Michael Moore, rinforzi folli sara' Vietnam di Obama
Il regista e' intervenuto al Larry King show
02 dicembre, 16:26
WASHINGTON - "Mi sento male per il presidente, ma peggio per i soldati che andranno a morire. Sono triste per le loro famiglie e i loro amici che non li vedranno più tornare a casa. Se Obama non cambia idea sarà il suo Vietnam". Così il cineasta Michael Moore boccia senza mezzi termini la strategia della Casa Bianca sull'Afghanistan, definendola "folle" e "contraddittoria".
Il noto regista, figura simbolo della sinistra americana, in collegamento video da Tokyo con il Larry King show della Cnn, ha commentato così, a caldo, ieri notte, il discorso del presidente da West Point: "Molti americani ormai si chiedono perché siamo lì, e perché mandiamo a morire altri ragazzi. Obama - ha aggiunto accalorandosi - ha appena detto che siamo lì perché siamo stati aggrediti dall'Afghanistan. Ma io non penso che le cose stanno così: quindici dei diciannove terroristi dell' 11 settembre erano sauditi e nessuno di loro era afgano. E' folle. La guerra in Afghanistan sta durando il doppio della seconda guerra mondiale: ma noi in quegli anni sconfiggemmo Hitler e Mussolini, mentre ora, nel doppio del tempo, non siamo nemmeno riusciti a trovare Osama Bin Laden... Se Obama non cambia idea, questo sarà il suo Vietnam". Quindi, il regista col suo immancabile cappellino di baseball in testa, ha ironizzato sulle decisioni concrete dell'amministrazione Obama: "Ho sentito il presidente dire che mandiamo più truppe per poterci ritirare. Ma andiamo, tutto ciò non ha senso, è contraddittorio. Stesso discorso per quanto riguarda la date del ritiro. Che senso ha? Se devo difendermi da qualcuno che vuole uccidermi, combatto sino a quando io ha vinto e lui ha perso. Non è possibile decidere, guardando l'orologio e dire: 'ok, ti combatto da oggi sino alle tre del pomeriggio del 2 luglio 2012'. Obama è un uomo dal cuore buono. Però - ha concluso Moore - sta facendo un terribile errore, ascoltando i generali e i suoi cattivi consiglieri".






