Francia: Sarkozy a caccia di astensionisti
Al via alleanze a sinistra, obiettivo 'grande slam'
15 marzo, 21:18
di Luana De Micco
PARIGI - All'indomani del sorpasso alle urne, il partito di Nicolas Sarkozy, l'Ump, vuole provare che può ancora vincere e parte al recupero dei voti degli astensionisti, mentre i socialisti assaporano la vittoria sognando il grande slam, riportare cioé 26 regioni su 26. In Francia, una nuova settimana di fuoco si apre oggi in vista del secondo turno di domenica prossima. Per la sinistra è già iniziato il gioco delle alleanze. Il blocco a gauche, Ps più Verdi, è favorito e raggiunge il 53%, distanziando di 14 punti il blocco a destra (39%). La leader del Ps, in testa in ben 13 regioni, può mettere una pietra sopra l'umiliante sconfitta delle europee del 2009 ed aggiustare la mira per la corsa all'Eliseo nel 2012.
Per quanto riguarda l'Ump, che a settembre poteva ancora sperare di conquistare cinque regioni, è già tanto se salva l'Alsazia e vince un Guyana o Corsica. "La strategia elettorale della destra è stata controproducente, ma è troppo tardi per cambiarla" osserva Le Monde nel suo editoriale. Sin dalle 20 di ieri, quando la doccia fredda dei primi risultati è caduta sulla destra, le istruzioni di Sarkozy ai suoi fedelissimi sono state chiare: risvegliare gli elettori di destra che non sono andati a votare, sottolineare il discorso ecologista della maggioranza, attirare i voti dell'estrema destra (quella del Fronte Nazionale, risalito quasi al 12%) e quelli del partito centrista, il MoDem, che sembra scomparire dal panorama politico transalpino (4%). I messaggi lanciati a destra oggi si vogliono rassicuranti: tutto è ancora possibile, è il leit motiv. Per l'Ump una nuova frenetica campagna, con 150 meeting in sette giorni, è già iniziata. Ma non è detto che i francesi che hanno boicottato il primo turno (con un'astensione record del 53%) ci ripensino domenica prossima.
Un sondaggio CSA per Le Parisien sostiene oggi che il 66% si é disinteressato alla campagna. Il 32% ha scelto deliberatamente di non andare a votare per esprimere la propria insoddisfazione nei confronti della politica di Sarkozy, mentre il 29% lo ha fatto per gridare il proprio malcontento. La crisi economica e sociale non ha certo aiutato la maggioranza. Ed uno scrutinio a metà mandato, ricordano vari osservatori, è sempre duro.
Ma questa sconfitta è andata oltre l'avvertimento, il voto-sanzione: è "una Waterloo", scrive Liberation. Secondo il politologo Stephane Rozes è il segno di un declino della leadership di Sarkozy, in caduta libera nei sondaggi ormai da mesi. Gli scandali a ripetizione (in particolare quello sulla nomina del figlio Jean all'ente di gestione della Defense, l'Epad) e le promesse non mantenute hanno danneggiato l'immagine del presidente. Il controverso dibattito sull'identità nazionale, inoltre, invece di attirare voti all'Ump, ha finito col favorire il Fronte Nazionale di Jean-Marie Le Pen e della figlia Marine che, al primo turno, ha ottenuto un imprevisto 11,4% che gli ha dato il biglietto per il secondo turno.








