Netanyahu, le costruzioni a Gerusalemme est continueranno
Il primo ministro israeliano ha ripetuto che i progetti di alloggi "andranno avanti"
16 marzo, 08:29Correlati
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GERUSALEMME - Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, ha ripetuto durante una riunione di partito che i progetti di costruzione di alloggi a Gerusalemme (inclusa la parte orientale della città, a maggioranza araba) "andranno avanti" anche per il futuro, sottolineando che questa è la politica di tutti i governi del Paese da "42 anni".
"Le costruzioni a Gerusalemme, come in ogni altro luogo (di Israele) continueranno, secondo quella che è stata la consuetudine negli ultimi 42 anni", ha tagliato corto Netanyahu rispondendo a un deputato del suo partito (Likud, destra) che, durante una riunione del gruppo parlamentare alla Knesset, lo interrogava su eventuali contraccolpi della crisi in atto con gli Usa e con altri attori della comunità internazionale dopo la contestata autorizzazione da parte del suo governo di un nuovo progetto edilizio a Gerusalemme est. Analoghe puntualizzazioni il premier le aveva fatte negli ultimi giorni, pur scusandosi con l'amministrazione americana per i tempi dell'annuncio sull'ultimo progetto, coinciso con la visita nella regione del vicepresidente Joe Biden e seguito da manifestazioni di aperta irritazione a Washington.
ANP, NETANYAHU NON INTERESSATO ALLA PACE
L'Autorità nazionale palestinese (Anp) non è sorpresa per le dichiarazioni con cui oggi il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, ha ribadito l'intenzione di continuare ad autorizzare progetti edilizi a Gerusalemme, inclusa la parte orientale (a maggioranza araba) della città, perché sa che Netanyahu "non è interessato a raggiungere la pace". Lo ha detto all'ANSA Nemer Hammad, consigliere per i rapporti con i media del presidente palestinese, Abu Mazen (Mahmud Abbas). "Noi sappiamo benissimo che Netanyahu non è interessato a raggiungere la pace e mira anzi a distruggere ogni sforzo" diplomatico, ha commentato Hammad.
ASHTON, LA DECISIONE DI ISRAELE MINA LA PACE
La decisione di Israele di costruire nuovi alloggi a Gerusalemme est "é illegale e mette in pericolo l'accordo provvisorio per i negoziati indiretti israelo-palestinesi": lo ha detto al Cairo il capo della diplomazia Ue Catherine Ashton. "La posizione dell'Ue è chiara: gli insediamenti costituiscono un ostacolo per la pace e minano la possibilità di costituire due Stati", ha detto Ashton incontrando il ministro degli Esteri egiziano, Ahmed Aboul Gheit. Il capo della diplomazia Ue ha poi definito "negativa" la decisione di Israele di inserire siti religiosi e culturali sul territorio palestinese nel patrimonio israeliano: "Porterà effetti contrari a quelli voluti".
SCONTRI A INGRESSO RAMALLAH, FERITI
Almeno sette giovani palestinesi sono rimasti feriti o contusi oggi nel corso di scontri con militari israeliani in Cisgiordania, all'altezza del posto di controllo di Atara, alle porte di Ramallah. Lo riferiscono fonti mediche palestinesi citate dall'agenzia Maan, secondo le quali tre studenti sarebbero stati feriti da colpi d'arma da fuoco e quattro, fra cui una ragazza, colpiti da proiettili di gomma. Un portavoce militare israeliano ha confermato a sua volta le informazioni sui disordini - conclusisi con la chiusura del punto di passaggio di Atara - riferendo però di aver avuto notizia finora di quattro dimostranti feriti, oltre che di un soldato colpito da una sassata al capo e medicato sul posto. La protesta è stata innescata dalle procedure dei controlli e coincide con la chiusura dei varchi fra Cisgiordania e Israele decisa dal ministero della Difesa israeliano fin da venerdì scorso per timori di incidenti o attentati e prorogata poi fino a domani sera. La tensione si è propagata da Gerusalemme, dopo la contestata decisione del governo israeliano di autorizzare nuovi progetti edilizi nella parte est della città (a maggioranza araba) e sullo sfondo dei timori e della passioni religiose generate dalla riapertura - prevista proprio per oggi - di una sinagoga storica, appena restaurata nel quartiere ebraico della città vecchia.






