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Farmaci: Roche e Novartis indagate per truffa Ssn

L'Antitrust, violata concorrenza su Avastin e Lucentis, tra principali farmaci per maculopatia

06 marzo, 12:58
Antitrust multa Roche e Novartis
Antitrust multa Roche e Novartis
Farmaci: Roche e Novartis indagate per truffa Ssn

Aggiotaggio e truffa al Servizio sanitario nazionale. Sono i reati ipotizzati dalla procura di Roma in relazione alla presunta campagna di denigrazione del farmaco Avastin che ha indotto l'Antitrust a comminare una multa di 180 milioni di euro a Roche e Novartis. Il procuratore aggiunto Nello Rossi ed il sostituto Stefano Pesci chiederanno all'Antitrust di acquisire gli atti dell'indagine dalla quale è emerso che i due gruppi "si sono accordati illecitamente per ostacolare la diffusione dell'uso di un farmaco molto economico, Avastin, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, Lucentis, differenziando artificiosamente i due prodotti". Questa conclusione, se fatta propria dalla procura, prospetterebbe, da un lato, la turbativa del mercato (aggiotaggio), attraverso la diffusione di notizie false e, dall'altro, un danno (truffa) al Servizio sanitario nazionale, tramite l'opera di dissuasione esercitata sui medici a proposito della presunta pericolosità dell'Avastin.

L'Antitrust ha sanzionato Roche e Novartis per "un cartello che ha condizionato le vendite dei principali prodotti destinati alla cura della vista, Avastin e Lucentis", a oltre 180 milioni di euro di multa.

"I due gruppi - si legge sul sito dell' Autorità - si sono accordati illecitamente per ostacolare la diffusione dell'uso di un farmaco molto economico, Avastin, nella cura della più diffusa patologia della vista tra gli anziani e di altre gravi malattie oculistiche, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, Lucentis, differenziando artificiosamente i due prodotti".

Per il Sistema Sanitario Nazionale, l'intesa ha comportato un esborso aggiuntivo stimato in oltre 45 milioni di euro nel solo 2012, con possibili maggiori costi futuri fino a oltre 600 milioni di euro l'anno. Dalla documentazione acquisita, anche grazie alla collaborazione del Gruppo Antitrust del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza - prosegue l' Autorità, - è emerso che le capogruppo Roche e Novartis, anche attraverso le filiali italiane, hanno concertato sin dal 2011 una differenziazione artificiosa dei farmaci Avastin e Lucentis, presentando il primo come più pericoloso del secondo e condizionando così le scelte di medici e servizi sanitari. Secondo il provvedimento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, le condotte delle imprese trovano la loro spiegazione economica nei rapporti tra i gruppi Roche e Novartis: Roche, infatti, ha interesse ad aumentare le vendite di Lucentis perché attraverso la sua controllata Genentech - che ha sviluppato entrambi i farmaci - ottiene su di esse rilevanti royalties da Novartis. Quest'ultima, dal canto suo, oltre a guadagnare dall'incremento delle vendite di Lucentis, detiene una rilevante partecipazione in Roche, superiore al 30%. Non è stata invece ritenuta responsabile dell'illecito la controllata di Roche, la società californiana Genentech. In considerazione della particolare gravità dell'illecito, l'Autorità ha comminato al gruppo Novartis una sanzione di 92 milioni di euro e al gruppo Roche una sanzione di 90,5 milioni di euro, per un totale di oltre 180 milioni di euro.

Novartis respinge accuse e fa ricorso - La Novartis "respinge in maniera decisa le accuse relative a pratiche anti-concorrenziali messe in atto assieme alla Roche in Italia" e annuncia la presentazione del ricorso in appello dinanzi al Tar contro la decisione dell'Antitrust.

Aifa, sentenza storica - "Una sentenza storica per tutta l'Europa e non solo, che getta luce su un problema globale che ha costretto l'Ema e tutte le Agenzie europee ad approfondire i rischi connessi all'uso off-label su larga scala di farmaci non studiati per specifiche indicazioni terapeutiche, e per i quali la farmacovigilanza si è dimostrata carente". L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) accoglie "con interesse", la decisione dell'Antitrust. L'Aifa ribadisce l'importanza "che anche le aziende farmaceutiche seguano sempre un codice di condotta etico e rispettino le norme poste a garanzia del sistema regolatorio, sempre orientato alla massima tutela della salute pubblica, e riconferma il proprio atteggiamento che, in presenza di minimi dubbi sulla consistenza dei dati di rischio/beneficio, sarà sempre quello di assicurare responsabilmente la difesa della salute del cittadino, indipendentemente dai costi economici. L'Aifa - conclude la nota - si augura che in futuro situazioni simili possano essere superate da apposite disposizioni normative mantenendo al primo posto la centralità del paziente e nessun altro interesse".

Medici soddisfatti, 'ma 100mila pazienti senza cure. Commissariare l'Aifa' - 'Siamo soddisfatti del fatto che finalmente questa decisione dell'Antitrust riconosca il ruolo tecnico dei medici. Dal punto di vista pratico però questa multa non aiuta i pazienti, che continuano a non avere accesso alle cure. Per questo serve che l'Aifa faccia retromarcia sulle sue delibere''. Così Matteo Piovella, presidente della Soi (Società di oftalmologia italiana), Secondo le stime della Soi, a causa dell'introduzione di Lucentis, farmaco molto più costoso ma ''sicuro ed efficace come Avastin, prima usato nel 90% dei casi - continua Piovella - ben 100mila pazienti in quest'ultimo anno non hanno avuto accesso alle cure, che si sono visti rifiutare dagli ospedali perchè non avevano le fiale di Lucentis, che hanno fatto raddoppiare le spese annuali dei reparti di oculistica''. Piovella è anche molto critico sul ruolo dell'Aifa e del suo direttore, Luca Pani, che si sarebbero ''comportati in modo sorprendente e ottuso. Noi chiediamo il commissariamento dell'Aifa - dice Piovella - che ha fatto sue le opinioni di aziende farmaceutiche in palese conflitto di interesse, e non dei medici e delle loro evidenze scientifiche''

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