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De Masi: disagio sottovalutato

Il sociologo, ben venga obbligo per aziende

18 dicembre, 12:23

ROMA - ''Finalmente!'': Domenico De Masi, fautore dell''ozio creativo', tanto da essere diventato il titolo di un suo libro, accoglie con entusiasmo l'obbligo in azienda di valutare anche lo stress da lavoro correlato.

''Un secolo fa - osserva il sociologo del lavoro - la maggior parte dei lavoratori erano manuali, lavoravano con la fatica fisica. Oggi, invece, il 70% lo fa con la fatica psichica. In passato, dunque, ci si è preoccupati di proteggere il corpo dall'usura, da un eccesso di sforzo fisico; oggi che la maggior parte dei lavori è intellettuale il pericolo riguarda il cervello, un organo delicatissimo che si può slabbrare, rompere staccare, è come un muscolo e in quanto tale soggetto a tutti i pericoli. In questo caso non di contrarre la tbc, ma può ammalarsi di stress, di nevrosi. Purtroppo si vedono meno, ma sono tutti pericoli che esistono''.

''Ben venga quindi quest'obbligo per le aziende - dice De Masi -: finalmente ce ne accorgiamo. Credo forse che con un baluardo così forse non si creino danni irreparabili. Così come irreparabile è la perdita di una mano, allo stesso modo lo è la perdita di un neurone''.

De Masi sottolinea come lo stress lavoro correlato sia un fenomeno sottovalutato proprio ''perché non si vede''. Il sociologo fa nell'ambito del lavoro intellettuale un ulteriore distinguo: ''Prendiamo cento lavoratori, trenta lavorano con le mani e settanta con il cervello. Tra quest'ultimi settanta, venti fanno un lavoro creativo: è il caso, per esempio, di scienziati o professori. Per i restanti (come bancari o casellanti) sarebbe importante ridurre l'orario di lavoro anche per creare nuovi posti. Così come lo sarebbe fare molte pause trattandosi di un lavoro ripetitivo: il meccanismo cerebrale si riassetta come un computer.

Il lavoro creativo, invece, non finisce mai, non c'è separazione con la vita. Ed ognuno, in questo caso, ha un suo bioritmo: Beethoven lavorava continuamente; Rossini poco, ma si concentrava molto; Moravia solo la mattina''.

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