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Schaeuble: 'Speculazioni su Italia causate dalla politica'

'Roma realizzi misure pacchetto. Grecia resta cuore problema'

21 settembre, 13:50
Standard and Poor's
Standard and Poor's
Schaeuble: 'Speculazioni su Italia causate dalla politica'

''Le speculazioni contro i titoli italiani si spiegano piu' con i meccanismi delle decisioni politiche, e meno con i fatti economici''. Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, in un'intervista rilasciata alla Berliner Zeitung, sostenendo che la Grecia e' ancora il ''cuore del problema'' degli attacchi ai titoli europei, all'indomani del declassamento deciso da S&P sull'Italia. ''E sembra che a proposito della Spagna i mercati dicano: la Spagna non puo' essere meglio dell'Italia'', aggiunge. ''Noi aspettiamo fermamente - continua il ministro - che il Governo italiano realizzi velocemente e in modo risoluto il pacchetto di misure disposto di recente''. ''Questa si' che e' la chiave del meccanismo di tutta la problematica del debito degli Stati - sottolinea -: consolidare in modo consistente e affidabile, eliminare gli ostacoli alla crescita, e in questo modo creare fiducia nei cittadini e nel mercato''. Alla domanda se la Gercia possa fallire nel caso in cui le misure di risparmio non siano sufficienti, Schaeuble risponde: ''Ho gia' chiarito che non si deve parlare di tutte le eventualita'. Un Governo deve assumerle tutte, ma non deve specularci sopra pubblicamente''.

SCHIFANI, PAESE CE LA PUO' FARE, BASTA LITIGI  - "Il Paese ce la può fare, innanzitutto se la politica cessa di litigare, e mi appello al senso di responsabilità di tutte le forze politiche. Occorre crederci". Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, al convegno sugli interventi nelle aree sottoutilizzate. "Mi auguro - ha aggiunto Schifani - che con grande senso di appartenenza tutti lavorino ad un progetto condiviso per la crescita. Bisogna lavorare per la crescita".

S&P DECLASSA RATING ITALIA. GOVERNO: GIUDIZIO POLITICO Standard and Poor's declassa l'Italia. E il governo replica, con una nota ufficiale: il rating del Paese viene abbassato per valutazioni ''dettate dai retroscena'' della stampa e non dalla realta' delle cose, fatta soprattutto di impegno e di solidita'. L'agenzia di rating ribatte, rivendica la propria indipendenza e non esclude, peraltro, un nuovo taglio del rating nell'arco dei prossimi dodici mesi o al massimo diciotto mesi. All'esecutivo non sono andate giu' le motivazioni con cui l'agenzia anglosassone ha spiegato il declassamento e quella ''fragilita' del governo'' indicata da S&P's come limite della capacita' del Paese di reagire e di dare risposte alla crisi

''Il governo ha sempre ottenuto la fiducia del Parlamento dimostrando cosi' la solidita' della propria maggioranza'', ha commentato a caldo Palazzo Chigi, secondo cui ''le valutazioni di Standard and Poor's sembrano dettate piu' dai retroscena dei quotidiani che dalla realta' delle cose e appaiono viziate da considerazioni politiche''. La realta' delle cose, come la definisce il governo, sono le misure varate per raggiungere il pareggio di bilancio nei prossimi due anni e il lavoro predisposto per il rilancio dell'economia. Non a caso il Tesoro ha riunito ancora una volta il tavolo sulla crescita, annunciando un piano decennale su lavoro, imprese, credito e Stato, e dandosi ancora appuntamento a stretto giro, mercoledi' prossimo, per studiare gli interventi da mettere in campo. La risposta del governo non e' pero' piaciuta all'agenzia, che si e' affrettata a controbattere, rivendicando la propria autonomia.

''I rating sovrani di Standard & Poor's sono valutazioni apolitiche e prospettiche del rischio di credito fornite agli investitori'', ha replicato da quartier generale di Londra, ribadendo che ''i rating indicano come diverse iniziative politiche possono impattare l'affidabilita' finanziaria''. Nessuna marcia indietro dunque. Anzi. Madrid ha fatto in questi mesi meglio di Roma e senza un'accelerazione della crescita, ha avvertito ancora l'analista Moritz Kraemer, l'Italia rischia persino un nuovo taglio del rating da qui a un anno e mezzo al massimo. A rassicurare e' intervenuto direttamente il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che non ha perso pero' occasione per incalzare ancora una volta il governo. ''I dati - ha detto il presidente - non rimpiccioliscono il Paese. Siamo una grande economia, una societa' vitale. Ma tutto cio' - ha puntualizzato va messo a frutto con scelte politiche appropriate''.

Quello dell'agenzia non e' del resto il solo pressing con cui l'esecutivo deve fare i conti in questi giorni di tensione politica e finanziaria, in cui lo spread tra Btp e bund e' arrivato a toccare, ancora una volta, i 400 punti base. Anche Bruxelles, pur riconoscendo l'impegno per il risanamento dei conti ed ammettendo che il giudizio di Standard & Poor's e' stato molto severo, ha spronato Roma a focalizzarsi ora sulla crescita economica, secondo pilastro essenziale per uscire dalla crisi.

''La manovra approvata dal Parlamento - nota la Commissione - permettera' al Paese di raggiungere i target di consolidamento fiscale per il 2013, ma occorre sottolineare l'importanza di avere un'agenda ambiziosa che preveda misure che sblocchino il potenziale di crescita per affrontare una debolezza strutturale''. Riforme per la crescita e' la parola d'ordine anche per Confindustria che non usa mezzi termini. O il governo vara ''riforme serie e impopolari'' nell'immediato ''oppure deve andare a casa: non ho paura di dirlo, e' evidente che e' cosi''', ha tuonato Emma Marcegaglia, stufa, come imprenditrice, di essere ''lo zimbello internazionale'' e di vedersi considerata ''con il sorrisino''.

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