corso della prossima settimana giunga a un'intesa sul piano di azione europeo" a sostegno della Grecia. Ma fonti diplomatiche confermano che il rischio è quello di una nuova "fumata nera".
Soprattutto la Germania, infatti, continua a puntare i piedi, col governo tedesco sempre più convinto che un aiuto alla Grecia non solo violerebbe i trattati europei e la costituzione tedesca, ma sarebbe oggetto di durissime critiche di gran parte dell'opinione pubblica. Gli ultimi sondaggi dicono infatti che la maggioranza dei tedeschi è contraria a soccorrere un Paese che per anni ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità mettendo a rischio tutta la zona euro. Ecco perché Berlino spinge per il ricorso all'Fmi. "Nel caso fosse necessario venire in aiuto alla Grecia - ha detto il portavoce della cancelliera Merkel - il governo tedesco non esclude il ricorso alle risorse dell'Fmi". Una decisione, ha aggiunto, che dovrà comunque essere "concertata" tra i Paesi europei. Dello stesso avviso si sono dichiarati altri governi europei, tra cui quello olandese e quello finlandese. Anche il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, ha ricordato come "la Grecia e tutti i paesi dell'Ue sono anche membri dell'Fmi e di gran lunga i principali azionisti del Fondo". "Non è dunque una questione di prestigio - ha aggiunto - ma di vedere qual è il modo migliore per rispondere alla situazione". Ma da Parigi arriva un secco no all'ipotesi Fmi, col presidente Nicolas Sarkozy che - secondo fonti del governo - continua a sostenere fermamente "una soluzione europea".
"Oggi - affermano le stesse fonti - è prematuro parlare di un intervento dell'Fmi sotto forma di prestito". Intanto, continua a far discutere la proposta della Germania di un sistema di sanzioni - fino all'espulsione dalla zona euro - da applicare ai Paesi che in futuro non rispetteranno gli impegni europei sul fronte dei conti pubblici. Dopo il no di Parigi, arriva anche quello di Bruxelles: "Escludere un Paese dalla zona euro è impossibile oltre che assurdo", ha detto Barroso, sottolineando come la Commissione Ue sia piuttosto favorevole al rafforzamento della sorveglianza nella zona euro.
BARROSO, LEADER DECIDANO SU STRUMENTO UE - Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durao Barroso chiederà ai leader della Ue, giovedì prossimo, di decidere la creazione di uno strumento di coordinamento europeo per consentire prestiti bilaterali tra Stati. Lo ha annunciato lo stesso Barroso parlando ad un gruppo di giornalisti.







