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Giovedì nero per le borse, Passera: anno recessione

Timori per Madrid, Milano -3,30%, spread a 240. Ocse: Pil dell'Italia -1,6%. Bersani: fare di più

29 marzo, 21:13
Corrado Passera
Corrado Passera
Giovedì nero per le borse, Passera: anno recessione

di Enrica Piovan

ROMA - L'Italia è nel pieno di una recessione che durerà per tutto il 2012. E aziende e famiglie si trovano a fare i conti con un vero e proprio 'credit crunch'. Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera fotografa la difficile situazione economica del nostro Paese, e avverte che per uscirne al più presto è necessario accelerare sulle riforme strutturali. Con determinazione sul programma di riforme, e "coraggio" - spiega poi in serata - già nel corso dell'anno saranno possibili "cambi di velocita" sul fronte della recessione. La debolezza italiana, poi,viene confermata dai dati dell'Ocse, che stima per il primo trimestre un Pil in contrazione dell'1,6% e prevede il perdurare della recessione almeno fino a fine anno. "Siamo in una situazione di non crescita da molto tempo. Siamo nel pieno di una seconda recessione e questo trend, se dobbiamo prendere per buone le previsioni, durerà tutto l'anno", ha detto Passera in audizione alla commissione Bilancio della Camera, sottolineando la necessità di invertire questa tendenza e di uscire il più rapidamente possibile da questa fase: "Dobbiamo accelerare su tutte le riforme strutturali in programma e su tutte le leve della crescita". anche perché, come dirà più tardi al congresso dell'Ugl, "il problema numero uno" è il "disagio" legato ai problemi di lavoro. Che "é molto più ampio di quanto anche la politica abbia anche misurato", perché se non si guarda solo ai disoccupati, ma anche a chi non cerca più il lavoro, o a chi ha un lavoro ma un reddito insufficiente, parliamo di "6/7 milioni di persone, e con i familiari forse si arriva alla metà del nostro Paese". Se l'Italia dovesse restare in recessione per tutto l'anno (considerati anche gli ultimi due trimestri del 2011 si arriverebbe a sei trimestri di segno meno consecutivi) si verificherebbe una crisi come quella del 1992-1993 (con Pil negativo dal secondo trimestre 1992 al terzo trimestre 1993). Mentre la recessione 2008-2009 è durata cinque trimestri. Il Governo ha un "piano molto dettagliato e per ora non abbiamo mancato nessuno degli appuntamenti", ha rassicurato il ministro, avvertendo però che uno dei terreni su cui è necessario "agire subito" è quello del credito, visto che si é concretizzato un "vero e proprio credit crunch". Va anche risolto il problema dei debiti insoluti della P.A. verso le imprese, restituendo l'accumulato che è pari a 50-60 miliardi: "non potrà essere fatto in un anno e non potrà mettere in difficoltà gli obiettivi di finanza pubblica, ma se già riuscissimo nei prossimi 12 mesi a rimettere in moto metà dello scaduto sarebbe molto", ha spiegato Passera. Nuove misure arriveranno inoltre sul fronte semplificazioni, per le quali Passera ha annunciato un 'pacchettone' per famiglie e imprese ogni 2-3 mesi. Mentre per le opere pubbliche si lavora a mettere in moto nei prossimi 12 mesi "40-50 miliardi" di lavori. Nella lunga audizione il ministro ha anche rassicurato sul rischio ("evitabile") che Snam venga ceduta a stranieri. C'é qualche "area di ansietà", invece, per la 'golden share', visto il rischio di perdere aziende strategiche. Mentre sul 'beauty contest' per le frequenze tv ha assicurato che la proposta del governo arriverà entro il 19-20 aprile e sarà in linea con l'idea iniziale (cioé non regalare le frequenze). "Se fosse vero, e spero di no, sarebbe un motivo di più perché tutti facciano la loro parte, e forze politiche e sociali diano il loro contributo", ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, commentando le preoccupazioni di Passera. Mentre per il leader dell'Italia dei Valori, Antonio di Pietro, "é finita la luna di miele del governo Monti... dopo tre mesi solo di nuove tasse e nuove esasperazioni. Questo governo è la innaturale prosecuzione del governo Berlusconi, in modo sobrio ma sempre contro le classi sociali più deboli". Intanto oggi l'Ocse ha detto che l'Italia resterà in recessione per i primi due trimestri dell'anno (stima una crescita del -1,6% nel primo trimestre e dello 0,1% nel secondo). E "continuerà ad esserlo per alcuni semestri", ha precisato il capo economista Pier Carlo Padoan, prevedendo un'uscita dalla recessione tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo. Per i Paesi del G7 le prospettive a breve termine "sono migliorate rispetto alla situazione prevalente a fine 2011" ma, mentre negli Usa è prevista una crescita robusta, in Europa "l'outlook rimane debole". L'Ocse ricorda inoltre ai Governi che le riforme sono un elemento cruciale per rilanciare la crescita, ma bisogna farlo proteggendo i più deboli.

