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Vaticano: pedofilia non solo nella Chiesa

'Abbiamo agito con decisione'. Georg Ratzinger ribadisce:m ai saputo di episodi di abusi sessuali

10 marzo, 10:11
Goerg Ratzinger
Goerg Ratzinger
Vaticano: pedofilia non solo nella Chiesa

BERLINO - Il fratello del Papa, Georg Ratzinger, ha chiesto perdono ai ragazzi del coro di Ratisbona e ha ribadito di non essere mai stato a conoscenza di episodi di abusi sessuali nell'ambito del coro stesso. Lo ha detto Ratzinger nel corso di un'intervista al quotidiano Passauer Neuen Presse pubblicata oggi. Ratzinger, che è stato direttore del coro dal 1964 al 1994, ha inoltre ricordato che ragazzi del coro gli raccontarono alcune storie sulla scuola di preparazione, spiegando però che non intervenne poiché pensò che non ci fosse nulla di allarmante.

Lo stesso fratello maggiore del Papa, ha ammesso - sempre secondo il giornale - di aver dato qualche schiaffo ai ragazzi fino agli anni '70 e di essere stato ''sollevato" quando le punizioni fisiche vennero vietate dalla legge all'inizio degli anni '80. Ratzinger ha preso di nuovo le distanze dalle pratiche adottate presso la scuola preparatoria dei 'Passerotti del Duomo di Regensburg'. "Se avessi saputo con quale esagerata violenza si agiva, già allora avrei detto qualcosa", ha detto riferendosi al direttore della scuola. Il fratello del Papa ha inoltre ricordato che alcuni ragazzi nel corso delle tournee gli raccontarono come andavano le cose nella scuola di preparazione. Però, ha sottolineato, le loro storie non lo indussero a pensare di "dover intervenire in qualche modo". Tra l'altro, ha spiegato, la scuola preparatoria é un istituto a sé e non si può intervenire sulla sua gestione.

P. LOMBARDI, CHIESA HA AGITO CON DECISIONE - Sugli abusi sessuali, in Germania e altrove, la Chiesa ha "affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e decisione" e "concentrare le accuse solo sulla Chiesa porta a falsare la prospettiva". Lo ha detto il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, in una nota per la Radio Vaticana.

Le principali istituzioni ecclesiastiche coinvolte nelle vicende di abuso - ha osservato padre Lombardi, rispondendo implicitamente alle critiche giunte ieri da un ministro tedesco, poi smorzate da una dichiarazione della cancelliera Angela Merkel, "hanno dato prova di volontà di trasparenza", anzi, "in un certo senso hanno accelerato il manifestarsi del problema invitando le vittime a parlare anche quando si trattava di casi di molto tempo fa". "Così facendo - ha aggiunto - hanno affrontato le questioni 'con il piede giusto', perché il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto, e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro". E "nuove indicazioni operative" giungeranno presto a "mettere a fuoco" la "strategia di prevenzione", perché "simili gravissimi fatti non abbiano a ripetersi".

PEDOFILIA NON E' SOLO NELLA CHIESA - Gli episodi di pedofilia non riguardano solo la Chiesa ma anche altri ambienti ed "é bene preoccuparsi anche di questi", ha aggiuntoil portavoce vaticano, citando ad esempio il caso dell'Austria dove in un certo periodo di tempo "i casi accertati in istituzioni riconducibili alla Chiesa sono stati 17, mentre ve ne sono stati altri 510 in altri ambienti".

MERKEL: LA CHIESA PRENDE IL PROBLEMA SERIAMENTE - "La Chiesa cattolica prende la questione molto seriamente", ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, riferendosi ai casi di abusi sessuali emersi in queste settimane, che sarebbero stati commessi in scuole cattoliche in Germania. Intervenuta su questo tema durante una conferenza stampa a Berlino, la Merkel ha inoltre accolto positivamente l'"apertura" e la "presa di responsabilità" mostrata dalla Chiesa.

Sembra quindi che la cancelliera abbia voluto smorzare così i toni della polemica, dopo le pesanti dichiarazioni della ministra della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, che aveva accusato il Vaticano di avere di fatto ostacolato le indagini delle autorità sugli episodi di abusi sessuali.

La ministra della Giustizia aveva accusato il Vaticano di avere ostacolato le indagini sugli episodi di abusi sessuali commessi in scuole cattoliche tedesche. "In numerose scuole e istituti c'é stato un muro di silenzio", ha detto la ministra all'emittente radio Deutschlandfunk commentando i casi di abusi emersi nel Paese nelle ultime settimane.

"Penso che proprio questo muro di silenzio sia legato certamente nelle scuole cattoliche anche al fatto che, in linea con una direttiva del 2001, abusi così gravi vengono sottoposti al Papa in modo confidenziale e non devono essere rivelati all'esterno della Chiesa", ha aggiunto Leutheusser-Schnarrenberger. Secondo questa direttiva, i casi di sospetti abusi sessuali vengono esaminati internamente alla Chiesa, ha proseguito la ministra, sottolineando che la direttiva non prevede in modo specifico l'intervento immediato della procura.

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