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Fornero: 'Se la riforma non passa governo andrà a casa'

Sugli esodati: 'Dopo i 65mila soluzioni per altri. Varieta' di stime non e' colpa del ministero'

15 aprile, 15:44
Elsa Fornero a Reggio Calabria
Elsa Fornero a Reggio Calabria
Fornero: 'Se la riforma non passa governo andrà a casa'

"Finora abbiamo ricevuto critiche per 'troppa incisivita'' o 'troppo poca incisivita' ma su una cosa siamo decisi: andremo in Parlamento e se la riforma non dovesse passare andremo a casa". Lo ha detto il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, nel corso di un convegno a Reggio Calabria. "Questa è una riforma del lavoro per il Paese - ha aggiunto Fornero - e non per compiacere sindacati, imprese o partite Iva". "La nostra riforma - ha concluso - punta ad un mercato del lavoro aperto, inclusivo e dinamico. Inclusivo, innanzitutto, vuol dire senza 'cittadelle protette' perché è impensabile che in un mondo così dinamico si possano iniziare e concludere carriere, da 17 a 57 anni, sempre nella stessa realtà aziendale".

"Vado a questo appuntamento con serietà e senza arroganza. Abbiamo lavorato bene e forse qualcuno ha cambiato idea rispetto alle posizioni precedenti". Lo ha detto il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, circa la riforma del lavoro in vista del vertice di maggioranza. "E' possibile - aggiunge - cambiare idea, come è possibile cambiare qualcosa della riforma, nessuno dice che sia intoccabile. Ma rivendico che questa riforma ha un suo equilibrio e una sua valenza generale".

"E' una riforma - ha proseguito Fornero - che guarda a molti aspetti del mercato del lavoro e non a uno soltanto". "Con questo provvedimento - ha affermato - stiamo cercando di rendere l'ingresso nel mondo del lavoro meno precario, così come stiamo cercando di dare lavoro a chi lo ha perso. Quindi vediamo questa riforma non come una rivoluzione ma come uno strumento con contenuti molto equilibrati tra le sue parti. Poi se c'é qualcuno con suggerimenti per migliorarla, non ci tireremo indietro perché pur trattandosi di una riforma così complessa, non è intoccabile".

CONFINDUSTRIA A FORNERO, SORPRESA E SGOMENTO - Per Confindustria le dichiarazioni del Ministro Elsa Fornero per cui "gli esodati li creano le imprese" destano "sorpresa e sgomento". "Queste parole - commenta viale dell'Astronomia - danno una rappresentazione del mondo delle imprese che non solo non trova riscontro nella realtà, ma è anche offensiva". "Le imprese quando riducono il personale lo fanno solo per necessità - si legge in una nota - Quanto poi ai costi del nostro sistema di welfare, Confindustria ha già avuto modo di documentare al Ministro, proprio in occasione degli incontri per la riforma del mercato del lavoro, l'importante onere economico che le imprese sostengono per pagarsi gli ammortizzatori sociali. Se in un periodo di profonda crisi si cambiano le regole 'in corsa', è responsabilità di chi decide di cambiare le regole, prevederne le conseguenze. Se non lo si fa, non si può imputare alle imprese alcuna colpa". Per Confindustria, "né si possono mettere in discussione gli accordi che, nel pieno rispetto delle leggi, imprese e sindacati hanno stipulato per attenuare gli impatti sociali derivanti dalla crisi. L'aver limitato l'applicazione del precedente regime previdenziale solo ad alcuni soggetti, senza darsi pensiero di tutti i lavoratori coinvolti nelle procedure di mobilità, è stata una scelta del legislatore, non certo delle imprese. Ora si tratta di trovare le risorse economiche per affrontare la questione e mettere la parola fine a quel balletto di numeri cui assistiamo in questi giorni. Con estrema chiarezza si deve dire che non si tratta di una concessione rispetto alle legittime sollecitazioni che giungono da lavoratori, organizzazioni sindacali e imprese, bensì di un atto dovuto". "Il ministro - conclude la lunga nota di Confindustria - non ha necessità di individuare alcuna nuova soluzione normativa, visto che la riforma delle pensioni del dicembre scorso ha già affrontato e risolto la questione. Assicuri quindi, il Ministro, la salvaguardia già concessa".

FORNERO: DOPO I 65MILA SOLUZIONI PER GLI ALTRI - "Non ritengo che si possa accusare il ministro, né il ministero, della varietà di stime e quantificazioni di diversa provenienza che ha caratterizzato le ultime settimane alimentando, oltre all'ansia, la legittima preoccupazione delle persone. Né sarebbe stato appropriato, in attesa della valutazioen ufficiale, correggere le cifre di volta in volta apparse sui giornali". E' quanto afferma il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, in una lettera al Sole 24 Ore, in cui rcorda che "nessuno sarà toccato dagli effetti della riforma previdenziale nel corso del 2012 e che il 'Salva Italia' ha fissato al 30 giugno il termine entro il quale emanare il decreto interministeriale per la precisa individuazione delle persone portatrici del diritto soggettivo al pensionamento".

