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Tema competitività, le voci dei protagonisti a confronto

Cosa hanno detto: da Napolitano a Trichet, da Tremonti a Draghi

09 settembre, 11:12

ROMA - Dal Presidente della Repubblica al presidente della Bce; dal ministro dell'Economia, al Governatore della Banca d'Italia: i principali protagonisti del mondo economico, politico e finanziario hanno nelle ultime settimane posto l'accento sui temi della produttivita' e competitivita', oggi richiamati anche dal Fondo Monetario, necessari all'Italia per agganciare in modo solido la ripresa. Ecco cosa hanno detto.

- Giorgio Napolitano: ''E' venuto il momento che l'Italia si dia una seria politica industriale nel quadro europeo, secondo le grandi coordinate dell'integrazione europea. C'e' una quota assai consistente di giovani che non sono impegnati in processi formativi, ne' processi lavorativi, ne' di addestramento al lavoro: dobbiamo riuscire a dare risposte su tutti questi terreni''. (Venezia, 2 settembre).

- Jean-Paul Trichet (Presidente Bce): ''Quello che conta e' continuare a lavorare per la nostra competitivita'. La probabilita' di una doppia recessione e' calata nelle ultime settimane ma non dichiariamo vittoria, dobbiamo rimanere molto cauti e prudenti per ristabilire la fiducia e vedremo quello che succedera'''. ''Noi abbiamo garantito la stabilita' dei prezzi, ora i governi nazionali si occupino della loro competitivita' all'interno dell'eurozona''. (Cernobbio, 4 settembre).

- Giulio Tremonti (Ministro dell'Economia): ''Non c'e' bisogno di una manovra in autunno''...''e' piuttosto l'altra politica, quella sulla competitivita' che va impostata''. ''Per rilanciare la competitivita' (e definire un documento che sara' analizzato nella sessione di bilancio europea) il ruolo dell'opposizione potra' e dovra' essere positivo e costruttivo''. (Cernobbio, 4 settembre).

- Mario Draghi (Governatore Banca d'Italia): Per crescere di piu' ''l'Italia deve diventare produttiva e competitiva come la Germania''. ''La ripresa c'e': e' una ripresa trainata dalla domanda mondiale e che comincia ad essere sostenuta dalla crescita dei consumi e degli investimenti in Germania, ma e' una crescita che nel resto di Eurolandia non e' sostenuta ed equilibrata'' (Seul, 3 Settembre).

- Enna Marcegaglia (Presidente Confindustria): ''Dopo una prima fase di rigore ora e' necessario continuare su questa strada ma anche su quella della produttivita' e competitivita'. Adesso si tratta di lavorare insieme''. ''Dobbiamo fare un nuovo patto sociale'' con l'obiettivo di ''aumentare i salari se pero' uniti ad una maggiore produttivita' delle aziende'' (Cernobbio, 5 Settembre).

- Sergio Marchionne (ad Fiat): ''Serve un patto sociale, uno sforzo comune per condividere sacrifici e impegno a dare al Paese la possibilita' di andare avanti''. ''Non siamo piu' negli anni '60'' e occorre ''abbandonare il modello di pensiero'' che vede una ''lotta fra capitale e lavoro e fra padroni e operai''. ''Fino a quando non ci lasciamo alle spalle vecchi schemi non ci sara' mai spazio per vedere nuovi orizzonti''.(Rimini, 26 agosto)

- Guglielmo Epifani (segretario Cgil). ''Il tema di una vera politica industriale deve essere posto al centro dell'agenda politica, come strumento imprescindibile per il rilancio del sistema economico del paese''. E' inoltre necessario ''trovare un compromesso tra le ragioni del mercato e la condizione e i diritti dei lavoratori. E' di tutta evidenza come il rilancio del sistema industriale non possa poggiare esclusivamente sul lavoro, ma debba trovare risposte concrete in una politica industriale che abbia una visione strategica e preveda investimenti su ricerca e innovazione''. (Roma, 26 agosto)

- Sergio Bonanni (segretario Cisl) ''L'Italia e' oggi praticamente ferma al centro ed in periferia. Non possiamo piu' continuare cosi'''. ''Occorre un patto sociale che deve vedere ciascuna delle parti assumersi le proprie responsabilita': governo nazionale, governi locali, banche, imprese, sindacati. Apriamo una discussione seria su quello che deve essere in questa fase cosi' difficile e delicata il ruolo delle istituzioni, al centro ed in periferia; su che cosa possono fare le imprese e le banche. E discutiamo anche su come devono comportarsi i sindacati nelle aziende per recuperare competitivita' ed innalzare i salari dei lavoratori'' (Roma, 2 settembre).

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