Biocarburanti al posto di foresta, piu' C02
Tecnologie 'verdi' non sempre amiche ambiente
08 febbraio, 21:04
ROMA - Non sempre le tecnologie 'verdi' sono realmente amiche dell'ambiente, e il caso dei biocarburanti è spesso citato come emblematico in questo senso. Uno studio tedesco pubblicato da Pnas conferma la 'pessima nomea' di bioetanolo e biodiesel: secondo una simulazione la prevista conversione di parte della foresta amazzonica in coltivazioni per i biocarburanti avrà un saldo negativo della produzione di CO2 che si potrà recuperare solo in 250 anni.
Lo studio ha applicato a un modello matematico le previsioni sull'espansione delle coltivazioni per i biocarburanti in Brasile, che dovrebbero portare alla perdita di circa 120mila chilometri quadrati (circa cinque volte l'area della Lombardia) di foresta in favore di coltivazioni di soia per il biodiesel e canna da zucchero per il bioetanolo. Calcolando il contributo positivo alla riduzione della CO2 dato dall'uso dei carburanti verdi e quello negativo provocato dalla riduzione del 'polmone verde' del pianeta, gli esperti hanno trovato che il saldo è fortemente negativo, e per iniziare a risparmiare gas serra bisognerebbe aspettare più di 200 anni. 'Invece di sottrarre spazio alla foresta - conclude lo studio, la cui prima firma e' di David Lapola dell'università tedesca di Kassel - bisognerebbe aumentare la resa delle coltivazioni già esistenti, e utilizzare l'olio di palma, che ha una maggiore efficienza energetica, invece degli altri prodotti.








