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Redditometro: entrate, non e' crociata contro ricchi

Di Capua: 'Dicono che e' scandaloso: forse sono scandalosi i 120 miliardi di evasione fiscale'

23 gennaio, 10:05
Agenzia delle Entrate
Agenzia delle Entrate
Redditometro: entrate, non e' crociata contro ricchi

Il redditometro "non è una crociata contro la ricchezza" ma servirà a colpire l'evasione "spudorata". Con il nuovo strumento si misurerà solo la corrispondenza tra reddito dichiarato e entità della spesa, o "reddito consumato" e "se uno spende 100.000 euro per un diamante o in carta igienica per noi è la stessa cosa, dovrà dimostrare di avere un reddito che supporta questa spesa". Torna a parlare di redditometro il vice direttore dell'Agenzia delle Entrate Marco Di Capua.

Difende lo strumento e commenta: "Qualcuno dice che è scandaloso ma scandalosi sono i 120 miliardi di euro di evasione fiscale". L'occasione è un convegno organizzato dai commercialisti di Roma che plaudono alla strumento ma chiedono all'amministrazione di utilizzarlo con "ragionevolezza". Concordano sul fatto che non sarà uno strumento di accertamento di massa in quanto interesserà solo lo 0,1% dei contribuenti. Della stessa opinione è la Cgia di Mestre per la quale "il redditometro avrà un impatto light. E' stato montato un allarmismo eccessivo", dice il segretario degli artigiani Giuseppe Bortolussi. Parallelamente al redditometro, scatterà anche il nuovo Isee per accedere alle prestazioni del welfare, ribattezzato 'riccometro'.

Secondo indiscrezioni trapelate sulla stampa gli immobili e i risparmi dovebbero avere un peso maggiore e quindi si scremerà la platea dei 'furbetti' che accedono ai servizi gratuitamente o con condizioni di vantaggio pur non avendone diritto. Il redditometro è stato oggi oggetto di una giornata di formazione per i commercialisti alla Scuola Superiore di Economia e Finanza. Il vice direttore vicario delle Entrate Di Capua è tornato a dare chiarimenti.

Per esempio ha rilevato che i 12.000 euro di scostamento 'accettabili' "non sono una franchigia" ma un elemento per cui un contribuente viene scartato a monte dalle liste selettive. E indice di pericolosità non è l'acquisto in sé di un Suv o un cane di razza. Ma lo scostamento tra spese e reddito dell'anno. E al proposito risponde sulle spese veterinarie. "Avere un animale domestico non è rilevante di per sé ai fini fiscali ma se il Fisco rileva per l'animale spese ingenti, senza un reddito adeguato, allora la situazione sarà presa in considerazione".

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