In Francia su due vittime mutazione del virus
Lo ha reso noto l'Istituto nazionale di vigilanza sanitaria
27 novembre, 19:14PARIGI - Su due pazienti francesi deceduti dopo essere stati contagiati dall'influenza A/H1N1 è stata individuata la presenza di una mutazione del virus. Lo ha reso noto l'Istituto nazionale di vigilanza sanitaria. I due pazienti, portatori di una mutazione del virus recentemente segnalata in Norvegia, non avevano rapporti fra loro ed erano ricoverati in due città francesi differenti, ha precisato l'Istituto. Inoltre, per uno di loro si aggiunge "un'altra mutazione nota per conferire resistenza al Tamiflu". Si tratta del primo ceppo resistente in Francia fra i 1.200 analizzati fino ad oggi.
FAZIO, LA MUTAZIONE DEL VIRUS NON PREOCCUPA
"Che il virus H1N1 potesse mutare lo sapevamo, non è una sorpresa.. Al momento attuale, i miei esperti mi dicono che non c'é da preoccuparsi". Con queste parole, il viceministro della Salute Ferruccio Fazio rassicura gli italiani dopo la morte di due persone in Francia per virus mutato. "Non sono mutazione che poi si trasmettono come virus mutato - ha detto Fazio parlando a margine di un incontro oggi a Firenze -. Per il momento è solo la dimostrazione che il virus può mutare perché ha una trasmissibilità elevata ed è molto contagioso. Bisogna prendere delle precauzioni che noi sin dall'inizio abbiamo avuto". A chi gli chiedeva se il vaccino è sempre valido, Fazio ha risposto: "si, il vaccino è sempre valido".
SOCIETA' DI MEDICINA GENERALE, PANDEMIA E' IN CALO
La pandemia è in calo: gli italiani colpiti dal virus A/H1n1 nell'ultima settimana sono stati 682.000 rispetto agli oltre 750.000 della precedente rilevazione. La seconda ondata pandemica, che terminerà a fine dicembre, farà registrare in totale 6 milioni di casi. Sono alcuni dati forniti all'apertura del 26/o Congresso nazionale della Simg, la Società italiana di medicina generale, in corso, fino a domani a Firenze.
A fine anno, invece, comincerà l' influenza stagionale, che, prevedibilmente, colpirà altri due milioni di persone. Con un totale di 8 milioni di casi, si legge in una nota, la stagione influenzale 2009/2010 si preannuncia quindi come la più aggressiva degli ultimi 10 anni. Fin ad ora, però, il sistema ha retto: "L'influenza suina non ha mai rappresentato un problema sanitario per il nostro Paese - spiega il dottor Claudio Cricelli, presidente della Simg - ma solo una sfida per l'organizzazione del sistema.
Non si è determinata alcuna emergenza assistenziale. Abbiamo affrontato le criticità legate all'arrivo della pandemia grazie alla collaborazione tra le diverse istituzioni sanitarie. E' la dimostrazione che il sistema funziona e ciò potrà essere un insegnamento per il futuro". Questi dati, però, non devono far cambiare strategia: "La prevenzione col vaccino rimane la vera arma vincente - afferma Pietro Crovari, professore ordinario di Igiene generale e applicata dell'Università di Genova - anche se i casi stanno diminuendo, è importante proseguire la campagna vaccinale e non abbassare la guardia".






