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Battisti: si' estradizione, 'ma a Lula ultima parola'

La Corte lascia al presidente la decisione finale

19 novembre, 13:24
Cesare Battisti
Cesare Battisti
Battisti: si' estradizione, 'ma a Lula ultima parola'

ROMA - Spetta a Lula l'ultima parola sull'estradizione di Cesare Battisti. Il Supremo Tribunal Federal, per cinque voti a quattro, ha lasciato l'autorita' sulla decisione al presidente brasiliano.

La Corte si era precedentemente espressa a favore dell'estradizione, grazie al voto del suo presidente Gilmar Mendes: il si' era passato cosi' con cinque voti contro i quattro contrari.

Prima di formalizzare il suo voto Mendes ha deciso una pausa del giudizio. Per giustificare la sua presa di posizione, Mendes ha esaminato la giurisprudenza riguardo all'estradizione di terroristi dei Paesi di grande tradizione giuridica e di quelli che soffrono di un problema endemico di terrorismo, come la Spagna con i terroristi dell'Eta, ed ha concluso che la grande maggioranza identifica il terrorismo alla delinquenza comune, e non al delitto politico e di opinione, in particolare quando si tratta di democrazie, mentre il caso è molto differente quando si tratta di dittature.

Mendes ha anche citato le reazioni in Italia alla concessione dell'asilo a Battisti da parte del ministro della Giustizia Tarso Genro, da quelle del presidente Giorgio Napolitano e del guardasigilli Alfano fino agli incitamento al boicottaggio dei prodotti brasiliani come forma di pressione sul governo brasiliano, per smentire l'ipotesi di persecuzione politica ai danni dell'ex terrorista e considerarlo invece un'indignazione 'trasversale' di tutta la società italiana. Il presidente della Corte suprema ha anche ripercorso passo a passo tutti gli omicidi attribuiti a Battisti, per illustrarne il carattere di delitto "comune" e non politico.

Secondo Mendes, anche Lula e' vincolato dal diritto internazionale e sarà quindi nell'obbligo di estradare Cesare Battisti se lo deciderà il Supremo Tribunal Federal. "Il diritto internazionale, come il trattato di estradizione tra Italia e Brasile, è un impegno adottato dal governo brasiliano che il presidente Lula dovrà rispettare", ha detto Mendes, il cui voto e' stato determinante per la sentenza di estradizione dell'ex terrorista rosso.

"Grande soddisfazione" è stata espressa dal ministro degli Esteri Franco Frattini. "Il mio pensiero - ha detto Frattini - va ai familiari delle vittime di Battisti, che hanno finalmente visto riconosciuto il loro fondato diritto ad avere giustizia". "Una decisione importante, ci auguriamo che questa decisione sia vincolante" per le altre autorità e "sia eseguita subito", ha aggiunto.

"Il verdetto - ha affermato il ministro - sancisce la fine della profonda amarezza suscitata nell'opinione pubblica italiana dalla decisione di concedere lo status di rifugiato a chi si è reso colpevole di insensata ed incomprensibile violenza omicida". "La decisione della Corte soddisfa infatti - ha aggiunto Frattini - un'esigenza fondamentale di giustizia per la quale le istituzioni e il mondo politico italiano si sono battuti per difendere e promuovere gli interessi più alti dello Stato. L'esito della vicenda - sottolinea ancora - premia la linea di responsabilità e di rispetto adottata dal governo italiano, una linea che non ha mai mancato di sottolineare gli storici legami di amicizia che uniscono Italia e Brasile".

Un applauso unanime dell'Aula della Camera ha accolto la notizia, comunicata dal deputato Massimo Corsaro, dell'ok del tribunale federale supremo del Brasile all'estradizione del terrorista Cesare Battisti. Tutti i deputati hanno applaudito lungamente in tutti i settori dell'emiciclo. Olga D'Antona del Pd, vedova del giurista assassinato dalle Br ha detto che l'estradizione di Battiti "é stata una vittoria per l'Italia e per il suo sistema giudiziario". La deputata ha quindi richiamato l'Ue ad una unità di intervento, stigmatizzando l'operato nella vicenda Battisti della Francia. Un passaggio, questo, particolarmente applaudito da Governo e maggioranza.

''Porteremo a Lula gli elementi che dimostrano che la decisione giusta e' quella del rispetto dei diritti umani, quella di non consegnare Battisti'' all' Italia, ha detto all'ANSA l'avvocato difensore dell'ex terrorista, Luis Roberto Barroso, al termine dell'udienza del Supremo Tribunal Federal. ''Abbiamo dalla nostra parte argomenti giuridici, non di pressione politica'', ha aggiunto Barroso, che ha precisato: ''la decisione e' comunque nelle mani di Lula, e non commettero' un errore di mancanza di cortesia dicendo al presidente quello che deve fare''.

 

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