Metalmeccanici: Fiom proclama 4 ore sciopero
Marcegaglia, disdetta contratto e' solo una questione tecnica
08 settembre, 23:08Correlati
ROMA - E' scontro tra Confindustria e Fiom sulla disdetta del contratto dei metalmeccanici da parte di Federmeccanica. E' ''un atto di chiarezza'' dice il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. E il vero problema e' la Fiom. Poi Marcegaglia aggiunge ''auspichiamo sempre che la Fiom possa risedersi con noi e con gli altri sindacati, ma non aspetteremo, non e' un momento in cui ci si puo' sedere e guardare all'ideologia. Dobbiamo cambiare le cose per il bene delle imprese e per il bene dei lavoratori''. E il direttore generale Federmeccanica, Roberto Santarelli, spiega: ''andiamo avanti con chi ci sta''. La posizione di Marcegaglia chiaramente non convince la stessa Fiom che accusa Confindustria di essere sotto l'influenza delle decisioni Fiat e proclama uno sciopero di 4 ore prima della manifestazione nazionale a Roma il prossimo 16 ottobre. Contestualmente il segretario generale, Maurizio Landini, chiede a Fim e Uilm di sospendere qualunque negoziato con Federmeccanica e di avviare invece una consultazione di massa tra gli operai per verificare il mandato a fare la trattativa. Interviene anche la Cgil nazionale secondo la quale ''la disdetta e' una scelta sbagliata che accentua la divisione e, allo stesso tempo, determina la balcanizzazione delle relazioni industriali del settore''. Secondo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, la decisione di Federmeccanica della disdetta del contratto 2008 ''cambia in meglio le cose perche' esaurisce prima il vecchio contratto e applica prima il nuovo''. E accusa la Fiom di gridare ogni giorno al lupo perche' questo ''e' l'unico modo per stare in piedi''. Insomma ''la Fiom dovrebbe imparare le regole democratiche''. Bonanni poi viene contestato durante la sua partecipazione alla festa del Pd: uno striscione lo accusa di essere ''servo di Marchionne''. Solidarieta' gli viene espressa dal mondo politico, istituzionale e sindacale. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ritiene che la disdetta sia ''un atto assolutamente formalistico di un contratto che nemmeno e' stato applicato, utile probabilmente soltanto per dare maggiore certezza al contratto che e' in vigore, che non fu sottoscritto dalla Fiom che e' molto piu' conveniente di quello che e' stato disdetto''. Un'analisi che trova concorde la Marcegaglia: ''Il contratto ce l'hanno e stanno avendo gli aumenti, la disdetta e' solo una questione tecnica'', o meglio ''un atto di chiarezza''. Poi la leader degli industriali alza il tiro contro la Fiom: ''Il problema vero e' la Fiom, che non accetta nessun cambiamento, che renda le aziende piu' competitive''. E rifiuta la tesi del sindacato sull'influenza della Fiat: ''Il recesso, e' semplicemente un atto di chiarezza e non e' assolutamente vero che abbiamo subito la decisione della Fiat''. La Fiom pero' non accetta ne' la spiegazione del governo ne' quella degli industriali ed annuncia che e' pronta anche alle vie legali (''non escludiamo di portare in tribunale le imprese che non volessero rispettare e applicare il contratto'', dice Landini). Il segretario Fiom inoltre esclude inoltre che sara' al tavolo del 15 settembre con Federmeccanica e gli altri sindacati perche' si tratta di ''un invito a cena col delitto, dove il delitto e' la morte del contratto nazionale''. Ma tra le diverse sigle le posizioni sono diverse: ''Esiste un contratto nazionale, quello rinnovato il 15 ottobre 2009 - dice ad esempio la Uilm - Basta controllare la busta paga e verificare che vi sono riportati incrementi salariali ulteriori rispetto a quelli previsti dal contratto precedente''. Ma alla fine il Comitato centrale della Fiom va avanti e proclama quattro ore di sciopero che saranno articolate a livello territoriale, entro il 16 ottobre, giorno della manifestazione nazionale organizzata a Roma. Poi chiede a Fim e Uilm di sospendere qualsiasi negoziato con Federmeccanica e che ''si rendano disponibili ad una consultazione di massa''.








