Il Moulin Rouge compie gli anni e si rinnova
Festa per il piu' famoso cabaret parigino
02 ottobre, 19:34
di Luana De Micco
PARIGI - Anche i miti devono sapere evolvere per restare tali. Così il Moulin Rouge, che compie 120 anni il prossimo 6 ottobre, si divide tra passato e futuro, un piede nella leggenda, mentre l'altro spalanca porte nuove al ritmo sfrenato del cancan. "Il futuro del Moulin Rouge è nella griffe", dice all'ANSA il presidente del più famoso cabaret parigino, Jean-Jacques Clerico, francese di famiglia piemontese e tanti progetti in testa.
"Il marchio Moulin Rouge esiste - continua - la notorietà è fuori discussione. Ora bisogna uscire dai muri, dallo spettacolo. E' la griffe che dovrà assicurare la sua continuità". Scarpe, profumo, gioielli e accessori, e chissà forse un giorno piume, porteranno il nome Moulin Rouge perché la leggenda continui a vivere. Il cabaret parigino oggi non è più quello della Belle Epoque, quando Montmartre era un allegro villaggio boheme ed il boulevard de Clichy gli Champs-Elysees di oggi. Sono lontani i tempi della Goulue e di Toulouse-Lautrec che segnava "affiche" seduto al bancone del bar. Oggi il Moulin Rouge è un'impresa familiare che non si ferma mai, una macchina che funziona a pieno regime per accogliere 600.000 spettatori ogni anno. Qualche cifra: 80 ballerini su scena (60 Doriss girls e 20 Doriss Dancers); un'equipe interna di 350 persone, con 25 cuochi e 120 maitre d'hotel e camerieri che stappano fino a 240.000 bottiglie di champagne all'anno; 1.500 persone che lavorano, tra l'altro, per realizzare le 800 paia di scarpe ed i mille costumi di piume, strass e paillettes degli artisti. Ma quel passato che alimenta il mito torna ogni sera al ritmo accelerato di Offenbach, anche se per pochi minuti, confinato nell'ultimo dei quattro tableaux della revue, "Feerie", lanciata nel dicembre 1999.
"Tutta la nostra storia è in quei 7 minuti e 30 di cancan. E' il momento clou dello spettacolo, il pubblico se lo aspetta. Il cancan è nella leggenda, ma deve poter fare tendenza. Ecco perché ora è più rapido ed i costumi sono diversi". Sapersi rinnovare rispettando la migliore tradizione, sembra essere il leit motiv. Ma non è sempre facile: "bisogna lavorare molto - confida Clerico - darsi i mezzi, essere efficienti nella gestione ed inventivi nello spettacolo perché sia un'attrazione continua, con tante scenografie e musiche originali. E poi bisogna scegliere i buoni collaboratori". Diversi sono italiani: Corrado Colabucci ai costumi, Gaetano Castelli alle scenografie, mentre Ruggero Angeletti alla regia (insieme alla tedesca Doris Haug) garantisce una tradizione del varietà "fatta di intrattenimento, glamour e belle donne che esiste ormai solo nella tv italiana". Il futuro invece si avvicina portando con sé nuovi progetti: artifici scenici, tecniche di luce e suono all'avanguardia, una sala più grande (per 1.200 spettatori e non più 850). Tutto sembra poter diventare realtà ora che, per la prima volta da quel 6 ottobre 1889 in cui fu inaugurata la prima Quadriglia, poi diventata French Cancan, la famiglia Clerico è sola proprietaria dei muri, del marchio e del fondo di commercio.
Una nuova rivoluzione, come quella vissuta negli anni '50, sembra prepararsi sul boulevard de Clichy. Ma sara' il tempo a decidere, lascia intendere Clerico. Nel frattempo la crisi è passata anche per Montmartre. Quest' anno il cabaret ha un fatturato in calo del 5%. "Meno peggio di quanto ci aspettavamo, visto che il tasso di riempimento è rimasto alto", ha precisato il presidente del cabaret. Ma per i 120 anni non ci sarà nessun galà d'onore come fu per il grandioso centenario, con lo "storico" duetto tra Ella Fitzgerald e Ray Charles, per la prima volta insieme in scena. "Non abbiamo trovato uno sponsor - ammette Clerico - ma tanto il Moulin Rouge non ha più bisogno di vedettes". Anche il nuovo spettacolo continua ad essere posticipato: prima previsto per il 2008, poi atteso per il 2010, arriverà non prima del 2012. Anche il sogno ha un prezzo: 10 milioni di euro.






