Stop bus e metro, venerdì nero
Tanti disagi per lo sciopero di quattro ore del trasporto pubblico
20 luglio, 21:32Correlati
ROMA - Lavoratori e vacanzieri a piedi per lo sciopero del trasporto pubblico locale. Sono state quattro le ore di stop con cui gli autisti e gli altri autoferrotranvieri hanno protestato per il rinnovo del contratto e contro il recesso annunciato dalle associazioni datoriali, Asstra e Anav.
La mobilitazione unitaria dei sindacati si è svolta in diverse fasce di orario nel Paese nel rispetto delle fasce di garanzia. Roma è stata la prima delle grandi città a incrociare le braccia, fin dalle 8.30 della mattina. Lo sciopero ha bloccato la metro A, che ha ripreso il servizio solo verso le 14, un'ora e mezza dopo la fine della mobilitazione, e ha ridotto il servizio della B con disagi per i cittadini e i turisti. L'adesione dei dipendenti Atac, secondo l'Agenzia della mobilità , è stata di circa il 38%. Alle 9.30 si è unita alla protesta Napoli, con una partecipazione che, secondo la Filt-Cgil Campania, ha toccato punte del 100% nelle aziende metropolitane.
Ben diversa è stata la cifra fornita dalla società Anm, secondo la quale la media degli autobus tornati al deposito è stata del 35,6%. Torino è entrata in sciopero partire dalle 15 (per le linee urbane) e ha visto una guerra di cifre simile a quella campana: l'adesione per Cgil, Cisl e Uil è stata del 90%, secondo l'azienda Gtt appena del 47% dei dipendenti totali (67% del personale viaggiante). Mentre Milano ha chiuso la mobilitazione, con l'astensione dal lavoro dalle 18 alle 22. Qui, per limitare i disagi ai cittadini è stato annullato, per un giorno, il pagamento del ticket per l'accesso all'area C. Non sono rimasti esenti dallo sciopero veri templi del turismo come Firenze, con i mezzi pubblici a singhiozzo dalle 17 alle 21, Venezia, con la quasi totalità dei vaporetti fermi alle 13, e la Sardegna. Qui all'alta adesione alla mobilitazione dei lavoratori dei trasporti locali (l'80% secondo i sindacati) si è sommata la protesta dei pastori che hanno bloccato con i loro camion il porto di Olbia per denunciare il degrado dell'attività di allevamento.








