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Confindustria: iniquo esentare tutte prime case

Mancata occasione per ridurre tasse

17 settembre, 15:58

Con il decreto Imu si dà ''un segnale disorganico'' sulla tassazione e si manca ''l'occasione per dare un segnale chiaro e coerente nella direzione di una riduzione del prelievo su lavoro e imprese''. Lo dice Confindustria in audizione alla Camera, sottolineando che ''senza un intervento di riduzione del carico fiscale sulle imprese e sul lavoro, sara' difficile e ritardato l'aggancio dei primi, timidi, segnali di ripresa e impossibile riportare il Paese su un piu' alto livello di sviluppo''.

Le maggiori criticità del decreto Imu sono l'esenzione per tutte le abitazioni principali, intervento ''costoso, iniquo'' e che ''peggiora la competitività del Paese'', oltre alla soppressione degli interventi sugli immobili strumentali all'attività di impresa. Lo ha detto Andrea Bolla, presidente del Comitato tecnico fisco di Confindustria, in audizione davanti alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.

Il decreto Imu, ha osservato Bolla, contiene ''interventi disorganici che magari snelliscono un'imposta, ma finiscono poi per peggiorare la composizione delle entrate a sfavore della crescita''. Con il dl, ha spiegato, ''a fronte del costo significativo in termini di risorse pubbliche'' si ''avvantaggiano in misura maggiore le famiglie a maggior reddito con maggiore propensione al risparmio'' con un intervento che peraltro ''potrebbe non tradursi in un aumento della domanda interna''. Inoltre la cancellazione generalizzata della prima rata Imu ''non ha alcun effetto sulla competitività del Paese, e anche sotto il profilo dell'equità appare criticabile perché ha effetti regressivi e favorisce i redditi medio alti (si consideri che la norma attualmente esenta anche il 10% delle persone con gli immobili di maggior pregio che, secondo i dati dell'Agenzia delle entrate, concorrono a circa il 26% del versamento complessivo dell'Imu)''. Scelta che, tra l'altro, ''appare in aperto contrasto con le Raccomandazioni con cui la Commissione europea, lo scorso 29 maggio, ha chiesto all'Italia di trasferire il carico fiscale dai fattori produttivi al consumo, ai beni immobili e all'ambiente. Coerentemente con tali raccomandazioni sarebbe stato auspicabile un intervento più complessivo e di riequilibrio dell'imposizione sugli immobili strumentali delle imprese, che ponga rimedio al pesante aggravio subito dalla fiscalità immobiliare negli ultimi anni''.

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