 "Proprio la consapevolezza di una platea non coperta da un'interpretazione stretta dei criteri individuati nella riforma delle pensioni - fa sapere quindi Fornero -, mi ha indotta ad assumere un impegno ulteriore circa l'adozione di provvedimenti normativi che possano ricomprendere situazioni analoghe scaturenti da accordi collettivi, stipulati in sede governativa, entro il 2011, ma non ancora perfezionati quanto a interruzione del rapporto di lavoro". "Gli esodati li creano le imprese che mandano fuori i dipendenti a carico del sistema pensionistico pubblico e della collettività". Lo ha detto il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, nel corso di un convegno a Reggio Calabria. "Anche su questo tema - ha aggiunto - bisogna trovare un equilibrio".

SINDACATI IN PIAZZA. '65MILA? SE DATI CORRETTI, VIA PRESIDENTE DELL'INPS' - Sindacati di nuovo uniti in piazza oggi per chiedere al Governo una soluzione al problema degli esodati, quei lavoratori che rischiano di trovarsi senza lavoro e senza pensione a causa dell'aumento dell'età per l'accesso alla pensione prevista dalla riforma previdenziale. Oltre 25.000 persone hanno sfilato per le vie di Roma dietro le bandiere di Cgil, Cisl, Uil e Ugl chiedendo al Governo di salvaguardare tutti i lavoratori che hanno fatto un accordo per l'uscita dal lavoro entro il 2011 applicando a questi le vecchie regole per l'accesso alla pensione. Il numero degli esodati, secondo i sindacati, è molto superiore ai 65.000 calcolati dal Governo per i quali è prevista una "salvaguardia" rispetto alla 'stretta' previdenziale prevista dal decreto Salva Italia.

"Sono numeri falsi - ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso -. Se il governo confermasse nei prossimi giorni che gli esodati sono 65.000 allora non resta altro che chiedere le dimissioni del presidente dell'Inps", Antonio Mastrapasqua . Che ora "vengano fuori i numeri veri" lo chiede anche il leader del Pd, Pier Luigi Bersani: "serve - dice - un tavolo che abbia un sostegno anche tecnico per arrivare ad una comune visione dei numeri". Sui numeri c'é "un tasso di incertezza che va colmato", dice il leader dell'Udc Pierferdinando Casini. Il Governo, secondo la nota diffusa ieri dal ministero del Lavoro, dovrebbe applicare le vecchie regole per l'accesso alla pensione solo a coloro che hanno fatto accordi entro il 2011, hanno già lasciato il lavoro entro quella data e sono in prossimità del pensionamento. In pratica, secondo le interpretazioni tecniche del testo, saranno salvaguardati coloro che matureranno i vecchi requisiti per la pensione entro i 24 mesi.

Ma questa interpretazione (utilizzata per restringere il campo a 65.000 unità e quindi le risorse necessarie) lascia fuori coloro che pur avendo firmato l'accordo sono ancora in azienda (come i lavoratori di Termini Imerese ancora in cassa integrazione) e quelli con un percorso di mobilità verso la pensione di 4 anni. Nel complesso, secondo quanto dichiarato dal direttore generale dell'Inps Mauro Nori solo due giorni fa in una audizione la platea di coloro che è uscita dal lavoro sulla base di accordi collettivi o individuali e raggiunge i requisiti per la pensione con le vecchie regole nei prossimi quattro anni raggiunge le 130.000 unità.

Nori in una nota ha precisato che i due dati non sono in contraddizione. Per il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, il governo "non è né responsabile né rispettoso di queste persone. Mette la testa sotto la sabbia come uno struzzo. Il ministro Fornero incontri i sindacati, ci aspettiamo un incontro risolutore". Il Governo con i numeri sugli esodati fa un "gioco di prestigio" secondo il leader Cgil, Susanna Camusso: "o trova una soluzione previdenziale per tutte le categorie degli esodati o i sindacati proseguiranno la mobilitazione. Non lasciamo i lavoratori da soli", avverte."Non bisogna fare il gioco dei numeretti - ha detto il segretario generale della Uil Luigi Angeletti -: sono buoni per giocare al lotto. La reazione più spontanea è che ci vogliono prendere in giro. Noi chiediamo che il governo mantenga i patti. Chi entro il 2011 ha fatto accordi per andare in pensione con le vecchie regole ci deve poter andare". Per l'Ugl gli esodati sono molti di più di 130 mila: "Il governo non scherzi - ha detto il numero uno del sindacato Giovanni Centrella - e cerchi le risorse per mandare tutti questi lavoratori in pensione con le vecchie regole". "E' ovvio che ci sono più esodati dei 65.000, ma sono scaglionati nel tempo", spiega il sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo.

Che garantisce: "anno per anno si provvederà". Dal fronte politico, il Pdl chiede alla Commissione industria del Senato, con un ordine del giorno presentato dal senatore Lucio Malan, di affrontare questa "problematica sociale di obiettiva gravità". E' "una emergenza sociale", sottolinea il responsabile economia del Pd, Stefano Fassina. Per il leader dell'Idv Antonio Di Pietro "Questo governo, nelle prossime ore, deve restituire i diritti calpestati ai lavoratori oppure deve andare a casa".

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