Israele contro il Quartetto
Con congelamento colonie pace lontana
20 marzo, 10:04Correlati
TEL AVIV - Sullo stop al processo di pace mediorientale severo monito del Quartetto a Israele, che reagisce con durezza. Le crescenti pressioni internazionali sullo stato ebraico hanno toccato oggi l'apice a Mosca quando il Quartetto per il Medio Oriente (Usa, Russia, Ue e Onu) ha intimato al governo di Benyamin Netanyahu di congelare del tutto le colonie e di accettare una serie di limitazioni a Gerusalemme est. I ministri degli esteri Hillary Clinton, Sergei Lavrov, Catherine Ashton e il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, hanno inoltre manifestato "grande preoccupazione" per la situazione umanitaria a Gaza e per il rispetto dei diritti civili. Hanno infine sottolineato che il tempo stringe e che occorre portare a termine i negoziati israelo-palestinesi entro due anni. L'Anp ha subito approvato questo testo, mentre da Israele sono giunte aspre critiche.
Il governo israeliano è in questi giorni esposto a una vasta "offensiva" diplomatica. Dagli Stati Uniti, dopo la visita del vicepresidente, Joe Biden, compromessa da un improvvido annuncio sull'espansione di un progetto edilizio ebraico a Gerusalemme est, sono giunti messaggi perentori, secondo i quali spetta adesso a Israele gettare basi adeguate per una ripresa di negoziati con l'Anp. Ieri Netanyahu ne ha parlato al telefono con Hillary Clinton. Fra l'altro, secondo la stampa, avrebbe prefigurato la possibilità di liberare detenuti di al-Fatah, di accrescere le prerogative dei servizi di sicurezza dell'Anp, di ridurre i posti di blocco in Cisgiordania. Domenica Netanyahu partirà per Washington, dove è atteso dalla Aipac (la lobby filo-israeliana) e dove spera di incontrare il presidente Barack Obama. In Israele non c'é per ora conferma circa un incontro fra i due che, secondo Fox News, dovrebbe aver luogo martedì. In Israele intanto è un via vai di delegazioni, tutte protese a far pressione su Netanyahu. Ieri era stata la volta della Ashton; domani arriverà Ban ki-Moon, mentre domenica tornerà in zona George Mitchell, emissario personale di Obama. Come è comprensibile, il comunicato del Quartetto ha trovato il presidente dell'Anp, Abu Mazen (Mahmud Abbas) più che consenziente. Il congelamento delle colonie è assolutamente necessario per rimettere in moto un dialogo di pace, ha ribadito da Amman, dove è convalescente dopo essere scivolato nella sua abitazione riportando una lesione a una gamba. Il presidente dell'Anp ha solo bisogno di alcuni giorni di riposo, assicurano i suoi collaboratori.
Ma l'episodio, pur nella sua banalità, ha riproposto una questione che dovrebbe assillare le diplomazie: ossia cosa sarebbe dell'Anp se il 75.enne presidente fosse messo fuori causa per una ragione o per un'altra. A quanto risulta, non dispone di un sostituto di polso capace di assumere rapidamente il controllo della situazione e far fronte ai rivali politici di Hamas. In Israele le parole del Quartetto hanno invece sollevato irritazione. "La pace - ha osservato il ministro degli esteri Avigdor Lieberman - va edificata dal basso, con provvedimenti sul terreno e non può essere imposta in maniera artificiale, con scadenze irreali". Dichiarazioni come quella di oggi "allontanano la possibilità di raggiungere un vero accordo fra Israele e i palestinesi - ha proseguito Lieberman - perché danno ai palestinesi la sensazione errata che 'trascinando i piedi' e rifiutandosi di riprendere i negoziati adducendo pretesti arriveranno egualmente al loro obiettivo".








