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L'Andy Warhol della street art a Roma

Il MURO, Museo Urbano Roma, di Ron English al Quadraro VIDEOSTORY

10 ottobre, 19:03
Ron English, la mia arte tridimensionale al Quadraro Ron English, la mia arte tridimensionale al Quadraro
L'Andy Warhol della street art a Roma

(di Nicoletta Tamberlich)

   Bandana in testa, capelli lunghi total white, occhialini d'ordinanza, sneakers ai piedi, e pantaloni schizzati di vernice, quella che ha appena utilizzato per realizzare in meno di tre giorni un murales che toglie il fiato per la potenza delle immagini tridimensionali e il messaggio che trasmette un Hulk con il volto di un bambino con affianco un Mickey mouse che dopo aver abbandonato il mondo Disney è costretto a proteggersi con una maschera a gas 'rosa' per sopravvivere. Cosa ci fa l'artista statunitense Ron English, l'Andy Warhol della street art, uno dei personaggi più influenti dello staff della candidatura di Barack Obama in via dei Pisoni, al Quadraro vecchio, storico quartiere popolare di Roma, quello che un tempo si chiamava Cecafumo? Ci fa un M.U.R.O (Museo Urbano Roma), una vera e propria opera di street art, che Sky Arte seguirà dal primo giorno all'ultimo, dal primo dripping alla firma in un docu inaspettato, artistico e internazionale (l'episodio andrà in onda il 3 dicembre alle 22.00 su Sky Arte HD).

   Esponente del Surrealismo Pop e noto al grande pubblico per la sua rielaborazione delle icone dei nostri giorni (è sua la celebre immagine in cui i volti dei presidenti Lincoln e Obama si sovrappongo, dando origine a Abraham Obama, come pure MC Supersized, mascotte obesa dei fast-food e simbolo del film Supersize Me), English per realizzare la sua opera 'romana', ha tratto ispirazione non solo osservando i dintorni, ma soprattutto incontrando la gente del posto, dal reduce di un campo di concentramento, al barbiere di Cinecittà preferito da Toto' Gino Scarnano al quale ha confidato: ''Anche mio padre ero un barbiere a Dallas''; ''ah sì peccato che non si vede, con 'sti capelli...vieni qui che te li spunto io''. E' stato il simpatico siparietto tra i due.

  In una conversazione con l'ANSA sul set Ron English, spiega perchè ha deciso di lasciare il suo segno "pop", proprio qui, in una delle vie storiche del Quadraro che vanta nella sua storia celebri lotte contro la prepotenza dei poteri forti, una battaglia contro i palazzinari, una deportazione nazista durante la seconda guerra mondiale e che ha ricevuto nel 2004 la medaglia d'oro al merito civile per la sua resistenza al nazifascismo. Cosa rappresenta questo Hulk con il volto da fanciullo' (che poi è il viso di uno dei figli dell'artista statunitense? - ''Un bambino di due anni con il corpo di miss universo rappresenta il contrasto tra forza e immaturità. I nostri sogni sono sempre potenti, e abbiamo a disposizione molte armi per realizzarli ma spesso siamo troppo poco cresciuti per portarli a termine''. E il Mickey muse al fianco con la maschera a gas rosa sul muso? - ''Il personaggio dei fumetti rappresenta la cultura pop americana che si sta diffondendo. Ovvero la cultura inquina il mondo ma allo stesso tempo ne e' immune si deve proteggere da chi la vuole abbattere''. A fare da sfondo altri disegni come un Batman con il volto un pò alla Picasso, dai colori più sbiaditi e dimensioni ridotte.

   ''A chi vuole farsi fotografare davanti a questo murales, consiglio di farlo alle 15 del pomeriggio quando ci batte sopra il sole e si formano delle ombre: grazie a questa particolare tecnica di disegno quando svilupperete la foto sembrerete voi stessi parte del murales''. A portare English nella capitale ha contribuito un altro artista David Vecchiato, (Diavù), ideatore del progetto M.U.R.O che spiega: ''un muro che non divide, ma unisce. L'idea trasformare un quartiere in uno strumento di aggregazione. Perche' la cultura unisce ma non divide. Portare arte contemporanea, artisti internazionali ma anche italiani in una zona in degrado. Un recupero degli spazi pubblici e un messaggio ai più giovani ad esprimersi''.

   English ha usato spesso per le sue opere i volti dei suoi figli (Zephyr e Mars), ma anche di Four of a Kind (2003), che con aria smaliziata sono lontani da ogni innocenza alla Rockwell e per aver elaborato più di una versione della Guernica di Picasso. Opere che dimostrano una vena dissacrante. Non ha avuto paura di mostrare tramite la sua arte un'America, emblema della società globale, che tra consumismo, pubblicità e marketing dimentica come il benessere abbia spesso lo stesso volto della decadenza. Ha doppiato sé stesso in un episodio de The Simpsons 'Exit Through' the Kwik-E-Mart chiaro riferimento al film realizzato dallo street-artist Banksy Exit Through the Gift Shop. 

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