MILANO - Torna la tensione sui mercati: colpa dei timori di Standard & Poor's sull'efficacia del piano di salvataggio della Grecia, con effetti a catena che hanno portato al ritorno della speculazione sui titoli di Stato italiani a spagnoli. Ma soprattutto sul timore di una ristrutturazione del debito della Spagna, oggi alle prese con uno sciopero generale contro gli interventi di tagli e riforme, e del Portogallo nonostante le rassicurazioni date oggi da Lisbona sul raggiungimento degli obiettivi di deficit senza nuove manovre di austerity. Risultato: spread Btp-Bund ancora in rialzo tocca quota 345, per poi attestarsi a quota 340, e tutte le Borse europee deboli, con Piazza Affari di gran lunga peggiore del Continente, affossata (-3,3%) soprattutto dai titoli bancari. Certo al mercato azionario italiano non hanno fatto bene le stime Ocse e anche la previsione del Governo di recessione che proseguirà per tutto l'anno. Secondo il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, in audizione 'ufficiale' alla commissione Bilancio della Camera, in Italia si è anche "creato un vero e proprio credit crunch", mentre l'Organizzazione dei Paesi occidentali stima per il nostro Paese una contrazione del Pil dell'1,6% nel primo trimestre 2012 e dello 0,1% nel secondo. Negli Usa è invece prevista una crescita del 2,9% nel primo trimestre e del 2,8% nel secondo, mentre per i tre principali Paesi Ue (Germania, Francia e Gran Bretagna) la stima è, in media, di una contrazione dello 0,4% seguita da un rimbalzo dello 0,9%. E in Europa la disoccupazione rimarrà sempre forte. Un quadro che si è trasferito parzialmente sulle Borse: Wall street, in attesa del nuovo discorso del presidente della Fed Bernanke, si è mossa debole in tutta la prima parte della sua seduta, mentre le piazze finanziarie del Vecchio continente hanno chiaramente subito il colpo. L'indice Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha ceduto l'1,27%, con Stoccolma che ha perso il 2,36% mentre Parigi e Francoforte sono scese di circa un punto e mezzo. Molto peggio é andata per Milano, che ha pagato anche questioni 'locali' come gli scivoloni di Monte dei Paschi che ha perso oltre il 10% dopo i dati 2011 e della galassia Ligresti, cedendo il 3,30% finale, che ha portato l'indice Ftse Mib sotto la quota dei 16mila punti. A Milano è quindi servita a poco l'asta con domanda altissima attraverso la quale il Tesoro ha collocato 2,5 miliardi di euro di Btp quinquennali, con tasso in leggerissimo calo. Così lo spread Btp-Bund ha proseguito nel suo lento rialzo, chiudendo a 340 punti base e con il rendimento del decennale italiano al 5,21% che corrisponde a un aumento di 10 punti base contro la crescita di 13 'basis point' per gli omologhi prodotti spagnoli, che hanno chiuso la giornata sul mercato dei titoli di Stato a un rendimento del 5,46%. Su tutto ha pesato il report di S&P sulla Grecia che, secondo l'agenzia di rating, potrebbe avere bisogno di un'altra ristrutturazione del debito. L'allarmismo si è così riacceso sulla Spagna, ferma per lo sciopero generale contro la riforma del lavoro, anche se la Borsa di Madrid ha chiuso senza troppi problemi con un calo inferiore al punto percentuale. Leggera contrazione per l'euro, che secondo le quotazioni di riferimento della Bce, ha 'chiuso' a quota 1,32 sul dollaro contro il precedente livello di 1,33.

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