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Ue, accordo su nomine Congratulazioni di Obama

Eletti Van Rompuy e Ashton, D'Alema fuori

20 novembre, 19:42
Il premier svedese e presidente di turno della Ue, missione compiuta
Il premier svedese e presidente di turno della Ue, missione compiuta
Ue, accordo su nomine Congratulazioni di Obama

NEW YORK - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si e' congratulato con il nuovo presidente dell'Unione europea Herman Van Rompuy e la nuova responsabile per la diplomazia Ue Catherine Ashton, ricordando che gli Usa vedono nell'Unione europea il partner ''piu' forte per far progredire la sicurezza e la prosperita' nel mondo''. In una dichiarazione diffusa dal suo portavoce Robert Gibbs poco dopo il suo ritorno da un lungo viaggio in Asia, Obama aggiunge che il Trattato di Lisbona, che entrera' in vigore il primo dicembre, ''rafforzera' l'Ue e le permettera' di essere un partner ancora piu' forte degli Stati Uniti''.

ACCORDO SULLE NOMINE, ASHTON LA SPUNTA SU D'ALEMA
BRUXELLES  - La nuova Europa disegnata dal Trattato di Lisbona avrà nel mondo l'immagine del premier Herman Van Rompuy e di Catherine Ashton, nominati dai leader europei rispettivamente primo presidente stabile della Ue e primo nuovo Alto rappresentante della politica estera, sorta di ministro unico degli esteri della Ue. Contro le previsioni pessimistiche della vigilia, su maratone notturne e divisioni incolmabili tra i troppi interessi da far quadrare, la presidenza svedese di turno della Ue ha imposto il proprio ticket, emerso come vincente, dopo una breve consultazione tra i leader.

L'esito positivo del vertice è apparso quasi scontato dopo la decisione a sorpresa degli otto governi socialisti della Ue di candidare la britannica laburista Catherine Asthon, 53 anni, commissaria al commercio estero nella Commissione di José Manuel Durao Barroso, titolata baronessa, che ha di fatto scalzato l'ex premier italiano Massimo D'Alema nel ruolo di ministro degli esteri. Una mossa con la quale si sono neutralizzate due potenziali mine. La prima, rappresentata dall'insistenza del primo ministro britannico Gordon Brown sul nome dell'ex premier Tony Blair, temuto da diversi paesi (inclusi Francia e Germania) perché considerato una guida "troppo forte", che poteva fare ombra agli stati nazionali. E rifiutato da altri per la sua scelta di affiancare George W.Bush nella guerra contro l'Iraq, nel 2003. La seconda, temutissima da Barroso, che deve passare al vaglio del Parlamento europeo, rappresentata dalla lobby rosa: le eurodeputate dei cinque più grandi parlamentari e molte eurovip hanno condotto una campagna di pressione a favore di candidature femminili, che alla fine è stata ascoltata: da oggi l'Europa ha la sua Madame Pesc, la sua Hillary Clinton. Il risultato è un ticket che non entusiasma nessuno, ma che neppure scontenta troppo: molto 'politically correct' e sufficientemente europeista. Un basso profilo, non pericoloso, che consente alla nuova Europa di decollare senza troppi traumi, a piccoli passi, come sempre. I grandi sostenitori di Van Rompuy, cristiano democratico fiammingo, di 62 anni, sono stati il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Ma il merito di avere chiuso in modo indolore una partita che poteva essere molto controproducente per l'immagine dell'Europa nel mondo, è del premier svedese Fredrik Reinfeldt che con la tenacia e la pazienza di un 'diesel', ha portato a sintesi i tanti interessi e i diversi equilibri. E pazienza se il risultato è lontano alle grandi aspettative del dibattito lanciato otto anni fa per riformare le istituzioni europee e che puntava a dare all'Europa un suo George Washington.

Al termine del vertice-lampo Reinfeldt ha parlato di "momento storico" per l'Europa, la cancelliera tedesca Angela Merkel si è detta convinta che oggi "in Europa si siano poste le premesse per avviare una nuova era". E ha respinto le perplessità di chi sostiene la debolezza del duo Van Rompuy-Ashton, che non avrebbe "nemmeno l'agenda telefonica per chiamare Obama" o altri leader mondiali: "Sono persone capaci e io ho grande fiducia in loro", ha detto. Il premier britannico Brown ha ammesso che avrebbe voluto Blair per il ruolo di presidente "ma i popolari, che sono la maggioranza, hanno chiesto quel posto e quindi ho dovuto rinunciare", ha detto. Ma ha anche incassato la "grande vittoria" della nomina della Ashton che dà alla Gran Bretagna "una posizione al centro nell'Europa". Mentre il premier italiano Silvio Berlusconi ha lasciato il vertice senza commentare una nomina, quella a ministro degli esteri Ue, che ha messo d'accordo tutti, lasciando però fuori il candidato italiano.

I cittadini europei dovranno ora accontentarsi di Van Rompuy il cui più grande merito - secondo diversi osservatori - è di non essere stato premier abbastanza per farsi nemici. Ornitologo e appassionato compositore di haiku (una brevissima poesia formata solo da tre versi), Van Rompuy è riuscito a far fare la pace alle comunità fiamminga e francofona, guadagnandosi la fama di bravo negoziatore. Le diplomazie mondiali - alla ricerca di un numero di telefono unico per parlare con i 27 - dovranno accontentarsi di quello della baronessa Ashton, una lunga carriera politica nelle file e nel governo britannico laburista, ma senza alcuna esperienza di Foreign Office. Lei, che ha ricevuto un forte abbraccio di incoraggiamento dal rappresentante Ue Javier Solana, ha immediatamente respinto le critiche, invitando piuttosto a giudicarla da quello che saprà fare. Attualmente commissaria al commercio estero della Ue, come Alto rappresentante, diventerà anche vice presidente dell'esecutivo e capo del nuovo servizio diplomatico europeo.

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