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Fondo monetario lima Pil Italia 2012

Ribasso inatteso per Londra dello 0,5 nel IV trimestre

26 gennaio, 13:01
Una fabbrica italiana
Una fabbrica italiana
Fondo monetario lima Pil Italia 2012

NEW YORK - Il Pil italiano crescerà nel 2011 dell'1% e nel 2012 dell'1,3%. E' la stima del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), che lascia invariata rispetto a ottobre 2010 la previsione per il Pil italiano di quest'anno, ma lima al ribasso (-0,1%) quella del prossimo anno. E mentre il calo inatteso del pil della Gran Bretagna spaventa l'Europa, il presidente Giorgio Napolitano chiede all'Italia di forzare la crescita.

"PIL MONDO 2011 +4,4%, EUROLANDIA +1,5%, USA +3%" - Il Fondo Monetario Internazionale rivede al rialzo la stima del pil mondiale per il 2011: quest'anno l'economia crescerà del 4,4%, lo 0,2% in più rispetto a quanto stimato in ottobre. Il prossimo anno l'economia mondiale si espanderà del 4,5%, previsione invariata rispetto alla precedente. Eurolandia crescerà quest'anno dell'1,5% (stima invariata) e nel 2012 dell'1,7% (-0,1%). Gli Stati Uniti cresceranno nel 2011 del 3,0% (+0,7%) e del 2,7% (-0,3%) il prossimo anno.

"IN UE SERVONO ULTERIORI STRESS TEST BANCHE" - Ulteriori rigorosi e credibili stress test sulle banche sono necessari per le banche europee, afferma l'Fmi sottolineando che i test devono essere seguiti da piani di ricapitalizzazione e ristrutturazione per gli istituti che lo necessitano.

"FONDO SALVA STATI UE VA AUMENTATO" - "La dimensione dell'European Financial Stability Facility va aumentata e il suo mandato dovrebbe essere più flessibile", afferma il Fondo Monetario Internazionale sottolineando che "per i paesi dove il sistema bancario rappresenta una grande fetta dell'economia, è ora più che mai essenziale assicurare l'accesso a fondi sufficienti". Secondo il Fondo, "il meccanismo di risoluzione deve essere rafforzato se necessario".

"RISANARE CONTI, SERVONO PIANI AMBIZIOSI, CREDIBILI" - I paesi con elevati livelli di debito, dentro e fuori l'area euro, devono compiere progressi con piani di risanamento dei conti di medio termine ambiziosi e credibili. Lo afferma l'Fmi, sottolineando come i rischi sul debito sovrano nell'area euro si sono ampliati ad altri paesi. "Gli spread dei titoli di stato in alcuni casi hanno raggiunto massimi decisamente al di sopra dei livelli visti durante la crisi dello scorso maggio. Le pressioni sull'Irlanda sono risultate particolarmente severe, e hanno portato al piano Ue-Bce-Fmi. I legami fra i rendimenti medi dei titoli di Grecia e Irlanda con quelli del Portogallo restano elevati, ma le correlazioni sono aumentate fortemente negli ultimi mesi con i rendimenti spagnoli e, in misura minore, con quelli dell'Italia, con l'intensificarsi delle pressioni sugli spread.

"DEFICIT USA 2011 DOPPIO EUROLANDIA, DEBITO A 110%" - Il deficit federale americano si attesterà nel 2011 al 10,75% del pil, più del doppio di quello dell'area euro. Il debito supererà il 110% del pil nel 2016. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), sottolineando che "l'assenza di un piano credibile e di medio termine" da parte degli Stati Uniti per risanare le finanze pubbliche potrebbe tradursi "in un aumento dei tassi di interesse, che potrebbe avere effetti negativi sui mercati finanziari e sull'economia globale".

"PROSEGUE CORSA CINA, PIL 2011 +9,6%; INDIA +8,4%" - La Cina si conferma motore dell'economia mondiale. Il Pil cinese si espanderà nel 2011 del 9,6% e nel 2012 del 9,5%. L'economia indiana crescerà quest'anno dell'8,4% e nel 2012 dell'8%.

"RIPRESA A DUE VELOCITA', RESTANO RISCHI, ANCHE PER UE" - La ripresa economica globale continua ma a due velocità, con le economie avanzate che procedono più lente di quelle emergenti, dove stanno "emergendo pressioni inflazionistiche e ci sono segnali di surriscaldamento, dovuti ai flussi di capitale". Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale sottolineando che restano "elevati rischi al ribasso" sull'economia. Fra questi "la possibilità che le tensioni nei paesi periferici dell'area euro si amplino all'Europa, la mancanza di progressi nel formulare piani di risanamento di bilancio di medio termine, il protrarsi della debolezza del mercato immobiliare americano e lo scoppio di potenziali bolle nei mercati emergenti".

"POLITICA MONETARIA ACCOMODANTE, DISOCCUPAZIONE ALTA" - La politica monetaria nelle economie avanzate deve restare accomodante. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), sottolineando come il tasso di disoccupazione resta elevato nelle economie avanzate, che cresceranno del 2,5% sia nel 2011 sia nel 2012. Le economie emergenti e in via di sviluppo cresceranno quest'anno del 6,5% (+0,1% rispetto alle stime di ottobre) e del 6,5% nel 2012.

"STABILITA' FINANZIARIA A RISCHIO, AVANTI RIFORME" - Le condizioni finanziarie resteranno stabili o miglioreranno nel 2011, ma la stabilità finanziaria globale resta a rischio, con l'interazione fra i rischi del debiti sovrani e del settore bancario che si sono intensificati. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale sottolineando che la politica deve assicurare la ristrutturazione dei bilanci delle banche e degli stati, e continuare la riforma del mercato.

NAPOLITANO, DOBBIAMO FORZARE LA CRESCITA ECONOMICA - Giorgio Napolitano dice che e' ''un imperativo andare oltre la crescita indicata dalle previsioni della Banca d'Italia, occorre forzare la crescita prevista che e' troppo al di sotto delle nostre esigenze ed e' bassa rispetto alle previsioni in Europa e nel Mondo. Occorre - aggiunge - andare piu' lontano, avere piu' ambizione''. Lo ha detto durante la consegna dei premi ''Qualita' Italia''.

GRAN BRETAGNA:  PIL IV TRIMESTRE, RIBASSO INATTESO A -0,5%
- Il prodotto interno lordo della Gran Bretagna segna una inattesa flessione dello 0,5% nel quarto trimestre 2010 dopo il +0,7% registrato nel terzo trimestre. E' in maggior calo da oltre un anno, dal secondo trimestre del 2009 quando il Pil evidenzio' un ribasso dello 0,8%. Le previsioni degli economisti - scrive Bloomberg - puntavano su un +0,5%. Su base annua, il Pil ha segnato un +1,7% contro il +2,7% precedente e attese per un +2,6%.

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