Michael Moore a Obama, ora si meriti premio
Ha riportato la speranza, e' su strada giusta ma via dall'Afghanistan
09 ottobre, 23:24
ROMA - Michael Moore, il regista più "contro" d'America, si congratula con Barack Obama fresco vincitore del Nobel per la Pace, che però, dice in un messaggio inviato per email all'ANSA, quella riconoscenza ora deve "guadagnarsela" con i fatti, uscendo dalla guerra in Afghanistan, come sta facendo con quella in Iraq. "Congratulazioni presidente Obama per il Premio Nobel per la Pace: ora per favore se lo guadagni!" è il titolo del messaggio, che esordisce con "Caro presidente Obama, è straordinario che lei oggi sia stato riconosciuto come uomo di pace".
"I suoi primi, solleciti passi - chiuderà Guantanamo, riporterà a casa le truppe dall'Iraq, vuole un mondo libero da armi nucleari, ha ammesso agli iraniani che noi abbiamo rovesciato il loro presidente democraticamente eletto nel 1953, ha tenuto un grande discorso al mondo islamico al Cairo, ha abolito la stupida espressione 'Guerra al terrore', ha posto fine alla tortura - hanno fatto sentire noi (americani) e il resto del mondo un po' più al sicuro dopo il disastro degli ultimi otto anni. In soli otto mesi ha cambiato volto e portato questo Paese in una direzione più sensata. "Ma...l'ironia che siete stato insignito di questo premio nel secondo giorno del nono anno della guerra in Afghanistan non è sfuggita a nessuno. Lei ora si trova a un vero bivio. Può prestare ascolto ai generali (che chiedono più truppe, ndr) ed estendere la guerra (che otterrà l'unico risultato di una fin troppo prevedibile sconfitta) oppure dichiarare che la guerra di Bush è conclusa e riportare a casa tutte le truppe. Adesso. Questo farebbe un vero uomo di pace".
Secondo Moore per catturare Osama bin Laden e i suoi non servono "carri armati e truppe": "Sta inseguendo un criminale - scrive -, non un esercito. Non si usa un candelotto di dinamite per far fuori un topo". "Quanto ai Talebani - prosegue il controverso regista -, quelli sono un'altra faccenda. Questo è un problema che la gente dell'Afghanistan deve risolvere...dovranno in ultima istanza darsi quella libertà da soli". In sostanza, "deve mettere fine al nostro coinvolgimento in Afghanistan adesso. Se non lo farà - conclude Michael Moore - non avrà altra scelta che restituire il premio a Oslo". Il regista conclude con un "post scriptum" di apprezzamento e di incoraggiamento al nuovo presidente e alla speranza di cui è portatore: "L'opposizione ha passato la mattinata di oggi ad attaccarla per aver offerto tanta buona volontà a questo Paese. Perché (gli oppositori) odiano tanto l'America?. Ho l' impressione che se lei oggi pomeriggio avesse trovato la cura al cancro la denuncerebbero per aver distrutto i centri antitumore privati, che dovrebbero chiudere". "Il mondo intero dipende dagli Stati Uniti e da lei...non lo deludiamo", conclude il messaggio di Michael Moore.






