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Kabul, false accuse Times all'Italia

Il giornale ha scritto di presunti pagamenti ai talebani in cambio della sicurezza delle truppe

18 ottobre, 14:49

di Luigi Ambrosino

ROMA - Le accuse agli italiani di aver 'comprato' la pace nelle loro zone di competenza in Afghanistan a suon di 'mazzette' pagate ai capi talebani sono "prive di fondamento e irresponsabili". Con una nota ufficiale fatta diramare nel pomeriggio di oggi, il governo di Kabul difende l'Italia dagli attacchi del Times di Londra che ancora oggi - per il terzo giorno consecutivo - punta il dito contro "la scandalosa strategia" dell'Italia e chiama a risponderne il governo Berlusconi. Sono giorni che il quotidiano britannico scrive che il contingente italiano - sia nel settore di Sarobi (provincia di Kabul), sia a Herat - avrebbe stipulato una sorta di 'patto di non belligeranza' con gli insorti, blindato dal pagamento di migliaia e migliaia di dollari. A farne le spese, secondo il Times, sarebbero stati i francesi: una volta subentrati agli alleati italiani nel distretto di Sarobi, non sarebbero stati informati dei presunti pagamenti, il che li avrebbe indotti a sottovalutare i rischi della zona fino all'attentato dell'agosto 2008 in cui persero la vita dieci militari transalpini.

Circostanze che il governo italiano - assieme a quello francese - ha smentito con forza già nei giorni scorsi. Ma che oggi il Times rilancia. Prima - sul cartaceo - con un editoriale non firmato dal titolo beffardo ('The Italian Job') in cui si accusa "la scandalosa strategia" adottata dagli italiani, colpevoli di stipulare "patti a livello locale" in modo "separato e unilaterale" e di causare così "discordia, caos e morti non necessarie" in seno all'Alleanza. E poi - con un articolo sul sito web del giornale - citando fonti americane che confermano l'esistenza di patti segreti con i talebani. Il 'teste' citato per nome e cognome dal Times è l'ex analista della Cia Bruce Riedel, l'uomo che ha guidato la revisione della politica in Afghanistan per conto di Barack Obama ma che ora non fa più parte dell'amministrazione Usa.

Riedel afferma di aver appreso della 'pratica' degli italiani durante un viaggio a Parigi l'ultima settimana di settembre: un uomo d'affari "con stretti legami con il governo francese", racconta, gli disse che gli italiani pagavano i talebani a Sarobi ma - avrebbe aggiunto il businessman francese - "avevano dimenticato di dircelo". Una condotta, sempre secondo Riedel, di cui gli americani sarebbero stati a conoscenza, tanto da aver già "sollevato la questione" con le autorità italiane lo scorso anno. Oggi il governo italiano ha preferito non tornare sulla polemica, limitandosi a trasmettere alle agenzie la nota ufficiale con cui il ministero degli Esteri di Kabul ha voluto smentire le ricostruzioni del Times, bollandole come "false e irresponsabili".

Un 'passo' che ieri era stato il titolare della Farnesina Franco Frattini ad anticipare dopo un colloquio con il collega afghano Rangin Dadfar Spanta. L'Afghanistan - recita il comunicato firmato da Ahmad Zaher Faqiri, portavoce del ministero degli Esteri - non solo "elogia la collaborazione di Roma nella lotta contro il terrorismo" ma definisce l'Italia come "uno dei Paesi più impegnati" a garantire sicurezza e ricostruzione. "Il ministero degli Esteri - assicurano ancora da Kabul - nel sottolineare la sua gratitudine per la collaborazione, non ha alcun dubbio che l'Italia continuerà a garantire la sua preziosa assistenza nella lotta contro il terrorismo".

Auspici confermati da Frattini in un'intervista al quotidiano austriaco Die Presse: "Resteremo in Afghanistan, non vi saranno né ritiri né riduzioni del contingente militare fin quando la situazione del Paese non si sarà stabilizzata. Solo i 400 soldati aggiuntivi inviati per le elezioni potrebbero essere richiamati a casa, qualora non si tenesse una seconda tornata elettorale", con la proclamazione della vittoria del presidente uscente Hamid Karzai.

O, al contrario, l'annuncio di un ballottaggio tra Karzai e lo sfidante Abdullah Abdullah. Si saprà qualcosa di più già domani quando, in un clima sempre più infuocato, la commissione reclami afghana, chiamata al riconteggio dei voti dopo le denunce di brogli, presenterà alla commissione elettorale indipendente, l'unica autorizzata a comunicare i risultati definitivi ufficiali, le conclusioni delle sue indagini.

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